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Tracce Maturità 2026 e la polemica di Galiano: "Una donna" ANSA

Tracce Maturità 2026 e la polemica di Galiano: "Una donna su 7"

Il prof Enrico Galiano ha sottolineato come, su 7 tracce per il testo scritto d'italiano, solo una faccia riferimento a un'autrice e le altre a uomini

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

La prima prova della Maturità, quella dedicata allo scritto d’italiano, ogni anno è sempre la più attesa e dibattuta. È il test che dà avvio all’esame di Stato e i maturandi sono chiamati a scegliere tra una delle sette tracce proposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, divise in tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema d’attualità. Nel 2026, tra sorprese e conferme delle aspettative, è emersa una nota critica: su sette brani sui quali i giovani sono chiamati a riflettere, solo uno è stato scritto da una donna. A farlo notare è stato Enrico Galiano con un post sui social.

La polemica di Enrico Galiano sulle tracce della Maturità 2026

Enrico Galiano ha usato poche parole che c’entrano il punto: alla Maturità 2026 sono state scelte tracce basate su componimenti o scritti di uomini con un’unica eccezione.

Sui social il professore ha scritto: "Sette tracce. Sei uomini. Una donna. Maturità: femminile singolare. Un po’ troppo singolare però".

Il docente ha usato un po’ di amara ironia evidenziando come la parola "maturità" sia femminile singolare e, probabilmente chi ha scelto le tracce ha "seguito" la regola grammaticale un po’ troppo alla lettera inserendo solo l’articolo di una giornalista tra poesie e testi di scrittori e studiosi uomini.

La Maturità 2026, s’intuisce dal post di Galiano, sarebbe forse un po’ poco femminile e un po’ troppo singolare.

Anche guardando al passato, in realtà, le autrici scarseggiano. Dal 2004/2005, l’anno meno recente a cui arriva l’archivio del ministero dell’Istruzione, nessuna autrice donna è stata proposta agli studenti per l’analisi del testo. Carlo Canepa di Chora Media, su X, ha fatto notare che scrittrici come Deledda, Merini, Ginzburg, Aleramo, sono state proposte solo nelle prove suppletive o straordinarie.

In un secondo post pubblicato su Facebook, Enrico Galiano ha voluto specificare meglio il suo precedente intervento sulla disparità di genere tra gli autori della Maturità 2026: "Vedo che aver fatto notare l’evidente disparità di genere fra autori e autrici delle tracce di maturità ha fatto discutere. Bene, vuol dire che a qualcosa è servito! Ora: premesso che ognuno è libero di pensarla come vuole, ci mancherebbe. Per me un sintomo di quella brutta malattia che è l’intelligenza è l’attitudine a farsi tante domande, a mettere in discussione anche ciò che sembra ovvio. Quindi io cerco di farmene il più possibile, e sono sempre felice quando qualcuno prova a mettere in crisi qualche mia certezza. Quindi per favore: non squalifichiamo il pensiero altrui come mera polemica solo perché non ne cogliamo la profondità e gli argomenti. Che ci sono, eccome se ci sono. In questo caso la domanda sottesa è semplice: posto che il nostro sguardo sul mondo si plasma anche in ragione di chi il mondo ce lo spiega e ce lo racconta, se io offro a ragazzi in formazione solo racconti e pensieri scritti da uomini, siamo sicuri che daremo loro tutti gli strumenti per comprenderlo, il mondo, o solo una parte di esso? Davvero pensiamo che non perdano niente di importante? Se siete davvero convinti che un autore uomo e un’autrice donna sono delle persone e quindi non cambia niente, il contenuto di quel che dicono non sarà mai condizionato dal genere di appartenenza. Se secondo voi va bene che a scuola si studino soprattutto voci maschili – perché così è, date un occhio alle antologie tanto per dirne una. Se per voi va bene che anche all’esame di maturità ci siano soprattutto quelle voci. Insomma: se secondo voi è corretto dare ai ragazzi non tutti gli strumenti per leggere il mondo, ma solo una parte, chi sono io per farvi cambiare idea?".

Quali sono le tracce della prima prova della Maturità 2026

Le tracce della Maturità 2026 vedono gli studenti alle prese con Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Giuseppe Saragat, Piero Bianucci, Frank Furedi, Mario Calabresi e l’unica donna: Wenke Husmann.

Nella tipologia A, analisi testuale, i maturandi hanno potuto scegliere tra il componimento "Passerò per Piazza di Spagna" di Cesare Pavese, una poesia sull’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling, e un brano tratto da "I piaceri" di Vitaliano Brancati.

Nella tipologia B, testo argomentativo, gli spunti sono tra il discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente, un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci tratto da "Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire" e uno scritto tratto dal testo del professor Frank Furedi: "I confini contano. Perchè l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare fontiere".

Nella tipologia C sui temi d’attualità si trova una traccia sul "concetto di fatica", utilizzando come spunto un brano del giornalista Mario Calabresi, tratto dal suo libro "Alzarsi all’alba" e un’altra sull’idea di "incanto", partendo dall’articolo della giornalista Wenke Husmann, "Funziona a meraviglia", apparso sulla rivista "Internazionale" nel gennaio 2026.

Chi è Wenke Husmann, giornalista tra gli autori scelti alla Maturità

Wenke Husmann è una giornalista tedesca vicecaporedattrice della sezione "Famiglia" dell’illustre settimanale Die Zeit. È nota per la sua attenzione a temi che riguardano la cultura, la società, le relazioni umane e la famiglia.

La sua formazione spazia da studi umanistici a scientifici come fisica teorica, germanistica e filologia romanza. Agli inizi della carriera giornalistica ha svolto il praticantato presso il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung e, dal 2000, è entrata a far parte della redazione di Die Zeit. Nel corso degli anni ha lavorato nelle sezioni dedicate alla cultura, al cinema e ai rapporti umani, per poi specializzarsi nelle tematiche sociali e familiari.

Nell’articolo "Funziona a meraviglia", scelto per la Maturità 2026, parte dall’osservazione di un’aurora boreale insieme alla figlia, Husmann si interroga sulla capacità di meravigliarsi quando si diventa adulti, arrivando a sostenere che il continuare a stupirsi sia fondamentale per il benessere, la curiosità e la comprensione del mondo.