Tracce Maturità 2026, una sola autrice: tra i critici anche Giuli
Il ministro della Cultura Giuli, in merito alla presenza di una sola autrice tra le tracce del tema della Maturità, ha spiegato come avrebbe fatto lui
Non si placano le polemiche in merito alle tracce della prima prova dell’esame di Maturità 2026. Il fatto che fosse presente solamente un’autrice donna, su sette autori in tutto, ha fatto storcere il naso a tantissime persone, anche professori che hanno spiegato il loro punto di vista. Dopo la difesa di Valditara sulla scelta fatta, anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli è intervenuto in merito alla questione. Lui avrebbe fatto diversamente!
Il ministro Giuli sulla presenza di una sola autrice alla Maturità 2026
Il ministro della Cultura, in occasione della sua partecipazione all’evento "Ex Machina – La comunità che vide il futuro", sull’eredità di Adriano Olivetti, che si è svolto a Ivrea, in provincia di Torino, è intervenuto in merito alla Maturità 2026. Alessandro Giuli ha commentato, in particolare, le tracce scelte per la prima prova scritta, il tema che ha visto protagonisti più di 500mila maturandi nella prima giornata di esame.
La polemica riguardo i temi della Maturità si è incentrata sul fatto che su sette autori presenti c’era solamente una donna. Alessandro Giuli avrebbe fatto diversamente: "Fosse dipeso da me, non sarebbe successo". Ma chi avrebbe scelto lui? "Avrei scelto Aleramo, sicuramente", facendo riferimento a Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio, autrice del libro autobiografico "Una donna". Per il ministro, però, c’erano anche altri nomi tra cui scegliere: "Elsa Morante, Alda Merini, Grazia Deledda: di scelta ne abbiamo e ne avremmo avuta, ecco".
Il ministro della Cultura ha poi aggiunto quella che sembra una vera e propria promessa: "Il prossimo anno andrà meglio".
Le polemiche sulle tracce del tema della Maturità 2026
In tanti hanno fatto notare che è stata scelta solo una donna su sette autori proposti nella prima prova dell’esame di Maturità 2026. Tra questi anche prof Enrico Galiano, che ha scritto sui social: "Sette tracce. Sei uomini. Una donna. Maturità: femminile singolare. Un po’ troppo singolare però".
Il docente, che insegna lettere alle scuole medie, ha ironizzato in modo amaro una scelta fatta che lui non condivide affatto. La Maturità 2026 è stata davvero poco femminile e troppo singolare, vista la presenza di una sola autrice tra le tracce del tema.
Non una novità, purtroppo, visto che le autrici sono sempre state poche: dall’anno scolastico 2004/2005 a oggi nessuna scrittrice è apparsa nell’analisi del testo proposta ai maturandi. Carlo Canepa di Chora Media, su X, ha sottolineato che grandi nomi come Deledda, Merini, Ginzburg, Aleramo, sono state inserite solo nelle prove suppletive o straordinarie.
La replica di Valditara alle polemiche sulle tracce della prima prova
In merito alle polemiche sui temi della prima prova di Maturità, è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Intervistato da Sky TG24, ha sottolineato che le tracce "ci parlano in modo forte, ci lanciano dei messaggi, qualche traccia forse ci scuote anche. Sono tracce che toccano da vicino temi di attualità".
Non ha fatto riferimento in modo diretto alla presenza di una sola autrice tra i sette proposti, ma ha proposto una difesa dei vari argomenti individuati, dai confini di Frank Furedi (che "sono i confini dell’io e quindi il rispetto verso l’altro. Ma poi, soprattutto in questo caso, il tema del confine fra generazioni, fra l’adolescenza e il mondo adulto") all’adultescenza, dalla fatica di cui parla Calabresi al discorso di Saragat, passando per la memoria con Brancati e lo stupore con la giornalista tedesca Husmann.