Tracce svolte Maturità 2026, la scelta di ChatGPT su Calabresi
Tra le sette tracce proposte dal ministero dell'Istruzione per la prima prova dell'esame di Maturità 2026, quale avrebbe svolto ChatGPT? E come?
L’esame di Maturità 2026 è ufficialmente iniziato. Alle ore 8.30 di oggi, giovedì 18 giugno, gli studenti hanno scoperto le sette tracce della prima prova. Ma quale tema avrebbe svolto (e come) ChatGPT?
- Perché alla Maturità ChatGPT avrebbe scelto la traccia su Calabresi
- Come avrebbe svolto ChatGPT la traccia su Mario Calabresi
Perché alla Maturità ChatGPT avrebbe scelto la traccia su Calabresi
"Mettiti nei panni di uno studente del liceo che deve affrontare la prima prova della Maturità. Quale traccia avresti scelto e perché?". Lo abbiamo chiesto a ChatGPT (e anche a Claude) dopo la diffusione delle sette tracce proposte ai maturandi.
L’IA ha risposto che avrebbe puntato sulla proposta C2, il tema di attualità con protagonista il giornalista Mario Calabresi e il brano tratto dal suo libro Alzarsi all’alba.
Questa traccia, secondo il chatbot, "permette collegamenti a esperienza scolastica, società contemporanea, lavoro, studio e letture", e invita a "riflettere sulla fatica non solo come peso da evitare, ma come dedizione, costanza, pazienza e tenacia".
Come avrebbe svolto ChatGPT la traccia su Mario Calabresi
Nello svolgere la traccia, in cui si chiedeva allo studente di riflettere sull’idea di fatica, ChatGPT intitola il tema "La fatica che costruisce: tra illusione della scorciatoia e valore della tenacia", dividendolo in sei paragrafi.
Nel primo, "Una parola diventata scomoda", l’IA riprende l’analisi di Mario Calabresi sulla trasformazione culturale della parola fatica: "Un tempo associata anche alla dedizione e alla costruzione paziente di qualcosa, sembra oggi essere diventata quasi soltanto negativa. Non indica più lo sforzo necessario per raggiungere un obiettivo, ma qualcosa da evitare, da eliminare, quasi una malattia da cui proteggersi".
L’autore, scrive il chatbot, "ricorda il dialogo con la nonna e il Novecento come secolo della liberazione da molte fatiche antiche, materiali e spesso disumane. Tuttavia, osserva anche che, insieme alla giusta liberazione da forme di fatica ingiuste, si è forse smarrita l’idea che esista una fatica positiva: quella della costanza, della pazienza, dell’impegno, della cura".
Nel secondo paragrafo, "L’illusione della scorciatoia", ChatGPT collega l’argomento ai social: "Calabresi scrive che si è diffusa l’idea secondo cui sarebbe possibile raggiungere traguardi importanti senza fatica. Questa idea è molto presente nella cultura contemporanea. I social mostrano spesso il risultato finale, ma nascondono il processo: vediamo il voto alto, il corpo allenato, il successo professionale, il viaggio, il riconoscimento pubblico, ma raramente vediamo le ore di studio, i tentativi falliti, le rinunce, la disciplina quotidiana. Si crea così una narrazione falsata: sembra che il successo sia improvviso, quasi naturale, come se alcune persone fossero semplicemente ‘portate’ e altre no". Questa visione, aggiunge, " è dannosa soprattutto per i giovani", perché "se si vede solo il risultato e non il percorso, ogni difficoltà personale appare come un fallimento".
Segue l’esempio della scuola, che in termini di fatica appare come un "luogo ambiguo". ChatGPT ha scritto che da una parte la scuola "può diventare uno spazio di fatica sterile, quando riduce lo studio a una quantità enorme di nozioni da accumulare meccanicamente. In quel caso lo studente si sente schiacciato e non formato". Dall’altra parte, però, "può insegnare proprio il valore della fatica buona: quella che permette di trasformare l’incertezza in competenza. Imparare una lingua, tradurre un testo latino o greco, risolvere un problema di matematica, scrivere un tema argomentativo non sono attività immediate. Richiedono metodo, errori, correzioni, ripetizione. E proprio per questo hanno valore: non danno solo informazioni, ma educano il modo di pensare".
Nel quarto paragrafo, "Fatica, responsabilità e libertà", l’IA propone un’idea di libertà che "non coincide con l’assenza di vincoli", ma con la capacità di scegliere anche ciò che costa fatica. La fatica diventa così un esercizio di responsabilità e una forma di desiderio: "Tutti desiderano ottenere risultati, ma il desiderio da solo non basta. Serve una continuità. La tenacia non è spettacolare, non produce sempre emozioni forti, non coincide con l’entusiasmo iniziale. È più silenziosa. È la capacità di restare dentro un percorso anche quando l’entusiasmo diminuisce. Per questo oggi è poco attraente: viviamo in un contesto che premia l’immediatezza, la novità, la rapidità. La fatica, invece, è lenta".
Ha poi collegato questo tema alla Ginestra di Giacomo Leopardi, dove "la fatica non è solo individuale, ma collettiva: è il compito di restare umani dentro una condizione difficile, senza illusioni consolatorie e senza egoismi". E anche al pensiero di Karl Marx, spiegando: " Il lavoro, in sé, può essere una forma attraverso cui l’uomo trasforma il mondo e se stesso; ma quando diventa sfruttamento, ripetizione meccanica, perdita di senso, allora si rovescia nel suo contrario".
Il quinto paragrafo, "Chi continua a faticare in silenzio", introduce la dimensione sociale. ChatGPT riprende il passaggio in cui Calabresi ricorda le persone che non possono "affrancarsi" dalla fatica, continuando "ad alzarsi all’alba, a fare lavori ripetitivi e sfinenti, a prendersi cura di un pezzo di mondo senza sosta". E sottolinea che non tutti, nella società, partono dallo stesso punto: "Per alcuni la fatica è scegliere di impegnarsi di più per migliorare; per altri è semplicemente sopravvivere, pagare l’affitto, mantenere una famiglia, assistere qualcuno, lavorare senza riconoscimento".
E ancora: "La società contemporanea spesso celebra chi ‘ce l’ha fatta’, ma vede poco chi permette ogni giorno alla vita comune di funzionare". Per questo, "non basta dire ai giovani che devono ‘fare fatica’. Bisogna anche chiedersi quale fatica venga loro proposta e per quale scopo. Una fatica senza senso produce solo rifiuto. Una fatica spiegata, orientata, accompagnata può invece diventare crescita".
Nel sesto paragrafo, "La fatica non è il contrario della felicità", ChatGPT spiega che "molte esperienze felici contengono fatica", come le relazioni umane, lo sport, una passione artistica. Ma, aggiunge, "non bisogna cadere nell’estremo opposto: la cultura del sacrificio continuo può diventare tossica". Perciò "la vera questione non è scegliere tra fatica e assenza di fatica, ma distinguere tra fatica sensata e fatica inutile, tra impegno e sfruttamento, tra tenacia e autosfruttamento".
Da qui le conclusioni proposte da ChatGPT: "Una vita completamente liberata dalla fatica forse sembrerebbe più leggera, ma rischierebbe anche di essere più fragile. Perché ciò che non costa nulla spesso non educa, non radica, non trasforma. La fatica migliore, invece, è quella che non schiaccia l’uomo, ma lo rende più consapevole di ciò che vuole diventare".