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Sciopero a scuola iStock

Tre scioperi della scuola in una settimana ad aprile? La novità

Tre sindacati hanno indetto degli scioperi per la fine del mese di aprile 2026 che hanno coinvolto anche il comparto della scuola: ma c''è una novità

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La fine del mese di aprile è caratterizzata da diverse agitazioni sindacali che riguardano il settore dell’Istruzione. I sindacati, infatti, hanno annunciato tre scioperi della scuola in una settimana: prima della Festa della Liberazione del 25 aprile, infatti, sono state indette delle mobilitazioni di tre giornate, tra lunedì 20 e venerdì 24. In merito a queste proteste del personale scolastico, però, è stata resa nota un’importante novità che tutte le famiglie con bambini e ragazzi in età scolare devono sapere.

Confermato lo sciopero della scuola di lunedì 20 aprile

Le due sigle sindacali Unicobas Scuola e Università e SAESE (Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia) hanno proclamato uno sciopero per la giornata di lunedì 20 aprile 2026: l’astensione dal lavoro riguarda tutto il comparto dell’Istruzione e della Ricerca e coinvolge sia i docenti sia il personale ATA. Potrebbero, dunque, esserci dei disguidi: il regolare svolgimento delle lezioni potrebbe, infatti, non essere garantito per tutta la giornata.

La mobilitazione è stata comunicata ufficialmente anche dal ministero dell’Istruzione e del Merito, ma chi riguarda nel dettaglio? Lo sciopero indetto da Saese è rivolto al "personale docente e ATA a tempo indeterminato, atipico e precario della scuola", mentre quello di Unicobas al "personale docente e ATA delle scuole, della ricerca e delle università".

Per quale motivo Saese ha deciso di proclamare lo sciopero della scuola del 20 aprile 2026? I motivi sono diversi e riguardano in particolare "l’azione contraria alla scuola pubblica del Governo e del ministro". La sigla sindacale chiede che siano vietati gli Open Day nei giorni festivi e rivendica il diritto al riposo domenicale per i professori.

Unicobas Scuola e Università ha indetto una giornata di mobilitazione nella stessa data con diverse motivazioni: per difendere le ferie estive, per chiedere maggiori investimenti su scuola, casa e sanità, per "una provvisionale di 200 euro netti per tutti a recupero sull’inflazione oltre gli effimeri ‘aumenti’ contrattuali", per avere la 14esima mensilità, per abbassare l’età pensionabile a 65 anni, per assumere "almeno 30mila collaboratori scolastici e 30mila tra segretari e tecnici" e per stabilizzare gli specializzati di sostegno. Inoltre, il sindacato protesta anche "contro gli sprechi militari" e "contro ogni tentativo di svolta autoritaria nella scuola". Al Governo vengono chieste più risorse per l’edilizia scolastica e per garantire "aule sicure, climatizzate e dotate di minimi standard di comfort".

Revocati gli scioperi del comparto Istruzione del 23 e 24 aprile

CSLE (Confederazione Sindacale Lavoratori Europei) aveva proclamato un’altra mobilitazione più lunga, di due giornate, quelle di giovedì 23 e di venerdì 24 aprile 2026. Si trattava di uno sciopero plurisettoriale nazionale di tutte le categorie pubbliche e private, che avrebbe interessato diversi comparti della Pubblica Amministrazione, tra i quali anche Istruzione e Ricerca (insieme a funzioni centrali e locali, sanità, vigili del fuoco, Presidenza del Consiglio e autorità indipendenti).

La mobilitazione che avrebbe dovuto coinvolgere tutto il personale scolastico è stata revocata. Come riportato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, attraverso lo strumento "Cruscotto", consultabile online, è stata la Commissione Garanzia Sciopero (CGS) a richiedere la revoca di questa mobilitazione. La decisione è stata presa anche alla luce di precedenti scioperi proclamati, come quello della scuola del 20 aprile 2026 o quello generale del 1° maggio 2026.

Sono anche emerse, come indicato dalla delibera della Commissione, delle violazioni, tra le quali il "mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva" e il "mancato rispetto della durata massima". CSLE ha annunciato sul suo sito che sono state cambiate le date dello sciopero generale: sarà il 15 e il 16 maggio 2026. "Tra le motivazioni: riduzione prezzi, avvio verso indipendenza energetica e politica che incoraggia aziende italiane".