Test psicoattitudinali per gli insegnanti, lo sfogo di Prof Maggi
Prof Maggi si è sfogato contro chi chiede test attitudinali per gli insegnanti, dopo il caso di una docente che ha tagliato i capelli a un'alunna
Andrea Maggi, docente di lettere alle scuole medie e professore della trasmissione tv "Il Collegio", sui social ha pubblicato un video nel quale spiega qual è il suo parere in merito ai test psicoattitudinali per gli insegnanti. Nel suo intervento il professore si è letteralmente sfogato, non solo sull’argomento in questione, ma anche in merito a tutto quello che lui e i suoi colleghi hanno dovuto passare prima di poter sedere dietro a una cattedra.
Prof Maggi e i test psicoattitudinali per i docenti
Andrea Maggi è molto seguito sui social anche grazie alla partecipazione al docureality "Il Collegio", del quale fa parte del corpo docenti sin dalle primissime edizioni. L’insegnante ha pubblicato su Facebook una clip nella quale parla della proposta di sottoporre tutti i professori a test psicoattitudinali, dopo un fatto che è avvenuto a Mestre: una sua collega ha tagliato i capelli a un’alunna in classe.
"Noi docenti abbiamo bisogno di test psicoattitudinali?", si è domandato nella didascalia che accompagna il video in questione, rispondendo poi con un’altra domanda rivolta a chi lo segue sui social: "Ma voi lo sapete cosa noi insegnanti dobbiamo fare prima di diventare insegnanti di ruolo? Lo sapete che facciamo tirocini che valgono anche come test psicoattitudinali?".
Prof Maggi si è anche dato una risposta: "No, non lo sapete. Altrimenti non chiedereste i test psicoattitudinali per gli insegnanti".
Prof Maggi spiega la messa in ruolo dei docenti
Nel corso del video prof Andrea Maggi ha spiegato da dove tutto è partito: "Dopo il caso dell’insegnante che a Mestre ha tagliato i capelli a un’alunna per le troppe domande su come si fa un riassunto, ecco tornare in voga la richiesta di test psicoattitudinali per gli insegnanti".
Il docente ha voluto raccontare come si diventa prof: "Ora, per chi non lo sa, vorrei spiegare che prima della nostra messa in ruolo noi docenti svolgiamo corsi abilitanti con decine di ore di tirocinio che servono anche, di fatto, come prova psicoattitudinale". Una volta superato il "concorso ministeriale, al termine dell’anno di prova, la messa in ruolo di un docente viene confermata o meno da un dirigente scolastico che si assume la responsabilità di apporre l’ultima firma sull’ammissione oppure sull’esclusione di un docente all’interno dell’istituto a cui è stato assegnato".
In base a quanto descritto, prof Maggi ha aggiunto che "l’attitudine all’insegnare o meno è già presente nelle fasi di formazione, poi anche di tirocinio e anche di prova di un docente". Quindi perché dover fare ulteriori test psicoattitudinali?
Per Maggi è ingiusto condannare tutti i prof
Andrea Maggi, che insegna lettere in una scuola media di Sacile, in provincia di Pordenone, ha concluso il suo intervento sui social lasciandosi andare a uno sfogo: "Adesso per una mela marcia, si fa il solito bailamme populista che non fa che screditare l’intera categoria dei docenti per la condotta riprovevole di uno solo".
Secondo l’insegnante "insinuare il sospetto che l’intera categoria dei docenti è marcia nel midollo per colpa di uno è una cosa assolutamente ingiusta e falsa".