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Valditara: "Figlio va male? Italiano obbligatorio per stranieri"

Il ministro Valditara ha proposto di rendere lo studio dell'italiano obbligatorio per i genitori degli studenti stranieri che vanno male a scuola

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Sta facendo discutere la proposta lanciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dal palco del Meeting di Rimini 2026 durante il convegno "Il coraggio di educare. Ricostruire l’alleanza tra scuola e famiglia". Nel suo intervento, il ministro ha dichiarato che proporrà di rendere obbligatorio lo studio dell’italiano per i genitori degli studenti stranieri che non vanno bene a scuola.

La proposta di Valditara: "Italiano obbligatorio per genitori degli studenti stranieri"

"Proporrò di rendere obbligatorio lo studio dell’italiano per quei genitori i cui figli non vanno bene a scuola, hanno problemi all’interno della comunità scolastica", ha detto il ministro Valditara al Meeting di Rimini 2026.

"Perché – ha proseguito – non si può perdere a casa quello che si impara scuola. Perché il fatto che un genitore conosca la nostra lingua, si informi sulla carriera scolastica del proprio figlio, interagisca con i docenti, venga a scuola e si informi dell’andamento scolastico del proprio figlio è fondamentale". Al contrario, sostiene, "ci sono troppi genitori stranieri che non si fanno vedere a scuola".

Valditara è poi tornato sulla proposta di limitare la percentuale di studenti stranieri per classe: "È fondamentale che in una classe non ci sia una percentuale elevatissima di ragazzi stranieri, perché questo significa una notevole difficoltà nell’apprendere la nostra lingua, nell’avere successo scolastico e anche nell’apprendere i valori di una comunità".

Per questo, ha aggiunto, "è importante che ci sia un dosaggio equilibrato all’interno delle nostre classi, proprio perché i ragazzi possano insegnare l’uno all’altro, possano contaminarsi l’uno con l’altro".

Perché per il ministro Valditara "l’inclusione non basta"

Valditara ha continuato: "E poi l’altro grande tema è che l’inclusione non basta, perché includere vuol dire mettere insieme a prescindere dalle abitudini di vita, a prescindere dai valori di riferimento, mettere insieme più persone appartenenti a culture profondamente diverse".

A suo avviso, "dobbiamo andare verso un modello di integrazione", cioè "ci deve essere una condivisione dei valori fondanti su cui si poggia la nostra società, che poi sono i grandi valori scritti nella nostra Costituzione".

Senza l’integrazione, secondo il ministro, in Italia "difficilmente riusciremo ad avere una società equilibrata, una società omogenea, una società rispettosa che sappia garantire un futuro di prosperità e di benessere a tutti i suoi cittadini".

La polemica della Flc Cgil sulle parole di Valditara al Meeting di Rimini

"Le dichiarazioni del ministro Valditara al Meeting di Rimini confermano una visione miope della scuola e dei processi di integrazione", ha commentato la Flc Cgil – Federazione lavoratori della conoscenza.

Secondo il sindacato, la proposta di Valditara di rendere obbligatorio lo studio della lingua italiana per i genitori degli alunni stranieri che non vanno bene a scuola "è una sanzione imposta per decreto" che "non avvicina le famiglie alla scuola, le criminalizza", trasformando "una difficoltà in una colpa".

Da qui l’appello della federazione a rafforzare i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti: "Se il ministro è davvero interessato all’apprendimento dell’italiano da parte degli adulti migranti, rafforzi ciò che già esiste e che continua a lasciare in sofferenza: i Cpia, strutturalmente sottodimensionati negli organici, privi di stabilità del personale, di sedi adeguate e di risorse per l’ampliamento dell’offerta".

La Flc Cgil chiede più docenti, più corsi di italiano in orari compatibili con il lavoro, mediatori linguistici e culturali stabili nelle scuole, e percorsi di alfabetizzazione diffusi sul territorio.