Valditara boccia le classi differenziali: "Quello non è merito"
Il ministro Giuseppe Valditara boccia le classi differenziali, proposte dal leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci: "Quello non è merito"
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara torna a parlare di merito, un principio che considera centrale tanto da averlo inserito nella denominazione del dicastero che guida. Questa volta, però, non lo fa solo per valorizzare il concetto, ma soprattutto per criticare la proposta delle classi differenziali, ovvero la suddivisione degli studenti in gruppi distinti sulla base dei risultati scolastici, avanzata dal leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci.
- Cos'è il merito per Valditara e perché è contro alle classi differenziali
- Qual è la "grande sfida" della scuola per il ministro Valditara
- La proposta di Vannacci sulle classi differenziate per merito a scuola
Cos’è il merito per Valditara e perché è contro alle classi differenziali
"Il merito non è, come qualcuno pensa, raggiungere risultati di eccellenza che soltanto pochissimi potrebbero raggiungere. Il merito non sono le classi differenziali, come qualcuno scioccamente recentemente ha proposto, dove i più bravi vanno in una classe e quelli meno bravi vanno in un’altra classe, come fossero materiale umano di serie B". Inizia così il video pubblicato dal ministro Giuseppe Valditara sui suoi canali social in tema di merito e classi differenziali.
"Il merito – ha proseguito – è dare il meglio di ciò che si ha dentro, dare il meglio di ciò che si può offrire con l’impegno". Perché, ha spiegato, "realizzare i talenti, valorizzare i talenti, è qualche cosa che spetta alla scuola". Ma, ha aggiunto, "l’impegno deve essere dello studente". E "noi abbiamo il dovere di rimettere al centro il valore dell’impegno e anche il valore, perché no, della fatica".
Qual è la "grande sfida" della scuola per il ministro Valditara
Valditara ha poi citato la teoria delle intelligenze multiple dello psicologo americano Howard Gardner, secondo cui ogni persona possiede almeno nove tipi di intelligenze, tra cui "l’intelligenza sportiva, l’intelligenza musicale, l’intelligenza che lavora sulla manualità", ha specificato il ministro. Che ha aggiunto: "E tutte hanno pari dignità, tutte hanno pari rilievo, tutte hanno pari importanza, come ogni persona ha pari dignità, ogni persona ha pari importanza".
Questo significa che anche "i talenti sono tanti, sono diversi, sono belli, sono straordinari". E "noi dobbiamo saper valorizzare i talenti di ogni giovane. Questa è la grande sfida della scuola costituzionale", ha concluso il ministro Valditara.
La proposta di Vannacci sulle classi differenziate per merito a scuola
A margine del convegno "Una nuova visione di scuola", che si è tenuto a Roma lo scorso 22 giugno, Roberto Vannacci ha detto di essere favorevole a un sistema scolastico con classi distinte in base al merito e al profitto degli studenti.
Il leader di Futuro nazionale ha parlato di una "tecnica scolastica" che "sembra funzionare", usata "in tantissime nazioni europee" e che "era applicata anche da noi" in Italia. "Quando noi uscivamo dalle scuole medie, mi ricordo benissimo, chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei, chi prendeva buono e sufficiente andava nelle sezioni C e D".
Secondo Vannacci, le classi differenziate sono "a favore di tutti gli studenti", perché "i più bravi, i più diligenti, sono aiutati in quanto messi nelle stesse condizioni, e i meno bravi e i meno diligenti avranno più possibilità di avere un supporto che li porti a essere al livello dei più bravi". Quindi "lo vedo come un fattore inclusivo piuttosto che discriminante. Cioè il fatto di poter aiutare ognuno raggruppandoli per caratteristiche simili", ha concluso.