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Test Medicina, Viola: "Semestre filtro farsa, chiediamo scusa"

Antonella Viola ha detto che il semestre filtro di Medicina è una "farsa" e ha chiesto scusa agli studenti: il suo messaggio alla ministra Bernini

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Antonella Viola, docente di Patologia generale all’Università di Padova, ha chiesto scusa agli studenti e alle studentesse del semestre filtro di Medicina con un post su Instagram. La professoressa ha parlato di una “farsa” e ha lanciato un messaggio alla ministra dell’Università Anna Maria Bernini.

Cos’ha detto Antonella Viola sulla “farsa” del semestre filtro

Alle studentesse, agli studenti e alle loro famiglie chiedo scusa, a nome del mondo accademico, per una farsa che è stata lesiva sul piano emotivo ed economico“. Sono queste le parole della professoressa Antonella Viola su Instagram in merito al semestre filtro di Medicina introdotto dalla riforma Bernini.

Dopo la pubblicazione dei risultati del primo appello, che hanno visto un ampio numero di bocciati, l’insegnante ha voluto dire la sua sul nuovo sistema di accesso a Medicina.

Rivolgendosi agli aspiranti medici, ha proseguito: “Molti di noi avevano segnalato fin dall’inizio l’assurdità di questo modello. Avremmo dovuto alzare la voce di più e difendervi da uno scempio che vi allena al precariato e alimenta ansia e competizione insana”.

Pur giudicando “semplici” alcune domande dei test, Viola ha sottolineato che “non è colpa vostra se non siete riusciti a rispondere. Da docente nella facoltà di Medicina – ha aggiunto – so quanto studiate”.

Perché il test di Medicina è “del tutto inadeguato” (per Viola)

Commentando il suo post al Corriere del Veneto, Antonella Viola ha affermato: “Questo test è del tutto inadeguato a valutare i ragazzi che vogliono entrare a medicina. Se si era deciso che le modalità di accesso che c’erano fino all’anno scorso non andavano bene, dovrebbero spiegarci come questo nuovo test abbia cambiato le cose. Il punto è che non è cambiato nulla, abbiamo solo contributi a creare, una volta in più un clima di ansia, competizione e precariato, pessimi modi per entrare nel mondo della medicina”.

Secondo Antonella Viola, il fatto che molti studenti non siano riusciti a rispondere a domande che possono sembrare “elementari” a “noi vecchi”, non è la prova che non abbiano studiato. “È il segno di un cambiamento profondo e strutturale, che riguarda la scuola, la società e il modo in cui oggi si costruiscono le competenze cognitive”.

La sua riflessione parte dalla memoria, che nel passato “era un valore centrale”, allenato “quotidianamente a scuola e fuori”. Oggi, al contrario, “la memoria è stata esternalizzata“, ovvero “telefoni, motori di ricerca, dispositivi digitali svolgono per le generazioni attuali una funzione che prima era interna”. Tutto ciò, ha sottolineato, “non rende le persone ‘più stupide’, ma cambia il modo in cui il cervello viene allenato”.

Questo si aggiunge, secondo la prof, a “un cambiamento profondo nella scuola”. Viola ha parlato di testi scolastici “più semplici”, “lessico impoverito” e una complessità sintattica “ridotta per facilitare l’apprendimento”.

Quindi ai ragazzi “stiamo chiedendo competenze che il sistema stesso ha smesso di coltivare“, ha detto la docente.

Viola alla ministra Bernini: “Chiedere scusa è buon senso”

Da qui il suo messaggio ad Anna Maria Bernini: “Alla Ministra dico solo questo: quando si commette un errore grossolano, chiedere scusa è buon senso e buona educazione“. Questo “vale per tutti, ma ancora di più per chi è pagato dai contribuenti e deve rendere conto del proprio operato”, ha aggiunto Viola.

Qual è la soluzione? “Io toglierei il numero chiuso per dare l’accesso a tutti, ma c’è il problema dell’assenza di aule e docenti, e l’imbuto delle specializzazioni”, ha osservato Viola nell’intervista al Corriere.

E ancora: “Mi rendo conto che non si può fare un test orale a tutti i candidati che vogliono entrare a medicina, ma credo che un team di pedagogisti dovrebbe essere in grado di predisporre un piano di apprendimento per gli studenti di oggi”.

Antonella Viola ha concluso: “Si può e deve trovare un modo nuovo e diverso per l’accesso alla professione. Il semestre filtro non funziona, la politica deve ammettere il fallimento“.

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