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Il cantante Roberto Vecchioni Ansa

Vecchioni ha svelato perché ha fatto il professore al liceo

Roberto Vecchioni per molti anni ha lavorato come professore al liceo, anche quando era già un famoso cantante: lui stesso ha detto perché lo ha fatto

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Per moltissimi anni Roberto Vecchioni ha portato avanti due carriere: non era solo un cantautore e un cantante, che ci ha regalato canzoni diventate iconiche, ma ha svolto anche la professione di docente alle scuole superiori. Tanti suoi ex studenti, alcuni dei quali sono poi diventati famosi, hanno ricordato i tempi in cui insegnava. Finora non aveva mai spiegato per quale motivo aveva deciso di mantenere entrambi i lavori: finalmente Vecchioni ha svelato perché ha fatto il professore al liceo, anche quando era già un apprezzato artista musicale.

Perché Roberto Vecchioni è stato prof al liceo

In un’intervista rilasciata a La Repubblica, in occasione di un suo spettacolo in scena al Teatro Brancaccio di Roma, Roberto Vecchioni ha rivelato per quale motivo non ha voluto lasciare la cattedra, nonostante il successo. Il cantante ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo a partire dagli anni Sessanta, ma nel frattempo ha anche insegnato alle scuole superiori.

Roberto Vecchioni, infatti, è stato professore di italiano, latino e greco presso diversi licei classici. Tra i suoi alunni ci sono anche dei colleghi, come Paola Iezzi che spesso ha parlato del suo insegnante. Nella chiacchierata con il giornalista, il cantautore ha raccontato per quale motivo ha continuato ad andare a scuola per insegnare: "Non che ne avessi bisogno per vivere. Semmai è che ho sempre voluto mantenere un contatto con i più giovani".

Dove ha insegnato Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni per molti anni, fino alla pensione, è stato insegnante al liceo. Il cantante-prof ha insegnato greco, latino e italiano presso il Liceo classico di Stato "G. Galilei" e presso il Liceo "C. Beccaria" di Milano. In seguito ha ottenuto una cattedra anche presso il Liceo classico "Arnaldo" di Brescia.

Nel 2001 ha lasciato le scuole superiori, per dedicarsi all’insegnamento universitario. Sua la cattedra nel corso di Forme di Poesia in Musica all’Università di Torino, presso la facoltà di Scienze della comunicazione. Qui è stato docente fino al 2003, mentre negli anni accademici successivi è stato anche professore all’Università di Teramo e del Laboratorio di Scrittura e Cultura della Comunicazione all’Università di La Sapienza di Roma. Dal 2006 al 2016, infine, è stato professore a contratto di Forme di Poesia in Musica all’Università di Pavia.

Che professore è stato Roberto Vecchioni

Molto spesso Roberto Vecchioni ha raccontato che professore è stato e che rapporto aveva con i suoi studenti. Ospite a Radio Deejay in "Summer Camp", il cantante ha raccontato: "Io andavo dietro a quello che dicevano i ragazzi: il lunedì andavamo sempre fuori, passeggiavamo, siamo stati anche al Cimitero Monumentale: entravamo con l’arte, poi passavamo alla letteratura e alla musica".

Per lui quello del docente è "il mestiere più bello del mondo", come ricordato in altre interviste: ha cominciato a 18 anni e non ha più smesso, tanta era la passione per questa professione.

Alcuni suoi ex studenti, come Paola Iezzi, lo ricordano con affetto. Lui è stato il suo insegnante solo in quarta ginnasio, ma lei non potrà mai dimenticare il primo incontro. "Aveva un’aria austera, arcigna, con il sigaro spento in bocca e il registro sottobraccio. Noi quattordicenni terrorizzati, era l’inizio dell’anno scolastico". Entrato in classe ha appoggiato "il registro sulla cattedra facendo un rumore d’inferno: ‘Bene, adesso vi aspettano 5 anni di calci in c…‘. Uscì sbattendo la porta. Ricomparve dopo 5 minuti e iniziò a fare lezione come se nulla fosse. L’ingresso con quella parolaccia era un modo per dire: ‘Raga, parlo la vostra lingua. Sono severo però vi capisco. Quindi non provate a prendermi in giro’".