Valditara vittima di "bullismo mediatico": cos'è successo
In una trasmissione radiofonica, il ministro Giuseppe Valditara ha detto di essere stato vittima di "bullismo mediatico": ecco cos'è successo
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha denunciato di essere stato vittima di "bullismo mediatico" per le polemiche nate a seguito della sua frase su Piersanti Mattarella "assassinato dalle Brigate rosse".
Il "lapsus" di Valditara sull’omicidio di Piersanti Mattarella
È stato un "lapsus banale". Lo ha detto il ministro Giuseppe Valditara, ospite della trasmissione Il caffè della domenica su Radio24, parlando delle polemiche che lo hanno coinvolto in merito a una sua dichiarazione alla stampa dopo l’inaugurazione di una scuola intitolata a Piersanti Mattarella il 7 maggio ad Avellino.
Piersanti Mattarella, fratello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato ucciso da Cosa nostra il 6 gennaio 1980 a Palermo mentre era presidente della Regione Sicilia.
Ricordando quel giorno, Valditara ha attribuito l’omicidio alle Brigate rosse invece che alla mafia. "Sono qua per l’inaugurazione della scuola intitolata a Piersanti Mattarella – ha iniziato il ministro -. E qui voglio spendere anche due parole, perché all’epoca avevo quasi 19 anni. Ricordo quella foto drammatica del presidente Sergio Mattarella che prendeva in braccio suo fratello assassinato dalle Brigate rosse e lo tirava fuori dalla macchina".
A questo, Valditara ha aggiunto: "Piersanti è sato un esempio straordinario di lotta alla mafia, di legalità. Aveva avviato un percorso di riforme proprio sul tema degli appalti pubblici. Quindi ricordarlo con questa intitolazione credo che sia un atto di grande importanza politica e morale".
Nonostante l’ultima parte del suo intervento, a nessuno è sfuggito quel "assassinato dalle Brigate rosse", che ha subito scatenato critiche e acceso la polemica.
Perché il ministro ha parlato di "bullismo mediatico"
"Un lapsus molto banale, avevo appena finito di rispondere a una domanda in cui avevo citato le Brigate rosse e allora c’è stato quel famoso bias di ancoraggio, quel trascinamento del pensiero", ha sottolineato Giuseppe Valditara a Radio24.
Il ministro ha proseguito: "Una persona in buona fede avrebbe dovuto comprendere che si trattava di un banale lapsus come succedono a tutti noi. Sono rimasto francamente stupefatto del rilievo che qualche giornale ha voluto dare a questa dichiarazione. Evidentemente si è trattato di un caso di bullismo mediatico, non ho difficoltà a sottolinearlo. Ho ricevuto anche tanta solidarietà, anche perché francamente anziché parlare dei successi dell’Italia, del crollo della dispersione scolastica, delle riforme che stanno garantendo prospettive occupazionali ai nostri giovani e competitività alle imprese, si parla del lapsus del ministro in occasione dell’inaugurazione di una scuola, francamente vuol dire che siamo scesi molto in basso".
Valditara ha poi voluto evidenziare che "un ministro è un uomo, e come tutti gli uomini può anche sbagliare, può commettere un errore. Siamo tutti uomini, non è che il ministro sia di ferro o di acciaio e quindi ha delle dinamiche psicologiche". Ma, ha aggiunto, "un conto è l’errore per ignoranza, un conto è il banale lapsus".
L’inquilino di viale Trastevere ha concluso: "Non voglio neanche più sentire parlare di questa storia, non mi interessa fare polemiche. Io lavoro per la scuola italiana, per i nostri giovani. Se c’è chi ha del buon tempo da perdere e vuole polemizzare col ministro, faccia pure. Francamente non me ne importa nulla".