Classifica università, le facoltà più scelte: matricole in calo
Gli ultimi dati rivelano un calo del 3,3% di nuovi iscritti rispetto al 2025, scendono le immatricolazioni a Medicina e salgono a Ingegneria
Meno matricole quest’anno rispetto al 2025, è quanto è emerso dagli ultimi dati di fine febbraio di uno studio del ministero dell’Università e della Ricerca. Meno giovani scelgono di proseguire gli studi al termine della scuola superiore e anche le lauree Stem hanno visto una contrazione del numero di nuovi studenti.
Il calo delle matricole all’università
Gli ultimi dati hanno rivelato un calo del 3,3% delle nuove immatricolazioni rispetto all’anno passato, in pratica mancherebbero all’appello più di undicimila matricole. I nuovi iscritti sarebbero 327.468 contro i 338.893 del 2025.
Si tratta di una percentuale importante e negativa per l’Italia che si trova ai primi posti per disoccupazione giovanile, ed è al penultimo posto, dopo la Romania, per numero di laureati.
Il Paese avrebbe bisogno di un costante aumento di studenti universitari, ma la tendenza sembra quella di allontanarsi sempre di più dall’obiettivo del 45% di laureati nella fascia d’età tra i 25 e i 34enni, fissato dalla Ue per il 2030.
Sulla diminuzione delle immatricolazioni nel 2026 non avrebbe avuto impatto il sempre citato calo demografico, bensì il caso della facoltà di Medicina, dove si registra il crollo più significativo.
Guardando i dati delle diverse facoltà pubblicati dal Sole24ore, il comparto medico-sanitario-farmaceutico è passato da 41.737 a 37.770 con una diminuzione del 9%. Con la Riforma di Medicina, però, i dati reali sulle immatricolazioni si avranno più in là, quando finiranno le procedure per permettere di iscrivere anche chi non aveva passato il test a dicembre.
Scendono i nuovi iscritti anche nell’ambito delle Stem, le discipline scientifiche e tecnologiche che includono Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, che sono passate da 33.753 iscritti a 27.595, segnando un -18%.
Veterinaria perde il 22% degli studenti, passando per ora da 6.653 a 5.202.
In realtà, i numeri definitivi potrebbero ridurre il divario rispetto al 2025, in quanto il ritardo nelle iscrizioni in questi settori può essere causato dai cambiamenti dovuti al semestre filtro e alla sanatoria che permette agli studenti che non avevano passato uno o più test scritti entro dicembre di recuperare entro la fine di febbraio.
Le facoltà più scelte
Rispetto al calo d’iscrizioni generale alle facoltà delle materie Stem, si nota un’eccezione. Ingegneria Industriale e dell’Informazione ha segnato un aumento dell’8% delle matricole passando da 41.403 iscritti a 44.901 iscritti, compensando anche il calo di Informatica che passa da 9.859 a 8.997 studenti.
Una lieve crescita si nota anche nel settore Economico-giuridico-sociale, con un +2% per Economia e +4% per Giurisprudenza. Restano invece stabili le facoltà umanistiche, che raccolgono circa un sesto degli immatricolati totali.
Cosa pensano i giovani dell’università
A inizio marzo, un’indagine dell’Osservatorio Iride, promossa da Fondazione Costruiamo il Futuro ETS e Censis, ha rivelato quali sono le percezioni dei giovani per quello che riguarda il loro futuro.
Lo studio ha mostrato che quasi la metà degli intervistati, il 49,6%, ha ammesso di considerare la qualifica o il titolo di studio delle scuole superiori il requisito base per poter trovare lavoro.
Il 38,1% condivide questo pensiero, sottolineando, però, che fermarsi alla Maturità non è più possibile ed è prioritario continuare a studiare anche dopo l’esame.
Solamente il 12,3% non è d’accordo con questa visione, considerando il diploma di Maturità solamente un pezzo di carta che non serve assolutamente nulla per trovare lavoro.
Ben il 68,7% degli studenti e delle studentesse iscritti alle scuole superiori o ai percorsi di istruzione e formazione professionale intende comunque continuare a studiare. Ciò dimostrerebbe che l’università è considerata ancora importante dai giovani per l’ingresso nel mondo del lavoro.