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Il ministro Giuseppe Valditara Ansa

Troppo caldo, soluzione di Valditara per le scuole: "20 milioni"

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato lo stanziamento di 20 milioni di euro per contrastare il caldo a scuola

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Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Le alte temperature di questi giorni stanno mettendo in ginocchio l’Italia: in vista dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 c’è chi chiede un rinvio della prima campanella: sono pochissimi gli istituti italiani preparati ad affrontare questo caldo estremo. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, per placare le polemiche e consentire l’inizio delle attività didattiche, ha annunciato di aver messo in campo a tal proposito un contributo di 20 milioni di euro.

Valditara promette un investimento contro il caldo a scuola

Sui social del ministero dell’Istruzione e del Merito è stato pubblicato l’annuncio relativo allo stanziamento di 20 milioni di euro per rendere più fresche le aule scolastiche. "Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico", si legge nella nota diffusa dal dicastero di viale Trastevere.

Giuseppe Valditara ha ricordato che "questo intervento si inserisce nell’impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell’affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche". Inoltre, il ministro ha aggiunto di essere al lavoro per realizzare "un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole". Si aspetta, però, "che gli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitane – nell’ambito delle rispettive competenze, facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole".

In conclusione, il ministro Giuseppe Valditara ha dichiarato: "L’avevamo promesso, l’abbiamo fatto". Molti, però, i commenti critici pubblicati sotto il post apparso sui social, soprattutto di chi ricorda che in Italia i plessi scolastici sono circa 45mila e un investimento di tale portata equivale a poco più di 400 euro ad istituto: una cifra considerata insufficiente da molti utenti per permettere agli studenti e al personale di vivere la giornata scolastica in ambienti idonei.

L’interrogazione parlamentare sulle temperature delle scuole

Il 1° luglio 2026 il deputato cinquestelle Antonio Caso ha presentato in Parlamento un’interrogazione a risposta in commissione rivolta al ministro Giuseppe Valditara, proprio in merito alle alte temperature nelle scuole. "Le condizioni di caldo estremo nelle scuole non sono una novità, ma una conseguenza ormai strutturale dei cambiamenti climatici. Eppure continuiamo a farci trovare impreparati", si legge nella nota che riporta i dati del XXIII Rapporto sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, secondo cui solo il 7,42% delle sedi scolastiche italiane ha un impianto di climatizzazione o ventilazione (4.457 sedi su 60.030).

Il deputato ha ricordato che "il problema non riguarda solo gli studenti, ma anche chi nella scuola lavora ogni giorno", senza tralasciare il fatto che "nelle scuole si continua a lavorare anche durante l’estate e, con il Piano Estate voluto dal ministro Valditara, diversi plessi probabilmente resteranno aperti anche a luglio e agosto".

La proposta di riaprire le scuole a ottobre per il caldo

A inizio settembre 2026 alcuni sindacati hanno chiesto il rinvio dell’apertura delle scuole, proprio a causa del caldo registrato all’interno degli edifici scolastici. Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, ha ricordato che il suo sindacato da anni chiede "la riapertura delle scuole ad ottobre, altro che l’anticipo al 31 agosto: chi si batte per mandare in classe alunni e personale scolastico a 40 gradi non fa il bene della scuola e non si rende conto che gli istituti scolastici non sono luoghi di babysitteraggio".

Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, all’Ansa ha dichiarato: "Se non ci sono le condizioni per rispettare il decreto 81 su salute e sicurezza e le temperature sono troppo alte in classe, non inizino le lezioni, non è possibile fare scuola a queste condizioni: hanno avuto tre mesi per fare dei lavori e non hanno fatto nulla, in alcuni territori è invivibile stare 5-6 ore in classe in 20-30 persone".

Infine, Vito Castellana, coordinatore della Gilda degli insegnanti, all’agenzia di stampa ha spiegato: "Dobbiamo rendere le scuole più accoglienti, investire, abbiamo sprecato i soldi del PNRR che potevano essere utilissimi per climatizzare le scuole".