Trovati i "quaderni di scuola" degli Antichi Egizi: la scoperta
Nel complesso archeologico di Athribis, a circa dieci chilometri a ovest del Nilo, sono stati recentemente recuperati migliaia di ostraca
Dall’Egitto arriva un nuovo ritrovamento straordinario che getta nuova luce sulla storia dell’umanità. Nel complesso archeologico di Athribis, a circa dieci chilometri a ovest del Nilo, sono stati recentemente recuperati circa 13mila ostraca, cocci di vasi sui quali gli egiziani dell’antichità scrivevano diverse informazioni di tipo economico, lavorativo ma anche quotidiano. Una sorta di block notes personali.
La scoperta sui “quaderni” degli Antichi Egizi
Gli antichi Egizi scrivevano informazioni di uso quotidiano non sui costosi papiri destinati soprattutto ai testi ufficiali, ma su frammenti di ceramica riutilizzati: gli ostraca.
Nel complesso archeologico di Athribis, ne sono stati recuperati a migliaia, portando il totale dei frammenti scoperti a 43mila.
Si tratta di un patrimonio straordinario composto da ricevute fiscali, elenchi, oroscopi, esercizi scolastici e appunti. Questi materiali offrono agli studiosi una preziosa chiave d’accesso alla storia sociale ed economica dell’Egitto lungo oltre un millennio.
Gli scavi sono stati condotti nel corso di otto anni da un team dell’Università di Tubinga, in collaborazione con il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità.
Il complesso di Athribis si trova di fronte all’antica metropoli di Akhmim, a circa 480 chilometri a sud del Cairo, era un importante centro di culto dedicato alla dea leonessa (Ta-)Repit e comprendeva il distretto templare, l’insediamento, la necropoli e le cave di calcare.
Gli esercizi scolastici degli Antichi Egizi
Il responsabile degli scavi, Christian Leitz ha spiegato che “gli ostraca ci mostrano una varietà sorprendente di situazioni di vita quotidiana“. Sui cocci sono state scritte “liste di tasse, consegne, brevi annotazioni su attività quotidiane, testi religiosi e certificati sacerdotali che attestano la qualità degli animali destinati al sacrificio”.
I testi incisi sui frammenti di ceramica sono redatti in diverse lingue e sistemi di scrittura e coprono un arco temporale di oltre mille anni. Tra i contenuti identificati ci sono anche gli esercizi di scrittura degli studenti, frammenti su cui gli apprendisti scribi copiavano alfabeti, segni o brevi frasi.
La scuola nell’antico Egitto
Secondo il National Geographic, l’alfabetizzazione nell’Antico Egitto doveva essere molto diffusa. Il faraone in primis sapeva leggere e scrivere. I genitori cercavano di invogliare i figli ad andare a scuola facendogli capire che, studiando, avrebbero potuto ambire alle professioni migliori.
Secondo la mentalità egizia, studiando si poteva ambire ad arrivare fino ai piedi del faraone. Le scuola nell’Antico Egitto si trovavano nelle vicinanze del palazzo del re e presso i templi nelle cosiddette “Case della Vita“, istituzioni preposte all’istruzione dei giovani scribi con grandi biblioteche.
Il percorso scolastico iniziava tra i cinque e i sei anni, e durava una decina di anni fino a ottenere l’ambito titolo di “scriba“. Pur essendo il gradino più basso dell’amministrazione era un titolo necessario per poter fare carriera in qualsiasi ramo dell’amministrazione statale.
L’alternativa alla scuola era l’istruzione a casa con precettori privati. Nella maggioranza dei casi è probabile che l’istruzione privata fosse adottata per educare le ragazze, anche se si hanno testimonianze di parecchie nobildonne e principesse che frequentarono la scuola presso il tempio o il palazzo del re.
Frequentare la scuola del palazzo reale voleva dire infatti entrare in contatto con l’élite del Paese e con i figli del faraone e questo dava la possibilità di fare carriera.