Salta al contenuto
Voti troppo alti: scatta il limite massimo di "A" per classe iStock

Voti troppo alti: scatta il limite massimo di "A" per classe

Una importante università ha deciso di limitare il numero di studenti che possono prendere il massimo dei voti per ciascuna materia

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

Il tema dei voti e delle valutazioni interessa il mondo scolastico e accademico in tutto il mondo. Da un’importante università arriva un’iniziativa descritta come una delle misure più ambiziose mai intraprese. La facoltà di arti e scienze dell’Harvard University ha deciso di limiterà il numero di studenti dei corsi di laurea di primo livello che possono prendere una "A", cioè il massimo dei voti, per ciascuna materia.

Il limite di "A" deciso da Harvard

La facoltà di arti e scienze dell’università di Harvard ha approvato una riforma che stabilisce un limite di "A" che si possono assegnare per classe. A partire dall’anno accademico 2027-28 potranno prendere il massimo dei voti non più del 20% degli studenti di ogni classe, più quattro studenti extra per casi eccezionali.

In una classe frequentata da 150 studenti, per esempio, potranno prendere A al massimo 34 di loro; in un seminario da 10 studenti, al massimo sei.

Il provvedimento è stato preso per limitare il fenomeno dell’inflazione dei voti nelle università.

Come riporta Il Post, secondo un rapporto presentato ai docenti che hanno approvato la riforma, i voti A in ogni classe della facoltà erano il 24% nel 2005, il 40,3% nel 2015 e il 60,2% nel 2025.

La tendenza dei voti troppo alti

Negli ultimi anni si è notata una tendenza a mettere voti molto alti in diverse università, tra cui Yale e Princeton.

Tra il 1990 e il 2020, secondo dati del dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti, la media nazionale dei voti nei corsi di laurea di primo livello (undergraduate) è aumentata di oltre il 16 %, e la A è diventata il voto più comune assegnato nelle università americane. Anche in Canada i voti alti sono in costante aumento da anni.

Alla facoltà di arti e scienze sociali e naturali di Harvard, l’inflazione dei voti A era diventata "un problema di azione collettiva", secondo il linguista computazionale Stuart Shieber, presidente della sottocommissione incaricata di proporre una soluzione.

Il fenomeno sarebbe cresciuto durante la pandemia con la didattica a distanza e la richiesta ai docenti di fornire sostegno agli studenti in difficoltà.

Cosa influenza la tendenza a mettere voti alti

A portare i docenti a mettere voti troppo alti sarebbe la paura di essere percepiti come troppo "esigenti" rispetto ai colleghi.

Un altro fattore è la crescente tendenza degli studenti ad avviare procedimenti contenziosi con l’università. A ciò si aggiunge il fatto che, generalmente, i voti assegnati sono utilizzati anche per valutare le prestazioni dei docenti: più sono alti, più sono positive le loro valutazioni.

La prima università a riconoscere il problema dell’inflazione dei voti è stata Princeton che già nel 2004 aveva stabilito un limite di A pari al 35% di ogni classe. Il sistema è però stato mantenuto solo per una decina di anni, prima di essere ritirato perché svantaggiava gli studenti nel mercato del lavoro e nell’ammissione ai corsi di laurea di secondo livello.

Nella riforma approvata da Harvard, oltre al limite massimo di A per ogni classe, è introdotta anche una "classifica percentile media" (average percentile ranking, APR).

Se per esempio uno studente prenderà B in un corso di letteratura in cui il 65% della classe ha preso un voto migliore o uguale al suo, e un altro studente prenderà B in un corso di biologia in cui solo il 15% della classe ha preso un voto migliore del suo, con il sistema APR il risultato del secondo studente varrà di più.

Il rendimento finale di un laureato sarà quindi dato dalla sua grade point average (GPA), cioè la media cumulativa dei voti presi durante tutto il corso di laurea su una scala da 0 a 4.