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Prof Enrico Galiano Ipa

Una poesia da conoscere per prof Galiano: "La amo molto"

Il professor Enrico Galiano su Facebook ha spiegato perché ama molto una particolare poesia e ha anche spiegato i passaggi fondamentali del testo

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Molto spesso Enrico Galiano, professore e scrittore, sui suoi account social cita frasi, testi, parole di autori famosi che a lui piacciono molto e che vuole condividere con tutti i suoi follower. Il docente che insegna alle scuole medie ha voluto presentare una poesia che secondo lui tutti dovrebbero conoscere e che lui ama profondamente, spiegandone anche alcuni passaggi importanti.

Di cosa parla la poesia che prof Galiano ama molto

“Oggi vorrei farvi conoscere una poesia che amo molto“, ha iniziato Enrico Galiano nel suo post pubblicato su Facebook. Si tratta di un componimento di Pedro Salinas, che parla di un’importante differenza: fra chi ti vede davvero e chi soltanto ti guarda. Quante volte guardiamo senza vedere? E quante volte ci succede con le persone?”.

Il docente delle scuole medie ha spiegato che “abbiamo spesso l’illusione di conoscere davvero una persona solo perché sappiamo tante cose di lei. Conosciamo le sue abitudini, le sue passioni, qualcosa sul suo passato. Eppure quella non è ancora conoscenza: è solo biografia”. Galiano ha aggiunto che proprio il poeta Pedro Solinas, nella poesia che lui adora, “dice una cosa diversa”.

Lo scrittore, infatti, ha scritto: “Ti ho conosciuto nella tempesta. Ti ho conosciuto, improvvisa, in quello squarcio brutale di tenebra e luce”. Il professore di lettere ha spiegato che la conoscenza è avvenuta “non nei giorni tranquilli, non nei racconti ordinati, ma nel mezzo del caos, quando cade ogni maschera e resti nudo di equivoci. Stupenda quell’immagine: ‘nuda ormai dell’equivoco’. È lì che l’altro si rivela per davvero. Ed è una rivelazione che non ha bisogno di tempo. Lo dice subito, che vedersi in realtà è un mapo improvviso. Succede subito. All’istante senti che quella persona ti vede. Che la stai vedendo“.

Il professore, molto seguito sui social, ha continuato la sua spiegazione aggiungendo: “Puoi passare mesi o anni accanto a una persona senza toccarne mai il fondo, eppure basta un attimo per sentirti legato per sempre a qualcuno, al punto da sentirlo ‘anticamente tuo‘. Come se foste uniti da sempre. Vorrei un giorno scrivere anch’io un verso così potente e così dolce allo stesso tempo. Perché certe affinità non hanno data di nascita. E nemmeno spiegazione“.

Il testo della poesia di Pedro Salinas spiegata da prof Galiano

La voce a te dovuta” è il titolo della poesia di Pedro Salinas, poeta spagnolo appartenente alla Generazione del ’27, che prof Enrico Galiano ha citato nel suo post pubblicato su Facebook: già in passato il docente aveva svelato alcuni componimenti che amava in modo particolare, come una poesia di Brecht, dal titolo “Domande di un lettore operaio”, e una poesia di Szymborska, “Addio a una vista”.

Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui tu taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all’indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell’equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.

Prof Galiano ha anche aggiunto, in riferimento a questa poesia: “Se non vi vengono gli occhi lucidi leggendola siete delle brutte persone”.

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