Voti Maturità 2026 troppo bassi, esplode la polemica in Toscana
La polemica di due presidenti di commissione della Maturità 2026 in Toscana sui voti troppo bassi: perché valutare con la griglia "non basta"
In Toscana è esplosa una polemica intorno ai voti dei neo diplomati della Maturità 2026, ritenuti in alcuni casi troppo bassi. A sollevarla sono stati Paolo Cipriani e Miriam Pierozzi, rispettivamente preside e insegnante dell’istituto Marconi di Prato, che hanno indirizzato una lettera aperta ai presidenti e commissari d’esame.
La polemica in Toscana sui voti dell’esame di Maturità 2026
"L’esame di Maturità dovrebbe evidenziare la crescita dello studente negli anni, valorizzare le competenze acquisite ma anche i cambiamenti positivi. Spesso invece ci si ritrova ad assistere al teatro dell’assurdo nel quale molti di noi nel ruolo di commissari diventano i ‘carnefici’ dei loro studenti". È questo il cuore della lettera aperta firmata da Paolo Cipriani e Miriam Pierozzi, che hanno appena concluso l’incarico di presidenti nella Maturità 2026, pubblicata da La Nazione.
Durante gli esami, hanno scritto il preside e la professoressa, "abbiamo tristemente assistito a una preoccupante mancanza di etica, all’assenza di buon senso e affezione nei confronti dei ragazzi e ancor più grave all’incompetenza di coloro che dovrebbero mediare e dirigere la commissione".
Secondo Cipriani e Pierozzi, analizzando i risultati delle prove, il voto finale e la media di ammissione dei neo diplomati emergerebbero diverse incongruenze. I due riferiscono di aver osservato come alcuni studenti con medie alte abbiano ricevuto una valutazione finale "appena sufficiente", mentre altri avrebbero perso la lode per errori nell’attribuzione dei crediti o per la mancata volontà di assegnare un punto aggiuntivo. Altri ancora avrebbero ricevuto punteggi molto bassi all’orale, come "5/20 o 7/20" dopo "un’ora di colloquio", nonostante abbiano ottenuto buoni o ottimi risultati negli scritti. "Dare una votazione così a un ragazzo dopo 5 anni equivale a umiliarlo, a fargli perdere fiducia nell’istituzione scolastica", hanno denunciato.
Il dirigente scolastico Cipriani ha aggiunto che punteggi così bassi all’orale "non sono accettabili" dopo che, solo poche settimane prima, uno studente è stato ammesso all’esame, ritenendolo dunque pronto ad affrontarlo. Per lui, questa è la dimostrazione che "qualche ingranaggio non ha funzionato", sottolineando che punteggi simili "non sono una valutazione", ma "mortificano, deprimono e sono diseducativi".
Il preside e la docente hanno poi evidenziato quanta responsabilità richiedano i ruoli di commissario e di presidente all’esame di Maturità. Per questo, sostengono, "nella selezione la scelta dovrebbe orientarsi su coloro che posseggono capacità di mediazione, buon senso, apertura al confronto e al dialogo e tanta attenzione ai ragazzi". Solo così, a loro avviso, si potrebbero evitare episodi spiacevoli, come "egocentrismi", "rivalse sui ragazzi", "contrasti tra le scuole" e commissari "che gareggiano a chi è più severo o che si sgambettano tra loro anche a prescindere dallo studente".
I limiti della griglia valutativa della Maturità per il preside Cipriani
"Come me lo spiega un ragazzo che arriva agli esami con la media del 7 e mezzo e viene diplomato con poco più della sufficienza? È una disparità che non trova giustificazione nel percorso quinquennale dello studente", ha dichiarato Paolo Cipriani in un’intervista, sempre alla Nazione.
A suo avviso, sono i presidenti di commissione a dover "vigilare realmente" sull’assegnazione dei punteggi agli studenti durante gli esami, ricordando che il voto della Maturità "dovrebbe essere, per coerenza, in media o, meglio, leggermente superiore alla media dei crediti accumulati nei cinque anni".
Il problema, secondo il dirigente, è che "si mortificano i ragazzi perché si guarda troppo alla ‘griglia‘ e al punteggio aritmetico, dimenticando la globalità della persona", che dovrebbe essere al centro della valutazione.
Limitandosi alla griglia di valutazione, un maturando "rischia di restare con l’amaro in bocca", ha aggiunto. "Uno studente che si aspetta 80 e viene promosso con 64, un ragazzo bravo che viene mortificato, che ricordo avrà della scuola? Un ricordo negativo".