Troppo caldo, a Palermo scuole chiuse con meteo da bollino rosso
Il sindaco di Palermo ha firmato una direttiva secondo cui, in caso di allerta da caldo con bollino rosso, alcune chiuse in città dovranno chiudere
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Mentre il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, annuncia uno stanziamento per contrastare le alte temperature in vista del rientro in classe, alcuni sindaci hanno già deciso di intervenire. Il sindaco di Palermo, in vista dell’inizio della scuola, ha deciso di tenere alcuni istituti chiusi in caso di allerta per il caldo con bollino rosso, mentre altri potranno regolarmente riaprire i cancelli.
Il sindaco di Palermo chiude le scuole per caldo
Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, ha firmato una direttiva che è già stata trasmessa ai vertici dell’Istruzione cittadina e metropolitana e al Provveditore agli studi del capoluogo siciliano. In caso di allerta caldo da bollino rosso nella città siciliana saranno sospese le attività didattiche e saranno chiusi determinati plessi scolastici comunali.
Gli istituti interessati dalla chiusura a causa dell’allerta meteo per le alte temperature potranno comunque decidere di attivare la didattica a distanza, così da non interrompere le lezioni. Il Comune ha inoltre assicurato che predisporrà un piano al fine di migliorare gli impianti di condizionamento già presenti e per trovare soluzioni che possano contrastare, nel breve e nel lungo periodo, le alte temperature.
"La sicurezza e il benessere dei nostri studenti, delle loro famiglie e di tutto il personale scolastico sono una priorità assoluta", ha affermato il primo cittadino di Palermo, sottolineando: "Di fronte alla possibilità di eventi climatici estremi, non possiamo permetterci di attendere che l’emergenza si manifesti: dobbiamo essere pronti ad agire prima, con decisioni chiare e tempestive". Per Lagalla si tratta di una scelta di responsabilità per mettere al centro la sicurezza di chi quotidianamente vive gli ambienti scolastici.
Quali scuole apriranno a Palermo
Nella direttiva emanata dal sindaco del capoluogo siciliano ci sono delle eccezioni. Anche in caso di allerta meteo da "bollino rosso" per il troppo caldo, alcune scuole potranno comunque aprire i cancelli e le attività didattiche potranno proseguire regolarmente.
Si tratta di tutti quegli istituti scolastici che hanno impianti di climatizzazione idonei e funzionanti, in grado di far fronte alle alte temperature. Saranno i dirigenti scolastici, però, a dover attestare la possibilità di proseguire regolarmente con le lezioni, previa verifica che tutto funzioni in modo corretto.
La provocazione del Codacons sul caldo nelle scuole
Il caldo nelle scuole è al centro del dibattito nel nostro Paese, in particolare in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 dopo una bollente estate. Il ministro Valditara ha annunciato uno stanziamento di 20 milioni di euro, ma, secondo sindacati, associazioni dei consumatori e addetti ai lavori, la cifra non è sufficiente.
Anche il Codacons è intervenuto nel dibattito, lanciando una provocazione. Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale del Codacons, si è chiesto perché studenti e studentesse debbano trascorrere ore in una classe bollente, quando a pochi metri da loro il personale degli uffici lavora con il climatizzatore acceso. Secondo Tanasi, si tratta di una profonda ingiustizia.
L’associazione aveva invitato l’assessore regionale all’Istruzione della Regione Siciliana, l’Ufficio Scolastico Regionale, i sindaci e i dirigenti scolastici a spegnere i condizionatori nei loro uffici finché le scuole non disporranno di adeguati sistemi di raffrescamento.