Voti e note sul registro elettronico dopo 48 ore: si cambia
Alcune scuole hanno deciso di ritardare l'invio della notifica al genitore su un voto o una nota per preservare il rapporto col figlio
Il registro elettronico è uno strumento che divide sia i professori che i genitori. Si dibatte su quanto sia corretto ed efficace che madri e padri siano avvisati instantaneamente dell’andamento del proprio figlio a scuola, sia per quanto riguarda la formazione scolastica che il comportamento. Alcune scuole hanno deciso di ritardare l’invio delle notifiche.
La svolta sul registro elettronico
Le scuole Faes, istituto privato che a Milano accoglie 1.200 studenti (dall’infanzia ai licei), hanno varato nei “patti digitali” la regola che la notifica di quanto viene annotato sul registro elettronico, sia inviata ai rispettivi genitori 48 ore dopo.
Il direttore generale Giovanni Vicari ha assicurato che la decisione non è una demonizzazione della tecnologia e ritiene che il registro elettronico sia “uno strumento di straordinaria utilità“.
“Tuttavia, nel corso degli anni sono emersi aspetti critici che impongono il rispetto di alcuni limiti, per preservare il corretto rapporto figli-genitori, ha spiegato.
I limiti al registro elettronico sono in vigore già dal 2015 anche al Liceo artistico Brera.
Al Corriere della Sera, la preside Emilia Ametrano ha detto che quando è stato adottato, “il collegio docenti ha stabilito che fossero comunicati 48 ore dopo per dare il tempo all’alunno di comunicarlo ai genitori. Le note disciplinari invece compaiono subito: il genitore deve saperlo tempestivamente, di modo che anche il correttivo lo sia”.
I voti arrivano sul registro solo dopo 48 ore, pure al Carducci, mentre all’Ettore Conti il ritardo è di qualche ora.
Cosa pensano i presidi sul registro elettronico
Riguardo al registro elettronico, il preside dell’istituto Pareto Alessandro Bocci ha ricordato che la norma dice che la valutazione dovrebbe essere “tempestiva e trasparente”.
Sempre il Corriere della Sera ha sentito le presidi del Liceo Manzoni, Milena Mammani, e dell’Allende, Cristina Magnoni e il dirigente al Maxwell Franco Tornaghi che sarebbero possibilisti riguardo all’idea di ritardare gli avvisi del registro elettronico.
D’accordo è anche Alessandra Condito, preside del Tito Livio: “Da tempo penso che il registro elettronico abbia prodotto gravi danni nell’autonomia dei ragazzi, ovvero nel loro diritto/dovere di trovare il come e il quando per comunicare ai genitori insuccessi o successi scolastici”.
Alfonsina Cavalluzzi, che guida il Kandinsky, è possibilista riguardo ai voti ma non per le note. Contrario all’iniziativa è Luca Azzollini, preside del Gastel il quale ritiene che “se la famiglia viene informata subito, può accompagnare il ragazzo nel modo giusto, aiutandolo a interpretare il voto non come una condanna ma come un’occasione di crescita”.
Novara sul registro elettronico
Chi critica da tempo il registro elettronico è il pedagogista Daniele Novara il quale ritiene che sia uno strumento di controllo eccessivo.
In un post l’esperto ha scritto che “è come se a scuola non ci fossero solo i bambini o i ragazzi ma anche i loro papà e le loro mamme“. Per Novara il genitore deve avere un ruolo di supervisione ma da esterno.
In generale il pedagogista ritiene che il registro elettronico sia uno strumento che ha finito per alimentare un clima di controllo e pressione che ostacola il processo educativo, con un iper coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei loro figli.