Violenza giovanile, Galiano: "Siamo lasciati soli". Le 3 proposte
"Siamo lasciati soli": Enrico Galiano affronta il tema della violenza giovanile dopo il caso dell'insegnante accoltellata e avanza 3 proposte
Anche il prof e scrittore Enrico Galiano è intervenuto sul caso dell’insegnante accoltellata da un suo studente di 13 anni nei corridoi della scuola media di Trescore Balneario (Bergamo). "Siamo lasciati soli", ha denunciato, puntando il dito contro le istituzioni. Il docente ha così avanzato 3 proposte per prevenire il disagio e la violenza giovanile a partire dai banchi di scuola.
La polemica di Galiano sul caso della prof accoltellata
"Bergamo, professoressa accoltellata da un 13enne in diretta su Telegram: la scritta ‘vendetta’ sulla maglia, l’esplosivo a casa e il pianto a dirotto in presidenza". È il titolo di uno dei tanti articoli che hanno affrontato l’ultimo tragico episodio avvenuto a scuola, dove una professoressa è stata accoltellata da un suo alunno di 13 anni. Il titolo è stato ripreso nell’ultimo video social di Enrico Galiano, in cui il prof ha mandato "un abbraccio forte alla collega e agli studenti della scuola dove è accaduto il fatto".
"Siamo lasciati da soli", ha affermato Galiano nel video, spiegando che "mi fanno arrabbiare tutti quelli che dicono ‘il segreto qua è che bisogna inasprire le pene. Più severi, più controlli'".
Dopo l’aggressione, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato sul tema delle norme per contrastare la violenza giovanile. A febbraio, dopo la morte di uno studente accoltellato da un compagno di classe a La Spezia, il Governo ha approvato il Decreto Sicurezza, che ha introdotto il divieto di vendita di coltelli ai minorenni e sanzioni per i genitori. In quell’occasione, il ministro aveva anche avanzato la proposta di installare metal detector all’ingresso delle scuole italiane, diffondendo una circolare in merito.
"Negli Stati Uniti è dal 1999 che hanno messo i metal detector nelle scuole" e "hanno inasprito le pene – ha ripreso Galiano -. C’era ancora la Lira, capito?! È cambiato qualcosa? All’inizio sì, un po’. Ma adesso bisogna aver paura ad andare a scuola negli Stati Uniti, ma sul serio. È questo che succede: all’inizio forse c’è un effetto immediato, ma dopo è peggio. Ci state lasciando da soli, questo è. Punto, fine".
Secondo il professore, che insegna italiano, storia e geografia in una scuola media in provincia di Pordenone, il "problema" è che "voi (ovvero chi prende le decisioni) non avete idea di cosa vuol dire stare in classe con 25 adolescenti. Perché se sapeste, non parlereste così, non direste questo".
E "non è da adesso – ha aggiunto -. Questo disagio è dal 2020 che ne parlano gli psichiatri, i reparti di neuropsichiatria, che mandano i report e dicono: ‘Oh ragazzi, la situazione non è tanto buona qua’. Dal 2020 ce lo stanno dicendo, eppure ci state lasciando da soli".
Per Galiano, "le cose sono due: o ammettete che ‘a noi della scuola non interessa così tanto, non è una nostra priorità’, almeno lo sappiamo; oppure, fate davvero qualcosa".
Le proposte di Galiano per contrastare disagio e violenza giovanile
Enrico Galiano ha così avanzato tre proposte che, a suo avviso, aiuterebbero a prevenire episodi come questi.
In primo luogo, l’inserimento di uno "psicologo specializzato in ogni scuola" che "sta lì a intercettarle queste cose perché il tema non è ‘perché è successo’, il tema è ‘da quanto tempo è che stava succedendo questa cosa e nessuno aveva gli strumenti per vederla'", ha affermato l’insegnante.
Secondo intervento: "Un’ora a settimana curriculare dove impari l’educazione all’affettività gestita da personale specializzato, dove con attività pratiche, concrete, non solo teoria, impari a gestire le tue emozioni, a riconoscerle, a dare loro un nome".
Infine, prof Galiano propone "corsi aperti ai genitori, magari serali, e obbligatori per quelle famiglie che magari ricevono un certo tipo di segnalazioni".
"Per prevenirlo, il problema bisogna riconoscerlo prima, dopo è troppo tardi. Altrimenti, senza tutte queste cose, è evidente che ci volete lasciare da soli", ha concluso Enrico Galiano.