Valditara: "Alla Maturità tornano le materie". Cosa cambia
In un'intervista, il ministro dell'Istruzione e del Merito Valditara ha annunciato le novità della Maturità 2026, come il ritorno di tutte le materie
In più occasioni il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha illustrato i cambiamenti introdotti nell’esame di Maturità: gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori a giugno 2026 saranno chiamati ad affrontare l’ultima grande prova prima di ottenere il diploma, dovendo fare i conti con alcune importanti novità. L’ultima annunciata è quella secondo cui sono state “reintrodotte” le materie nell’esame di Maturità. Cosa cambia esattamente per gli studenti?
Giuseppe Valditara annuncia il ritorno delle materie alla Maturità
Il 4 settembre 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma dell’esame di Maturità voluta dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Il testo è in corso di approvazione in Parlamento, ma sono già note diverse modifiche che il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato.
In occasione di un’intervista a La Verità, il titolare del dicastero di viale Trastevere ha annunciato l’abolizione dell’approccio interdisciplinare che ha caratterizzato la prova dal 2017 in poi, quando “l’interrogazione sulle discipline non era obbligatoria”. Il colloquio iniziava “con un documento o un progetto che la commissione sottoponeva allo studente da cui si pretendevano collegamenti interdisciplinari, che spesso erano forzati”.
La nuova Maturità reintroduce le interrogazioni disciplinari su quattro delle materie principali del percorso di studio affrontato: le discipline saranno scelte dal ministero e saranno comunicate entro il mese di gennaio. “Ormai nel nome dell’interdisciplinarietà non si studiavano quasi più” le singole materie, ha detto Giuseppe Valditara che ha reintrodotto l’importanza della conoscenza delle materie di studio.
Scompare dunque dalla Maturità il documento preparato dagli studenti per creare un percorso interdisciplinare coerente e sensato che fino al 2025 i maturandi hanno presentato davanti alla Commissione d’Esame (che dal 2026 non sarà più composta da sette professori, ma solo da cinque).
Cosa succede ai maturandi che fanno scena muta all’orale
La riforma ha introdotto anche l’obbligatorietà di affrontare l’esame orale: non si potrà più “boicottare” il colloquio, come è successo nella Maturità 2025. Gli studenti che si rifiutano “deliberatamente di discutere le tematiche o di rispondere alle domande” verranno bocciati, anche se hanno ottenuto la sufficienza con i crediti e i risultati delle prove scritte. “Chi cerca scorciatoie pretendendo di non sostenere l’orale sarà bocciato”, ha detto Valditara aggiungendo che la scuola “deve insegnare ad affrontare i problemi, non ad aggirarli”.
La bocciatura non riguarderà, però, quegli studenti che faranno scena muta all’orale perché non preparati o perché in ansia per l’esame. Si applicherà solo nei casi di “chiara intenzionalità elusiva da parte del candidato”. I professori che faranno parte delle commissioni dovranno essere formati per valutare competenze, conoscenze e anche “quel grado di autonomia e di responsabilità che sono necessari per considerare matura una persona”.
Le altre novità sulla Maturità annunciate da Valditara
Sono anche tante altre le novità introdotte da Giuseppe Valditara e che riguarderanno la Maturità, a partire dal nome: si chiamerà “Esame di Maturità” e non più “esame di Stato”. “25 anni fa questo termine era stato abolito in nome del solito, malinteso politicamente corretto”.
Cambierà anche il peso dei risultati delle prove INVALSI, che saranno inseriti nel curriculum degli studenti in forma descrittiva. I punteggi assegnati, invece, sono rimasti gli stessi: 20 punti per ogni prova scritta, 20 per l’orale e 40 per il credito scolastico. Ogni commissione, però, ha a disposizione fino a 3 crediti extra per permettere agli studenti con 97, 98 o 99 punti di raggiungere il voto massimo di 100.
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