Università, studentati in Italia: le grandi città sono un caso
Il target stabilito dal Pnrr per l'housing universitario è stato superato, ma nelle grandi città i posti letto disponibili sono ancora pochi
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Quando ci si iscrive all’università, se si è uno studente fuori sede, un aspetto di importanza rilevante è anche l’offerta di alloggi e posti letto che la città in cui si trova l’ateneo da frequentare può offrire. Un peso da non sottovalutare sono anche i costi per l’affitto. Uno degli obiettivi del Pnrr ha riguardato proprio l’ampliamento delle disponibilità degli studentati in Italia.
I numeri del piano housing per le università
La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini ha annunciato che il target di 60 mila nuovi posti letto, stabilito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per l’housing universitario, è stato centrato e superato.
Complessivamente sono oltre 63.200 le nuove disponibilità attivate attraverso il Piano Housing, superando di circa 3.200 unità l’obiettivo.
"È il risultato di un lavoro enorme – ha dichiarato la ministra – costruito insieme al Commissario straordinario Manuela Manenti, e alla collaborazione tra istituzioni, soggetti pubblici e privati che hanno scelto di investire nell’housing universitario. Uno sforzo straordinario che ha consentito di invertire un paradigma: passare dalla realizzazione di 40 mila posto letto in 20 anni, a 60 mila in tre; da 2 mila posti letto l’anno a 20 mila".
La nota del ministero spiega però che, al momento, è pronta la metà dei posti, ovvero a breve saranno disponibili 33mila alloggi per gli studenti. Per gli altri trentamila il ministero aveva attivato Cassa Depositi e Prestiti, che ha completato le sottoscrizioni dei progetti che dovranno essere pronti entro il 2027. Il commissario straordinario è stato comunque prorogato fino alla fine del 2029.
Il caso degli studentati nelle grandi città
I 60mila posti letto sarebbero dovuti essere pronti entro il 30 aprile del 2026, ma ci sono state difficoltà nell’attivare i progetti con i privati, soprattutto nelle grandi città.
Per questo motivo il bando è stato rivisto ed è servito l’intervento di Cdp per sbloccare la metà dei posti. Almeno il 30% dei nuovi posti letto dovrà essere riservato agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati attraverso le graduatorie degli enti per il diritto allo studio.
Per gli altri sono previste tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato. Il Pnrr ha previsto che almeno il 40% dei posti sia nelle regioni del Sud.
Le associazioni degli studenti hanno evidenziato alcuni punti critici tra cui la distribuzione territoriale dei posti, che spesso sono lontani dai centri universitari più grandi e dalle città capoluogo. A ciò si aggiungono i prezzi che, nonostante le regole che impongono di calmierare rispetto al mercato, in alcune zone restano alti.
Prendendo come esempio la Lombardia, i posti in più saranno 5.917, di cui 3.067 sono già stati realizzati. La metà (1.538) si trova in provincia di Milano, territorio dove, ha calcolato l’ultima ricerca dell’Osservatorio Mheo della Statale, gli studenti fuori sede sono oltre sessantamila.
Nel Lazio dove sono previsti 9.978 posti in più, ci sono al momento più letti per studenti nella provincia di Frosinone (2.369) che a Roma (2.058), dove la sola Sapienza si è confermata l’Ateneo più popoloso d’Europa con oltre centomila studenti.
Le Regioni più virtuose
Guardando invece ai territori più virtuosi, spicca l’Emilia Romagna, dove sono già stati realizzati 4.020 dei 5.825 posti letto.
Il problema qui è che a Bologna ce ne sono però soltanto 326, mentre a Ferrara 881, nel riminese 793, nella provincia di Parma 647, nel reggiano 527, nella provincia di Modena 367, in provincia di Piacenza 231, nel territorio di Forlì-Cesena218 e nel ravennate 30.
In Campania i posti sono 8.080, 1.624 nella provincia di Napoli, 1.358 nella provincia di Caserta, 429 nella provincia di Salerno, 255 in quella di Benevento e 115 nella provincia di Avellino.
In Veneto saranno 3.423: 1.914 sono già realizzati e disponibili in particolare nella provincia di Padova, 745 a Verona e 70 a Rovigo. Seguono la provincia di Vicenza con 43 posti letto, Venezia con 25 e Treviso con 23.