L'università più alta d'Europa è in Italia ma è scoppiato un caso
Un'aula universitaria si trova a quasi tremila metri di altezza tra i ghiacci del Monte Rosa, per raggiungerla bisogna prendere la funivia
In Italia c’è l’università più alta d’Europa, nel senso che si trova a quasi tremila metri d’altezza sul Monte Rosa. Si tratta dell’istituto Angelo Mosso e raggiungere questa struttura non è semplice, l’unica opzione è prendere la funivia. Il centro è un istituto di ricerca fondato nel 1907 e ora finito al centro di una polemica a causa di un accordo con gli Alpini.
Dove si trova l’università più alta d’Europa
L’istituto Angelo Mosso è nato dall’idea dell’omonimo professore di Fisiologia all’Università di Torino e si trova a 2.901 metri di quota, tra il Corno del Camoscio e lo Stolemberg. Si tratta di un centro di ricerca dove la scienza si svolge ad alta quota.
Gli studenti raggiungono la classe in funivia da Alagna e Gressoney. Si arriva al Passo dei Salati, a 2.936 metri di quota. Da qui parte un percorso semplice, ampio e segnalato, su terreno sterrato e roccioso, che in circa 15 minuti conduce direttamente alla porta di ingresso.
L’accordo con gli alpini al centro della polemica
L’istituto Angelo Mosso ha firmato un accordo con gli Alpini per supportare le attività del centro, ma c’è chi ha criticato l’intesa.
Sabrina Seferi, rappresentante di Studenti Indipendenti in consiglio di amministrazione, ha detto: "Votiamo contro perché sono dei militari".
In realtà gli Alpini da oltre vent’anni collaborano con l’Istituto e, come riporta il Corriere della sera, il professor Michele Freppaz, ordinario di nivologia e referente dell’accordo, ha sottolineato che di militare c’è poco perché si tratta di "una collaborazione scientifica sullo studio della neve e delle valanghe. Gli Alpini ci supportano nelle attività di campo e nella didattica".
Cosa si fa nell’università a 2.000 metri
Sempre Freppaz ha spiegato che "gli iscritti ai corsi di laurea in Scienze e tecnologia della montagna e in Scienze forestali vengono qui per esercitazioni, tesi e progetti".
L’Istituto, nato agli inizi del Novecento per rispondere alle esigenze della comunità scientifica internazionale sugli studi ad alta quota, è orientato in particolare all’analisi degli effetti dell’altitudine sul corpo umano e dei cambiamenti dell’ambiente alpino.
"L’idea era creare un laboratorio stabile in alta montagna – ha raccontato il professore di nivologia – dove osservare direttamente i fenomeni naturali e le reazioni dell’uomo all’altitudine".
Il centro è un laboratorio avanzato per diverse discipline, dalla glaciologia alla meteorologia alpina, e coinvolge dipartimenti come Neuroscienze, Scienze della Terra e Scienze agrarie.
Le attività scientifiche spaziano dalla fisiologia alla glaciologia, dalla meteorologia alla geologia. In questa struttura si monitorano fenomeni legati al cambiamento climatico come "l’anticipo della fusione della neve, l’adattamento della vegetazione e la dinamica di animali come stambecchi e pernici".
Alla base della collaborazione con le Truppe Alpine del servizio Meteomont, che gestiscono una stazione meteorologica sul campo e si occupano di prevenzione valanghe, c’è uno scambio reciproco di competenze e dati.
L’istituto ospita anche una cappella progettata da Annibale Rigotti, che è la chiesa più alta d’Europa. Nel corso dei decenni, il centro ha accolto studiosi e ricercatori da tutto il mondo.
Le stanze al suo interno ospitano antichissimi strumenti di misurazione, risultati di ricerche, ma anche tutto quello che serviva agli ospiti per vivere.