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La Gerusalemme liberata: fede, guerra e magia nella conquista della città santa

Poema che racconta la prima crociata, l'unica vinta dai cristiani. Sono raccontate le battaglie e gli amori, come quello tra Tancredi e Clorinda.

Elena Di Mauro

Elena Di Mauro

DOCENTE D'ITALIANO

Elbana, laureata con lode in Filologia Moderna a Firenze (2018), ho lavorato e viaggiato tra Nepal, Nuova Zelanda, Australia e Asia, maturando inglese, spagnolo e il desiderio di insegnare. Oggi sono docente di ruolo all’Elba: credo nella scuola come seme di libertà e cambiamento.

La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso è uno dei grandi poemi epici del Rinascimento, ma non è solo un racconto di crociate e battaglie. Dentro i suoi venti canti in ottave si nascondono amori infelici, magie, sogni, duelli cavallereschi e profonde domande sulla fede, sulla gloria e sulla fragilità umana. Tasso prende lo sfondo storico della Prima Crociata e lo trasforma in un teatro immenso, dove si muovono eroi cristiani e guerrieri musulmani, angeli e demoni, maghi e fanciulle coraggiose. È un’opera che parla di guerra ma anche di tentazione, di libertà interiore e di destino. Per chi studia alle medie o alle superiori, questo poema è una miniera di storie avvincenti e di figure indimenticabili, capaci di emozionare ancora oggi e di far riflettere sul rapporto tra ideali, passioni e responsabilità.

Trama del poema

La Gerusalemme liberata racconta, in forma epica, l’ultima fase della Prima Crociata: l’assedio di Gerusalemme da parte dei cristiani. Sin dall’inizio, Dio decide di favorire l’impresa e guarda dall’alto i principali capi crociati. Sceglie come comandante Goffredo di Buglione, descritto come devoto e umile: tramite l’arcangelo Gabriele gli affida il compito di riunire i principi cristiani e guidarli verso la liberazione del Santo Sepolcro. Goffredo accetta senza orgoglio e raduna gli alleati, incitandoli con un discorso che richiama il dovere religioso di liberare Sion. Fin dall’esordio il poema intreccia fede, politica e ideale cavalleresco, presentando i diversi eroi (come Rinaldo e Tancredi) e i loro caratteri.

Parallelamente, Tasso mostra il fronte musulmano e introduce la dimensione del meraviglioso magico. Il mago Ismeno, al servizio del re pagano, suggerisce sacrilegi e incantesimi: in un episodio famoso del secondo libro, la giovane cristiana Sofronia si accusa falsamente del furto di un’immagine sacra per salvare il suo popolo dalla strage, offrendo la vita come sacrificio. Il suo coraggio è bilanciato dall’amore timido di Olindo. Intanto, nel terzo libro, l’esercito cristiano giunge in vista di Gerusalemme: i crociati, commossi, avanzano scalzi e in lacrime sui luoghi della Passione, mentre dalle mura i difensori si preparano. La guerriera pagana Clorinda compie una sortita e sconfigge un reparto cristiano, finché interviene Tancredi, che inizia con lei un duello furioso, osservato con ansia dalla principessa Erminia, segretamente innamorata di lui.

Dietro gli eventi storici, Tasso fa agire le potenze infernali: nel quarto libro Satana convoca un’assemblea negli abissi, circondato da mostri e demoni. Furioso per il progresso dei cristiani, organizza una guerra occulta: ordina ai suoi di seminare discordia, lussuria, inganni e falso eroismo tra i crociati. Da qui nasce, più avanti, la figura di Armida, maga seduttrice che tenterà Rinaldo, e si intensifica la rete di sortilegi. Ma già nel quinto e sesto libro vediamo tensioni interne: Goffredo deve gestire rivalità fra cavalieri come Rinaldo e il vanitoso Gernando, e affrontare la sfida lanciata dal saraceno Argante, che propone un duello singolo. Si preparano assalti, sortite, e l’assedio entra in una fase di stallo carica di sospensione.

Nel centro del poema si accende il filone amoroso e pastorale. Erminia, in fuga dal campo, trova rifugio presso un vecchio pastore e la sua famiglia (settimo libro): travestita da pastorella, scopre la pace della vita semplice ma non dimentica il suo amore tormentato per Tancredi. Contemporaneamente, l’eroe danese Sveno combatte eroicamente fino al martirio (ottavo libro), mentre la furia infernale di Aletto spinge il turco Solimano ad attaccare di notte il campo cristiano (nono libro). Solimano viene però sconfitto e, nel decimo libro, fugge ferito nel deserto, dove il mago Ismeno lo cura e lo convince a tornare nella guerra, trasportandolo con arti magiche verso la città assediata.

