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Università chiusa, a Torino la protesta e l'ironia degli studenti iStock

Università chiusa, a Torino la protesta e l'ironia degli studenti

I principali edifici dell'ateneo di Torino restano chiusi dall'1 al 23 agosto e gli studenti si chiedono: "la tesi la scrivo a casa della rettrice?"

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Le università hanno a che fare con i bilanci che, alle volte, possono essere in rosso. Mantenere aperte le varie sedi di un ateneo comporta infatti dei costi tra luce, gas e personale. Per ridurre la spesa, l’università di Torino ha deciso di chiudere alcuni dei suoi principali edifici nel mese di agosto, ma studenti e ricercatori non ci stanno e si chiedono dove dovrebbero andare a studiare e continuare il loro lavoro.

L’università chiusa per ferie

Diversi edifici principali dell’università di Torino come Palazzo Nuovo e Campus Einaudi resteranno chiusi per ferie dall’1 al 23 agosto. Il motivo è legato al bilancio in rosso di 64 milioni che l’UniTo deve sanare.

Come riporta La Stampa, per farlo l’università ha avviato una serie di misure di analisi della spesa e risparmio economico, tra cui la chiusura delle sedi universitarie per tre settimane ad agosto e due settimane tra dicembre e gennaio.

Le sedi che resteranno aperte in date e orari specifici sono:

  • Palazzo del Rettorato (Via Verdi 8) con orario ridotto 8.00-18.00 (chiuso solo dal 17 al 21 agosto)
  • Via Po 11, aperta come sede per l’utilizzo delle postazioni comuni, dalle 8.00 alle 18.00
  • Via Maria Vittoria 31, aperta per le postazioni comuni, dalle 8.00 alle 18.00
  • Segreteria Studenti di Via Sant’Ottavio 17/19, aperta per le postazioni comuni, dalle 8.00 alle 18.00
  • Campus Luigi Einaudi, con l’aula studio dell’edificio D1 aperta dal 3 al 14 agosto, dalle 8.00 alle 23.00
  • Orto Botanico, aperto
  • Fisiologia (Corso Raffaello 30), aperto con orario regolare
  • Anatomia (Corso Massimo d’Azeglio 52), aperta con orario regolare
  • MBC – Biotecnologie (Via Nizza 52) e MBC 2 – Scalo Vallino (Via Nizza 40), aperti
  • Sedi delle Molinette (Via Genova, Via Cherasco, Via Santena e Corso Dogliotti), aperte con orari ridotti
  • Ospedale Sant’Anna, aperto con orario regolare
  • Grugliasco, dove restano operativi il Centro Servizi, l’Azienda Agricola, le Serre, il Canile e la Portineria centrale
  • Ex La Stampa (Via Chiabrera 27), dove rimangono aperte 5 aule studio al piano terra, dalle 8.00 alle 18.00, anche se il resto dell’edificio è chiuso
  • Presidio logistico dei Musei (Via Giuria 15), aperto anche il 15 agosto.

La protesta e l’ironia degli studenti

La scelta di tenere le porte serrate di alcune sedi dell’università di Torino non è stata ben accolta dagli studenti che hanno protestato, anche con l’uso dell’ironia.

"La tesi la volete lo stesso entro il 31 ottobre?", è una delle scritte a mano spuntata su un cartellone a Palazzo Nuovo, mentre qualcun altro si chiede "e la testi la scrivo a casa della rettrice?".

Tra le testimonianze riportate da La Stampa, una 25enne iscritta alla magistrale ha spiegato che "di solito studio al Campus soprattutto per l’aria condizionata. Starò via solo la prima settimana di agosto, poi tornerò a preparare gli esami: senza luoghi climatizzati la concentrazione e il benessere ne risentono".

Il Coordinamento UniTo, di cui fanno parte docenti, ricercatori, dottorandi e studenti di area più progressista ritengono che "delle esigenze degli studenti, la Rettrice pare non interessarsi, preoccupata di risparmiare sull’aria condizionata e sulla luce. Non sembra che la Rettrice abbia avuto la stessa preoccupazione verso i costi del nuovo campus di Grugliasco né quando era vice rettrice né ora".

Anche i ricercatori si lamentano

Un ricercatore ha sottolineato che "non si possono trattare gli spazi di un campus, frequentati da dottorandi e ricercatori, come un liceo".

"Per chi fa ricerca è un problema serio. Oltre alla chiusura estiva . ha spiegato – anche quella invernale crea enormi difficoltà. Io potrei permettermi di passare agosto fuori città, ma non tutti possono farlo".

Il ricercatore ha segnalato che "si sta perdendo il valore delle biblioteche: ormai vengono considerate solo spazi dove studiare, mentre la possibilità di consultare libri e materiali resta fondamentale. Queste chiusure finiscono per sminuire proprio quella funzione".

Anche per una bibliotecaria 29enne "le biblioteche dovrebbero essere spazi di aggregazione, soprattutto per chi non può permettersi di consumare qualcosa in un locale climatizzato. In molte città europee restano aperte tutto l’anno. Capisco che la questione energetica sia importante, ma bisognerebbe trovare un equilibrio".