Valditara e la "fuga dei bianchi": chiarimento dopo le polemiche
Il chiarimento del ministro Giuseppe Valditara dopo le polemiche sulla "fuga dei bianchi" dalle scuole: "È letteratura scientifica internazionale"
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Parlando della nuova misura del Decreto scuola che introduce un tetto al numero degli studenti stranieri per classe, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha più volte richiamato il concetto di "white flight", tradotto "fuga dei bianchi", ovvero l’allontanamento degli studenti italiani dalle scuole con un’alta concentrazione di alunni stranieri. L’uso di questa espressione, nata nel contesto statunitense, ha suscitato molte polemiche. Il ministro ha così affidato ai social il suo chiarimento.
Il chiarimento del ministro Valditara dopo le polemiche sul "white flight"
"L’espressione ‘white flight’, letteralmente ‘fuga dei bianchi’, non è stata coniata dal ‘razzista’ o ‘suprematista’ Valditara, ma è propria della letteratura scientifica internazionale e sta ad indicare, con viva preoccupazione, un fenomeno sempre più diffuso nel mondo occidentale: la ‘fuga’ degli abitanti indigeni da scuole o quartieri ad alta percentuale di immigrati", ha scritto il ministro Giuseppe Valditara sui suoi profili social.
Il fenomeno, ha proseguito, "crea i presupposti per le scuole ghetto, che sono quelle dove si concentra una alta percentuale di giovani immigrati con situazioni di svantaggio linguistico e sociale". E non è questa "la scuola che vogliamo per tutti i nostri ragazzi, al di là della loro origine", ha evidenziato.
"La nostra è la scuola costituzionale, impegnata a dare a ogni giovane gli strumenti per realizzarsi, non quella della demagogia che fa finta di ignorare la realtà dei fatti e delle norme e paventa l’inesistente rischio di razzismo pur di attaccare il governo", ha concluso Valditara.
Cos’ha detto Valditara sulla "fuga dei bianchi" dalle scuole
Il ministro aveva già risposto alle critiche ricevute sull’uso dell’espressione "white flight" illustrando il Decreto scuola durante la conferenza stampa di presentazione del pacchetto di norme contro l’integralismo islamico della Lega.
Valditara aveva spiegato, facendo "un po’ di polemica", che con il tetto del 30% "vogliamo evitare che si creino le condizioni ‘Alabama anni Cinquanta’. Perché Alabama anni Cinquanta? Perché c’erano ancora le scuole ghetto, le scuole della segregazione razziale, dove da una parte c’erano i bianchi e dall’altra parte c’erano i neri. E ribadisco: cos’è questo ‘white flight’ che qualche buontempone ha cercato di spacciare per espressione razzista? Beh, lo scuso perché evidentemente non conosce la letteratura sociologica internazionale. ‘White flight’ sta scritto nella letteratura sociologica internazionale, è un fenomeno realmente esistente. È stato indicato così e quindi io uso il termine indicato", aveva commentato.
Sul fenomeno aveva aggiunto: "‘White flight’ vuol dire che i cittadini originari di uno Stato, ‘white’ perché il fenomeno è nato in America ma poi si è espanso a livello mondiale e sta toccando anche l’Italia, che fanno? Quando una scuola è ad alta concentrazione di immigrati o di minoranze, caso americano, portano via i propri figli, li iscrivono anche lontano".
Un "fenomeno negativo", aveva proseguito il ministro, perché "crea le premesse per i ghetti, per la discriminazione, per la segregazione, perché vuol dire che in certe scuole, in certi quartieri, ci saranno soltanto minoranze etniche". Uno scenario, aveva chiosato, che "credo nessuna persona di buon senso e di valori costituzionali possa auspicare".