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Troppe verifiche e compiti in classe a maggio: l'idea di Galiano

Il prof Enrico Galiano espone la sua teoria sul mese di maggio a scuola, fatto di tante verifiche, compiti in classe e interrogazioni: cos'ha detto

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Maggio è il mese più intenso dell’anno scolastico: tra compiti in classe e interrogazioni, le ultime settimane di scuola diventano spesso una corsa contro il tempo. L’argomento è al centro dell’ultimo video social Enrico Galiano, in cui il professore risponde alla domanda di una mamma ed espone la sua teoria sulle verifiche di maggio.

Cos’ha detto Galiano sui troppi compiti in classe a maggio

Tutto parte dal messaggio di una follower: "Sono una mamma di una dodicenne in seconda media. Ma come è possibile che il mese di maggio è sempre una rincorsa ai voti con verifiche e interrogazioni che generano solo ansia a abbassano la media di tutti? Ma com’è possibile che non si riesca ad organizzare un metodo più equilibrato?".

Una domanda che lo stesso Enrico Galiano ha definito "tosta", ma alla quale ha deciso comunque di rispondere. E lo ha fatto partendo da una constatazione sull’ultimo mese di scuola: "Lo sappiamo, maggio è un mese folle: programmi da chiudere, assenze da recuperare, uscite, ponti, scrutini in arrivo, voti che mancano. Ragazzi che magari fino ad aprile sembravano dispersi come Ulisse e poi improvvisamente a maggio riappaiono e chiedono ‘prof, cosa posso fare per recuperare? Quindi no, non facciamola facile".

Galiano ha proseguito: "E non è che gli insegnanti si svegliano a maggio e dicono ‘bene, adesso vediamo come rovinare psicologicamente 13 preadolescenti prima dell’estate’. Non è così". Tuttavia, ha aggiunto, "una cosa dobbiamo dircela: se ogni maggio diventa questa roba qui, forse il problema non sono i singoli insegnanti, forse il problema è alla base".

Galiano spiega la differenza tra valutazione sommativa e formativa

Per capire cosa non funziona, Galiano ha spiegato la differenza tra "due grandi forme di valutazione", quella sommativa e quella formativa, proponendo un paragone calcistico.

La valutazione formativa è come analizzare una singola partita di campionato: "Come abbiamo giocato? Cosa si poteva fare di meglio? E poi anche cosa è andato bene. Questo per ogni singola partita". In questo caso, ha precisato il professore, non conta il punteggio, ma il percorso: "Come potevamo giocare meglio e cosa invece abbiamo fatto che ha funzionato che possiamo sfruttare per le prossime partite".

Invece, "la valutazione sommativa è proprio la classifica finale", ovvero "i punti che hai fatto alla fine del campionato", ha sottolineato il docente.

La teoria di prof Galiano sulle verifiche di maggio

Il problema, secondo Galiano, è che spesso spesso si confonde la valutazione sommativa con quella formativa "perché si pensa che una singola partita possa determinare il campionato".

L’insegnante ha spiegato: "A fine maggio, lo sai come è andato il campionato di ogni singola squadra. Non ho bisogno della partita finale di tutte per capire che punteggio dare".

Ovviamente, ha continuato, "ci saranno sempre due squadre che sono in zona retrocessione o magari qualcuno che aspira ad entrare in Champions League. Ma dopo otto mesi di campionato, lo sai chi ha raggiunto gli obiettivi e chi no".

Questo, ha aggiunto il professore, "non vuol dire niente verifiche a maggio", ma "vuol dire che se vogliamo insegnare ai ragazzi a organizzarsi, diamo prima di tutto noi il buon esempio e organizziamoci prima noi".

Per esempio, Galiano consiglia di prevedere a maggio "due prove per chi deve recuperare" e "un’occasione invece per chi vuole migliorare". Ma "trasformare maggio in una finale di Champions League ogni giorno, quello no", ha concluso.