Valditara e il divieto di burqa a scuola, l'annuncio è un caso
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato l'introduzione del divieto di burqa e niqab a scuola: ecco chi è contrario
Giuseppe Valditara ha annunciato il divieto di indossare il burqa a scuola. Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha, infatti, proposto un emendamento al Ddl sicurezza, per impedire che in classe vengano usati veli che coprono integralmente il volto delle studentesse. Sono anche previste pene per i genitori che non manderanno più a scuole le figlie perché non possono indossare burqa e niqab. Per Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza si tratta di "un’ottima notizia".
Valditara vieta l’uso di burqa e niqab a scuola
Giuseppe Valditara ha espresso la volontà di introdurre un divieto dell’uso del burqa a scuola, come spiegato anche in un’intervista al Corriere della Sera. "Presenterò un emendamento al Ddl Sicurezza per vietare il burqa a scuola". Una questione delicata, che riguarda anche l’introduzione di "corsi di italiano per i genitori stranieri per evitare che uno studente disimpari a casa quanto appreso in classe".
Sull’obiezione di chi teme che i genitori potrebbero decidere di non mandare più a scuola le figlie senza il burqa, il titolare del dicastero di viale Trastevere ha sottolineato che le studentesse "non possono restare chiuse in casa, perché con il decreto Caivano è prevista per i genitori la reclusione fino a due anni. Potremmo pensare anche di revocare il permesso di soggiorno a chi non manda i figli a scuola".
Inoltre, Valditara ha affermato: "Organizzerò una grande assise a novembre per discutere dell’integrazione dei ragazzi stranieri, invitando esponenti delle forse politiche, sindacati, docenti, esperti, consulte degli studenti". Questa sarà l’occasione per presentare "la nostra visione e le misure già avviate in nome di un’Italia che sappia accogliere nel rispetto dell’identità e dei valori del nostro Paese".
Il ministro ha detto: "Sono per l’integrazione e non per l’inclusione" facendo un esempio: "Se permettiamo che una ragazza venga a scuola con il burqa, la includiamo accettando principi in contrasto con la Costituzione, come la discriminazione uomo-donna, ma non la integriamo. Accettiamo che sia una non-persona, le impediamo di socializzare. Inclusione è accettare chiunque a prescindere da come vive. Integrazione vuole dire inserire la persona in un sistema di regole condivise, che rispecchiano la Costituzione".
La posizione del Garante dell’Infanzia sul divieto di burqa a scuola
Marina Terragni, Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, ha sottolineato che l’emendamento di Giuseppe Valditara "è un’ottima notizia". In una nota diffusa, vengono definiti burqa e niqab come "dispositivi violenti inventati da uomini impauriti dal corpo femminile inteso come impuro, sessualmente ingovernabile e portatore di disordine". Non sono solo indumenti, ma strumenti di controllo imposti a bambine e ragazze "contrattualmente più deboli", costrette a subire queste imposizioni per non restare "recluse in casa". Questa pratica, secondo la Garante, va contro i "più elementari diritti", ostacolando lo sviluppo della personalità.
Proprio Marina Terragni, in occasione di un caso che aveva riguardato alcune studentesse di un istituto professionale di Monfalcone, alle quali un’insegnante aveva chiesto di identificarsi perché avevano il volto coperto, aveva chiesto "la massima attenzione da parte del ministero".
Chi è contrario al divieto di burqa a scuola di Valditara
Non tutti sono concordi con la linea proposta da Valditara. La senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi ha detto che si tratta solo di "propaganda". "Prima di lanciare proclami, Valditara chieda alle scuole quali siano i veri problemi e di che cosa hanno bisogno per realizzare una vera integrazione. Poi, in base alle risposte, presenti un emendamento giusto, non uno pensato solo per fare propaganda". Malpezzi ha anche aggiunto che il numero di studentesse che indossano burqa o niqab è "esiguo", chiedendo al ministro di rendere pubblici i dati effettivi . L’esponente Dem ha poi sottolineato che nelle scuole è stato riscontrato il problema, i referenti scolastici sono intervenuti trovando un compromesso.
La segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi ha riflettuto sulla presunta "cornice securitaria" del progetto, sottolineando che il Ddl Sicurezza non è lo strumento adatto per intervenire sul tema. "Queste proposte non parlano di integrazione, ma di assimilazione", ha detto Fracassi, aggiungendo che "la minaccia di revocare il permesso di soggiorno infilata nel Ddl sicurezza, insieme al richiamo al decreto Caivano, disegnano un approccio sbagliato e lontano dalla realtà delle scuole".
Di fronte a queste critiche, Valditara ha replicato: "Spiace che quando si tratta di arrivare ai fatti concreti, Pd e Cgil siano sempre un passo indietro e preferiscano il richiamo della polemica e della demagogia alla difesa dei valori costituzionali". Il ministro ha poi aggiunto: "Si gioca la differenza fra chi difende la dignità della persona e chi si riempie la bocca di chiacchiere".