Vittorio Emanuele si iscrisse in segreto all'Università di Torino
Quando Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell'ultimo re d'Italia, si iscrisse in segreto all'Università di Torino: scopriamo che cosa successe
Negli archivi dell’Università di Torino è rimasta traccia di un episodio poco noto e molto curioso: l’iscrizione, nel 1956, di Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo re d’Italia. Il principe, morto il 3 febbraio 2024 all’età di 86 anni, decise di iscriversi a Giurisprudenza in segreto, provocando una furiosa reazione del padre una volta venuto a conoscenza di quella che, anni dopo, Vittorio Emanuele definì una semplice "bravata".
Perché Vittorio Emanuele si iscrisse in segreto all’università
Torino, 12 novembre 1956. All’università arriva un 19enne per iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. Ma quel giovane non è uno studente qualunque: è Vittorio Emanuele di Savoia, figlio dell’ultimo re d’Italia.
La sua presenza sul territorio italiano, in teoria, era vietata. La XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione, in vigore dal 1948 al 2002, stabiliva infatti che "agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l’ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale".
Eppure, come ricostruito dal Corriere Torino, nel 1956 il giovane Vittorio Emanuele attraversò il confine senza particolari accorgimenti e si presentò all’Università di Torino per immatricolarsi.
Nei registri dell’ateneo compare il nome completo "Vittorio Emanuele Alberto Carlo", figlio di "Teodoro Umberto di Savoia". In quegli anni il principe usava spesso presentarsi come Vittorio di Sarre, un’identità finta utile a non farsi riconoscere. Ma non lo fece in quell’occasione, che 36 anni dopo, in un’intervista del 1992, definì una "bravata".
Il principe era comunque intenzionato a intraprendere un percorso universitario, come ha svelato Italo Pennaroli, ex sindaco di Villarbasse (Torino), che lo accompagnò in segreteria. "Si è iscritto all’Università di Torino, non era uno scherzo. È stato poi costretto a dire diversamente quando suo padre venne a conoscenza del suo viaggio".
Pennaroli ha aggiunto: "Mi hanno raccontato che re Umberto si infuriò con il figlio e con il colonnello che lo aveva accompagnato. Avevano però attraversato il confine senza stratagemmi. Il figlio del re aveva mostrato alla frontiera italiana i documenti e i carabinieri lo avevano anche salutato".
Piano di studi e tasse di Vittorio Emanuele all’Università di Torino
Quel 12 novembre del 1956 la procedura d’iscrizione di Vittorio Emanuele all’Università di Torino si svolse senza intoppi. Lui aveva dato il suo vero nome, indicando di essere nato a Napoli nel 1937. E aveva anche presentato il diploma di Maturità, conseguito al liceo scientifico Vilfredo Pareto di Losanna pochi giorni prima, il 6 ottobre del 1956. Tutto filò liscio, e l’immatricolazione venne registrata con la matricola numero 18.611.
I documenti conservati nell’archivio dell’ateneo torinese permettono di ricostruire anche il piano di studi che Vittorio Emanuele avrebbe dovuto seguire nel suo primo anno accademico, che prevedeva: diritto romano, diritto privato, storia del diritto romano, economia politica e statistica. Ma il principe non seguì mai le lezioni e non sostenne neanche un esame.
Nonostante questo, pagò le tasse per mesi, fino a marzo 1957: una prima rata da 21.550 lire (comprensiva di iscrizione, contributo per il riscaldamento e soprattassa esami profitto), un successivo rincaro di 5.400 lire e una seconda rata da 20.250 lire.
Nelle annotazioni finali, si legge l’epilogo della vicenda: "Restituito il diploma di maturità avendo l’interessato dichiarato di trovarsi nell’impossibilità di frequentare questa Università 7-10-1957".