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Il ministro Giuseppe Valditara Ipa

Valditara e la par condicio nei dibattiti a scuola: è polemica

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha detto a cosa serve la par condicio nei dibattiti a scuola, scatenando molte polemiche

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato di voler introdurre la par condicio nei dibattiti a scuola. Si tratta di una decisione che secondo il titolare del dicastero di viale Trastevere può aiutare ad avere pluralismo e a rispettare le diverse opinioni. Per le opposizioni, invece, si tratta di una scelta che va a minare l’autonomia delle singole scuole. Non sono mancate, dunque, polemiche riguardo la nuova circolare emanata dal ministero.

Valditara vuole la par condicio nei dibattiti a scuola

Giuseppe Valditara ha inviato alle scuole una nuova circolare, per introdurre la “par condicio“, nelle manifestazioni e negli eventi organizzati dagli istituti scolastici. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, come si legge nel testo, ha sottolineato l’importanza “che l’organizzazione e lo svolgimento nelle istituzioni scolastiche di manifestazioni ed eventi pubblici aventi ad oggetto tematiche di ampia rilevanza politica o sociale, siano caratterizzati dalla presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza ed autorevolezza“.

Secondo quanto riferito dalla circolare, “le istituzioni scolastiche, nell’ambito della loro autonomia, debbano operare in modo da assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico” degli studenti.

Il ministro, inoltre, ha chiesto agli istituti di proporre iniziative “che siano coerenti con gli obiettivi formativi della scuola e contribuiscano, attraverso il libero confronto di posizioni diverse, a favorire una più approfondita e il più possibile oggettiva conoscenza dei temi proposti, consentendo in tal modo a ciascuno studente di sviluppare una propria autonoma e non condizionata opinione”.

La polemica sulla circolare di Valditara

In seguito a questa circolare, non sono mancate polemiche in merito alla richiesta di introdurre il meccanismo della par condicio anche nei dibattiti e nelle attività che si svolgono a scuola. Le parlamentari del Partito Democratico Irene Manzi e Simona Malpezzi hanno annunciato una nuova interrogazione parlamentare.

Secondo l’opposizione, come riportato dall’Ansa, la circolare conterrebbe “passaggi ambigui e suscettibili di interpretazioni che potrebbero incidere sull’autonomia scolastica e sul pluralismo educativo“. Secondo le due parlamentari “la scuola non è un luogo da sorvegliare, ma un luogo dove liberare le idee: perché solo dove si discute liberamente, si educa davvero alla cittadinanza”.

Giuseppe Valditara, come riportato dall’agenzia di stampa, ha risposto a queste polemiche. Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha preso “atto che per il Pd invitare nei percorsi di istruzione al costante rispetto del pluralismo, alla formazione di un pensiero critico, al libero dibattito, per favorire nello studente lo sviluppo di una propria autonoma e non condizionata opinione, sarebbe in contrasto con l’autonomia scolastica. Parole inquietanti che lasciano trasparire l’intenzione di voler confondere l’autonomia scolastica con pratiche di indottrinamento. La scuola costituzionale non si merita questa preoccupante confusione”.

Dopo le polemiche sulla nuova Maturità e sul consenso informato in merito all’educazione sessuale a scuola (per le medie c’è stato un dietrofront del ministero), anche in merito a questa nuova circolare Valditara dovrà fare i conti con le proteste di chi è contrario a tali metodi.

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