Valditara: "Violenza giovanile aumentata del 500% in 15 anni"
Il ministro Giuseppe Valditara ha svelato dati preoccupanti sul bullismo e sulla violenza giovanile, lanciando un appello agli adulti e ai giovani
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha svelato dati allarmanti per quello che riguardano il fenomeno della violenza giovanile: è aumentata del 500% negli ultimi 15 anni. Il titolare del dicastero di viale Trastevere a Roma ha lanciato un vero e proprio appello, accusando i social network di avere un’influenza negativa sui ragazzi e sulle ragazze.
Valditara e i dati su bullismo e violenza giovanile
Giuseppe Valditara ha partecipato all’evento "La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative", che si è svolto presso la Sala "Aldo Moro" del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Si tratta di un’iniziativa che ha selezionato 21 progetti per condividere modelli positivi che si sono verificati negli istituti scolastici. Questa è stata anche l’occasione per svelare dei dati preoccupanti sulla violenza giovanile e sul bullismo.
"A livello europeo i documenti testimoniano l’esplosione del bullismo e della violenza giovanile, soprattutto a partire dal secondo decennio del 2000. Ho letto che sarebbero aumentati gli episodi del 500% negli ultimi 15 anni", ha svelato il ministero dell’Istruzione e del Merito davanti a studenti e docenti.
Le accuse del ministro sull’influenza negativa dei social
Giuseppe Valditara ha spiegato che il fenomeno potrebbe ricollegarsi all’influenza negativa dei social network, ricordando di aver fortemente voluto "un’approvazione rapida di norme che vietino l’utilizzo dei social, l’accesso al web dei giovani, giovanissimi", anche in seguito all’accoltellamento della professoressa Chiara Mocchi da parte di un alunno di 13 anni. Proprio per quell’episodio è stato premiato lo studente, coetaneo dell’aggressore, che è intervenuto per scongiurare il peggio.
Il ministro ha spiegato che il bullismo "c’è sempre stato, ma oggi l’iperesposizione delle pratiche violente sul web provoca un’esplosione". A rendere tutto ancora più delicato è la possibilità di rimanere anonimi: "Con un falso nome posso bullizzare il mio vicino di casa a piacimento. Prima non avevo il coraggio di insultarlo in faccia. Dietro c’è della vigliaccheria, della viltà".
Per Valditara è fondamentale recuperare "la capacità di immedesimarsi nella vittima", una capacità che i bulli non hanno. Questa è stata anche l’occasione per ricordare il caso di Andrea Spezzacatena, il ragazzo tormentato per dei pantaloni rosa che ha compiuto l’estremo gesto: la sua memoria viene portata avanti oggi dalla madre, Teresa Manes. Il ministro ha sottolineato quanto sia importante l’educazione affettiva che "non è nient’altro che l’educazione all’empatia, al sentire l’altro, al soffrire con l’altro, al gioire con l’altro".
L’appello di Valditara contro la violenza
Durante il suo discorso, Giuseppe Valditara ha anche lanciato un appello: "Quando ero giovane e qualcuno mancava di rispetto a una persona anziana, la collettività reagiva. Oggi tutti guardano dall’altra parte". Il ministro ha ricordato il premio dato al 13enne che ha difeso la professoressa di francese accoltellata: lui "non si è voltato dall’altra parte". Oggi l’odio è diventato "la cifra di riferimento" della società. "Non c’è un profilo social che non venga travolto da qualche commentatore che odia, i cosiddetti haters. L’odio è individuale ma può essere collettivo: odio religioso, politico, razziale".
Il ministro ha sottolineato quanto sia importante cambiare questo atteggiamento, attraverso "la cultura della regola". Non si può più "immaginare che le regole siano a mio piacimento", ha continuato Valditara, aggiungendo: "Noi vi abbiamo insegnato a stare in silenzio, a voltarvi dall’altra parte. Dobbiamo cambiare passo". Fondamentale è il ritorno alla cultura del rispetto: "Perché io devo rispettare l’altro se penso di essere un semidio, se penso che ogni cosa mi sia concessa?".
Alle vittime di bullismo, infine, ha detto: "Non dimenticatevi mai che voi valete tanto, che voi siete migliori rispetto al bullo, che voi siete più forti rispetto al bullo, perché il bullo è un vigliacco. Rialzatevi sempre, perché questa è la vostra vittoria. La scuola vi deve insegnare ad essere uomini e donne liberi. La libertà è qualcosa di prezioso, difendetela sempre".