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Daniela Santanchè, ministra del turismo Ansa

Vacanze a scelta a scuola: per i presidi è idea "irrealizzabile"

I presidi non sono del tutto contrari alla proposta della ministra Santanché di rimodulare le vacanze estive a scuola, ma al momento è irrealizzabile

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè per rimodulare i periodi di vacanza a scuola non è passata inosservata. La donna politica ha in mente una soluzione che permetta alle diverse zone del bel Paese di decidere quando chiudere le scuole, per promuovere il turismo anche al di fuori dei periodi di alta stagione, riducendo di 10 giorni le lunghe vacanze estive scolastiche. Tra le voci favorevoli e quelle contrarie, anche i presidi hanno deciso di esprimersi: secondo loro l’idea sarebbe “irrealizzabile” per diversi motivi.

L’idea di Santanché sulla modifica alle vacanze nel calendario scolastico

Non è passata inosservata la proposta di Daniela Santanchè di rimodulare il calendario scolastico per ridurre la pausa estiva e distribuire le vacanze durante tutto l’anno scolastico, così da promuovere il turismo fuori stagione. Come riportato da La Repubblica si tratterebbe di tagliare di 10 giorni le vacanze estive, consentendo alle singole Regioni di redistribuire quei giorni di stop come meglio credono.

L’autonomia delle vacanze scolastiche sarebbe solo un’idea della ministra del Turismo: Daniela Santanchè ne avrebbe anche parlato con Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, a margine dell’ultimo Consiglio dei Ministri. Del resto da tempo si dibatte sull’utilità di tre mesi di pausa in estate e se questo possa essere un bene per studenti e studentesse.

La reazione dei presidi alla novità sulle vacanze a scuola

Antonello Giannelli, dirigente tecnico del Miur e Presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP), a La Repubblica ha spiegato qual è la posizione dei presidi italiani di fronte a questa proposta. L’idea potrebbe avere una validità educativa, ma presenta numerosi limiti.

L’esperto ha spiegato che non si tratta di una proposta nuova, sottolineando che “in Italia abbiamo sicuramente un’anomalia: vacanze estive eccessivamente lunghe a discapito di altri periodi più ristretti. Chi fa la proposta tiene conto, per esempio, del fatto che con una pausa estiva così lunga chi non ha altri stimoli culturali e proviene da famiglie che non possono permettersi una continuità educativa subisce un danno sull’apprendimento decisamente maggiore rispetto a chi può invece avvalersi di corsi all’estero o di altre attività pagate privatamente”.

A soffrirne, però, è anche il turismo, anche perché in inverno le vacanze sono cortissime. Non bisogna, però, sottovalutare “le condizioni climatiche. In Italia d’estate le temperature sono piuttosto proibitive e le aule non ben coibentate: un problema che hanno anche altri paesi dell’area mediterranea”.

Il piano di Daniela Santanchè, inoltre, lascia molta libertà alle Regioni, con il rischio di creare ulteriore disuguaglianza territoriale. I problemi sono anche altri: “Bisognerebbe adattare le aule ai climi estivi, e la spesa è enorme. Si tratterebbe di dotare le aule di climatizzatori e impianti di condizionamento, oltre a sostenere tutte le spese elettriche. Perciò, quando si fanno delle scelte, vanno considerate anche le loro conseguenze. Cosa migliorerebbe? Cosa, invece, peggiorerebbe? Poi bisogna affrontare la scelta politica attraverso un dibattito”.

Antonello Giannelli per il momento non vede il progetto “prossimo alla realizzazione. Ad ogni modo, non sospendere la scuola per tanto tempo durante l’estate avrebbe un indubbio valore dal punto di vista pedagogico. Negli ultimi anni la provincia di Bolzano aveva provato a tirare nuovamente fuori l’idea prendendo spunto da quello che si fa in Austria e in Germania. Ma anche lì, alla fine non s’è fatto nulla. Quel che è certo, è che a molti docenti piacerebbe ridistribuire le vacanze durante l’anno”.

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