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Valditara lancia le scuole aperte fino a tardi contro i maranza

Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara lancia le scuole aperte fino a tardi per contrastare il fenomeno dei cosiddetti maranza

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Di fronte all’aumento dei casi di violenza giovanile, con l’emergere dei fenomeni delle cosiddette baby gang e dei maranza, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha rilanciato l’idea delle scuole aperte fino a tardi. Una misura che punta ad ampliare il tempo scuola nelle aree più fragili del Paese, come le periferie dei grandi centri urbani, per coinvolgere gli studenti in attività e tenerli lontani dalla strada.

Il ministro Valditara spiega le misure a scuola anti – maranza

"Tenere i ragazzi a scuola e non lasciarli sulla strada è molto importante", ha dichiarato il ministro Giuseppe Valditara in un’intervista al Quotidiano Nazionale affrontando il tema delle periferie e dei cosiddetti maranza.

Il ministro ha spiegato che il Governo ha previsto il progetto "Agenda Nord, che si aggiunge ad Agenda Sud", definendolo "il primo grande intervento di lotta alla dispersione scolastica".

Agenda Nord e Agenda Sud mirano a superare i divari territoriali, garantendo pari opportunità di istruzione agli studenti su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di combattere la dispersione scolastica fin dalla scuola primaria attraverso interventi mirati, tra cui quello di svolgere attività extrascolastiche all’interno degli istituti fuori dall’orario delle lezioni.

Con queste iniziative, si "allunga il tempo scuola fino al tardo pomeriggio" e si "coinvolge gli studenti delle aree a rischio in attività sportive, teatrali, musicali", ha sottolineato Valditara, aggiungendo che anche i genitori vengono coinvolti nel percorso educativo dei figli. E questo perché "spesso i genitori dei maranza sono assenti. Il percorso educativo non può riguardare soltanto la scuola. Deve coinvolgere anche la famiglia".

Qual è il ruolo della scuola nella società secondo Valditara

Nel corso dell’intervista, Giuseppe Valditara ha anche la sua visione sul ruolo della scuola nella società, sostenendo che è "proprio dalla scuola che dobbiamo costruire il futuro dell’Italia".

Per il ministro, l’istituzione scolastica non è solo il luogo dove si imparano le nozioni, ma anche quello in cui si trasmettono i "valori della nostra civiltà" e della "nostra identità" insieme al senso di comunità, definito come "l’appartenenza a una società che ha valori alti, quelli contenuti nella Costituzione", basati su "dialogo e rispetto".

Questa impostazione, a suo avviso, è decisiva anche per l’integrazione: "Chi viene da lontano deve imparare la nostra storia, i valori della nostra società: l’eguaglianza fra uomo e donna, la laicità dello Stato, le libertà, al plurale, e la democrazia".

A tal fine, "ho voluto riformare i programmi (in gergo tecnico Indicazioni nazionali) per rimettere al centro la storia occidentale, i monumenti e le tradizioni dei nostri comuni, la storia dell’arte europea, la musica classica, l’epica greca e latina, persino la Bibbia. E una geografia che parta dai territori e dalle comunità in cui si vive per poi aprirsi al mondo", ha aggiunto.

Valditara ha poi puntualizzato che nelle Indicazioni nazionali per le scuole "per la prima volta abbiamo reso obiettivo di apprendimento obbligatorio l’educazione al rispetto verso la donna", promuovendo anche la formazione degli insegnanti "per affrontare in classe l’educazione al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia, al contrasto alla violenza di genere".