Tetto agli studenti stranieri a scuola, come funziona all'estero
Dopo l'annuncio di Giorgia Meloni sull'introduzione di un tetto al numero di studenti stranieri per classe, vediamo come funziona negli altri Paesi
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L’annuncio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’introduzione per legge di un tetto percentuale al numero di studenti stranieri per classe ha riacceso il dibattito sul tema dell’integrazione a scuola. Ma come funziona all’estero? I principali Paesi europei adottano modelli diversi per accogliere gli alunni che non conoscono la lingua nazionale. Dalle classi di inserimento temporanee ai test linguistici fino a sistemi di distribuzione degli studenti: vediamo cosa succede in Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Danimarca e Paesi Bassi.
- L'annuncio di Meloni sul tetto di studenti stranieri per classe
- Cos'è l'UPE2A in Francia per accogliere gli studenti stranieri
- Come il sistema scolastico evita le "scuole ghetto" in Spagna
- Come funzionano le Willkommensklassen, classi preparatorie in Germania
- Come funziona il programma EAL del Regno Unito
- In Danimarca tutti gli studenti sostengono un test linguistico
- Il modello Gewichtenregeling nelle scuole dei Paesi Bassi
L’annuncio di Meloni sul tetto di studenti stranieri per classe
Dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale a Roma, la premier Giorgia Meloni ha annunciato una serie di novità sulla scuola, partendo dalla previsione di un tetto del 30% di alunni stranieri per classe.
"Sta per arrivare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero degli studenti stranieri per classe, il numero massimo s’intende", ha detto. Il decreto, inoltre, "introduce anche l’obbligo per i genitori di studenti con problemi gravi di inserimento scolastico a imparare l’italiano" e "il divieto di burqa e niqab a scuola".
L’annuncio di Meloni ha scatenato molte polemiche. All’indomani di queste dichiarazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, ha ricordato che "la scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati. La scuola prepara tutti, è aperta a tutti: così dispone l’articolo 34 della Costituzione".
Nei prossimi paragrafi, analizziamo le soluzioni adottate nelle scuole di alcuni Paesi europei.
Cos’è l’UPE2A in Francia per accogliere gli studenti stranieri
In Francia non esiste alcun limite alla percentuale di studenti stranieri nelle classi. Il sistema francese si basa sulla competenza linguistica degli alunni appena arrivati nel Paese. Gli studenti che non parlano francese vengono inseriti nelle UPE2A (Unités pédagogiques pour élèves allophones nouvellement arrivés), classi di accoglienza ad alto supporto linguistico.
Qui seguono un percorso intensivo di francese e, parallelamente, partecipano alle lezioni ordinarie per le materie in cui la lingua non è indispensabile, come arte ed educazione fisica. Man mano che la padronanza del francese migliora, aumentano le ore trascorse nelle classi ordinarie. Il percorso nelle UPE2A è temporaneo e dura in genere un anno scolastico.
Inoltre, nelle aree socialmente svantaggiate la Francia investe in classi più piccole (12–15 alunni) e maggiori risorse pedagogiche.
Come il sistema scolastico evita le "scuole ghetto" in Spagna
In Spagna la distribuzione degli studenti stranieri è regolata dalle Comunità Autonome, che gestiscono gli alunni con "necessità specifiche di sostegno educativo", tra cui i minori stranieri appena arrivati.
Il sistema non prevede tetti per classe, ma le "aulas de enlace", classi di accoglienza temporanee dove gli studenti stranieri imparano lo spagnolo e vengono gradualmente inseriti nelle classi ordinarie. Il percorso è pensato per eliminare le barriere linguistiche, favorire l’integrazione culturale ed evitare le "scuole ghetto".
Come funzionano le Willkommensklassen, classi preparatorie in Germania
In Germania la gestione scolastica è competenza dei singoli Lander, ma il principio è comune: non esistono tetti percentuali per gli studenti stranieri. Prima dell’iscrizione, gli alunni sostengono un test linguistico (Sprachstandsfeststellung). Chi non ha un livello sufficiente di tedesco viene inserito nelle Willkommensklassen o Vorbereitungsklassen, classi preparatorie temporanee.
A differenza del modello francese, gli studenti trascorrono gran parte della giornata nella classe preparatoria, con un gruppo omogeneo per livello linguistico, e partecipano alle attività comuni (sport, arte, ricreazione) con la classe ordinaria.
L’obiettivo è raggiungere una padronanza del tedesco che consenta l’inserimento completo nel percorso scolastico regolare. Questo percorso dura, di norma, uno o due anni.
Come funziona il programma EAL del Regno Unito
Nel Regno Unito l’integrazione degli studenti che non conoscono l’inglese si basa sul programma EAL (English as an Additional Language), un modello che punta sull’inserimento diretto nelle classi ordinarie.
Non esistono percorsi separati o sezioni dedicate agli alunni stranieri: ogni studente registrato come EAL comporta un finanziamento aggiuntivo automatico per la scuola, che può così attivare interventi mirati.
La figura centrale è l’EAL coordinator, responsabile dell’organizzazione del supporto linguistico per lo studente, come corsi pomeridiani gratuiti, attività di potenziamento del vocabolario e l’affiancamento in classe di un teaching assistant, che aiuta lo studente durante le lezioni.
In Danimarca tutti gli studenti sostengono un test linguistico
La Danimarca adotta un approccio che combina l’esito di test di competenza linguistica con criteri di distribuzione territoriale. Prima dell’ingresso nella scuola primaria (Folkeskole), tutti i bambini sostengono una valutazione del livello di danese. Se il risultato è adeguato all’età, la famiglia può iscrivere il figlio alla scuola di quartiere. Se invece emergono carenze linguistiche e l’istituto di riferimento supera già una soglia, generalmente compresa tra il 20% e il 30%, di studenti bilingui che necessitano di supporto, l’iscrizione automatica non è garantita e vengono indirizzato verso un’altra scuola.
Il modello Gewichtenregeling nelle scuole dei Paesi Bassi
Nei Paesi Bassi non esiste un tetto al numero di studenti stranieri per classe, ma un sistema di finanziamento pensato per prevenire squilibri educativi: il Gewichtenregeling. Questo modello attribuisce a ogni alunno un "peso" (gewicht) in base al livello socio economico della famiglia, al grado di istruzione dei genitori e ad altri fattori che possono incidere sul percorso scolastico, compresa la non conoscenza della lingua olandese.
Le scuole che accolgono un numero più elevato di studenti con "peso alto" ricevono fondi aggiuntivi, così da poter offrire supporto linguistico, tutoraggio e programmi di inclusione.