Uno studente su 10 fa tutti i compiti (o quasi) usando l'IA
Secondo il rapporto del Pew Research Center, il 64% degli adolescenti utilizza regolarmente l'IA e c'è chi vi cerca anche supporto emotivo
Tantissimi studenti usano l’intelligenza artificiale per diverse attività ed è ormai noto che questa tecnologia è diventata un supporto anche per fare i compiti. Alcuni però la usano per svolgere tutte le esercitazioni e c’è chi vi cerca anche supporto emotivo, lo rivela il rapporto del Pew Reasearch Center.
L’uso dell’IA per i compiti
Il Pew Research Center è tra i più autorevoli istituti di ricerca sociale degli Stati Uniti, per l’analisi ha intervistato, tra il 25 settembre e il 9 ottobre 2025, 1.458 adolescenti americani tra i 13 e i 17 anni, insieme ai rispettivi genitori.
Il dato più evidente del report “Come gli adolescenti usano e vedono l’intelligenza artificiale” mostra la penetrazione capillare dei chatbot nella vita quotidiana dei ragazzi.
Il 64% degli adolescenti americani dichiara di usarli, e circa tre su dieci lo fanno praticamente ogni giorno. Il 54% afferma di aver chiesto aiuto ai chatbot per i compiti scolastici, il 57% li ha usati per cercare informazioni, il 42% per riassumere articoli, libri o video.
Ben un adolescente su dieci dice però di svolgere tutti i compiti con l’assistenza di questi strumenti, un dato che sale al 20% nelle famiglie con reddito annuo inferiore ai 30.000 dollari, e scende al 7% in quelle sopra i 75.000.
Riguardo all’uso scolastico, il 48% dei ragazzi ha chiesto aiuto ai chatbot per fare ricerche su un argomento, il 43% per risolvere problemi di matematica, il 35% per correggere testi scritti.
Circa un quarto di tutti gli adolescenti giudica i chatbot estremamente o molto utili per i compiti, un altro 25% li ritiene abbastanza utili. Solo il 3% li considera di scarso o nessun aiuto.
La questione “dell’imbroglio”
Dal report emerge un interessante dato che riguarda il fatto che più della metà degli adolescenti intervistati, il 59% è convinto che nella propria scuola si usino i chatbot per barare “abbastanza spesso”, e un terzo sostiene che accada estremamente spesso.
Tra chi ha già usato i chatbot per i compiti, la percentuale sale al 76%.
Tra gli usi meno prevedibili, invece, il 47% dei ragazzi ha usato i chatbot per divertimento, il 38% per creare o modificare immagini e video, il 19% per informarsi. Ma il 16% intrattiene conversazioni con un chatbot e il 12% vi ha cercato supporto emotivo o consigli.
I timori per il futuro
Gli adolescenti sono anche ben consci dell’imprevedibilità dell’impatto futuro dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana. Il 36% degli adolescenti prevede effetti positivi dell’IA sulla propria vita, il 15% negativi, il 32% li giudica irrilevanti.
Allargando la riflessione sulla società, la quota di chi prevede conseguenze negative sale al 26%. Il 30% invece ritiene che porterà a un miglioramento della qualità della vita, il 20% che apporterà benefici per l’apprendimento e il 19% che avrà effetti sull’aumento della produttività .
Il 34% di chi teme conseguenze negative ipotizza che possa provocare dipendenza eccessiva e perdita di pensiero critico e creatività, il 25% potrebbe causare una perdita di posti di lavoro, il 13% ipotizza una diffusione di disinformazione.
Interessanti sono le considerazioni dei ragazzi nelle risposte aperte con alcuni che credono che l’intelligenza artificiale “distrugga le menti e i cervelli dei giovani” e altri che ipotizzano che “le persone avranno timore di esercitare la loro creatività, o non ne vedranno più il bisogno” rendendo pigri e togliendo posti di lavoro.