L’assedio entra nella fase decisiva. Nell’undicesimo libro, su consiglio del romito Pietro l’Eremita, Goffredo guida una solenne processione e una messa sul Monte degli Ulivi: la preparazione spirituale precede l’assalto. Nel dodicesimo libro, però, la notte è teatro di un’azione audace: Clorinda, inquieta e desiderosa di gloria, decide di incendiare una torre cristiana; con lei va Argante, mentre il vecchio eunuco Arsete tenta invano di dissuaderla, promettendo di rivelarle le sue origini. In altri canti (non tutti riassunti qui) questo porterà al tragico duello notturno fra Clorinda e Tancredi, culmine emotivo del poema.

Intanto la magia pagana continua a ostacolare i crociati: nel tredicesimo libro Ismeno incanta una selva vicina a Gerusalemme, popolandola di demoni perché i cristiani non possano più tagliare legname per le macchine d’assedio. La foresta diventa un luogo di spavento assoluto. Nel quattordicesimo libro, per rispondere alla crisi, Goffredo riceve in sogno una visione celeste: lo spirito Ugo gli rivela che senza il ritorno di Rinaldo la città non sarà espugnata. Goffredo deve perdonare il cavaliere e richiamarlo dal regno di Armida.

Nei libri successivi, non tutti descritti in dettaglio nei riassunti dati, alcuni cavalieri raggiungono il palazzo incantato di Armida (sedicesimo libro): attraversano stanze e giardini meravigliosi, ascoltano l’uccello che inneggia al “carpe diem”, ma resistono alle seduzioni e trovano Rinaldo abbandonato fra le braccia della maga. Con uno specchio gli mostrano la sua immagine eroica perduta e lo richiamano al dovere: Rinaldo, vergognoso, decide di tornare. In parallelo, il quindicesimo e il diciassettesimo libro descrivono viaggi per mare e la grande preparazione militare del re d’Egitto, che raduna un immenso esercito presso Gaza, pronto a soccorrere Gerusalemme e a distruggere i Franchi.

Rinaldo, tornato al campo (diciottesimo libro), chiede perdono a Goffredo, che lo accoglie e gli affida la missione più rischiosa: entrare da solo nella selva incantata. Dopo una notte di penitenza e preghiera, Rinaldo è purificato e si inoltra nel bosco, dove affronta illusioni e voci ingannatrici ma, grazie alla sua rinnovata fede, spezza l’incantesimo e restituisce ai cristiani il legname necessario. La guerra prosegue con duelli memorabili, come quello fra Tancredi e Argante (diciannovesimo libro), combattuto fino all’estremo: entrambi feriti, la vittoria cristiana si paga a caro prezzo. Infine, nel ventesimo libro, arriva l’esercito egiziano: Goffredo schiera con ordine le sue truppe, pronuncia un discorso infuocato e affida a Rinaldo un ruolo decisivo sul fianco destro. Dopo una giornata di scontri sanguinosi, gli eserciti musulmani vengono sconfitti e Gerusalemme è liberata: l’obiettivo storico e religioso del poema è compiuto, ma l’epilogo lascia aperte le ferite intime e morali che la guerra ha lasciato nei cuori.

Personaggi di La Gerusalemme liberata

I personaggi della Gerusalemme liberata sono tantissimi e formano un vero “coro” epico, dove convivono condottieri storici, eroi cavallereschi inventati, maghi, donne guerriere e figure umili ma eroiche. Ognuno incarna non solo un ruolo nella trama, ma anche un valore, un vizio o un conflitto interiore: per questo Tasso li costruisce con grande attenzione psicologica. Per orientarti nello studio, è utile considerare i personaggi principali non solo come “buoni” o “cattivi”, ma come simboli di forze opposte: fede e dubbio, ragione e passione, disciplina e desiderio. Di seguito trovi le figure più importanti, con una breve descrizione del carattere e del significato simbolico, utile sia per interrogazioni orali sia per temi e saggi brevi sull’opera.

  • Goffredo di Buglione è il comandante dell’esercito cristiano, scelto direttamente da Dio tramite l’arcangelo Gabriele. Tasso lo dipinge come un capo ideale: devoto, giusto, prudente, capace di domare il proprio orgoglio e quello dei suoi soldati. Non è l’eroe impulsivo che cerca la gloria personale, ma il “duce” che pensa al bene comune e alla riuscita della missione sacra. Simbolicamente rappresenta il modello del principe cristiano, che unisce autorità politica e obbedienza a Dio. In lui si incarnano equilibrio, autocontrollo e senso del dovere: per questo la sua figura ha un valore esemplare e didattico, come se Tasso volesse proporlo ai lettori (e ai sovrani del suo tempo) come esempio di buon governo e di leader che mette la fede sopra l’ambizione.
  • Rinaldo è il giovane cavaliere più valoroso dei crociati, ma anche il più irruente. Discendente della stirpe estense (a cui Tasso è legato), unisce coraggio, bellezza fisica e talento militare. Tuttavia è segnato dall’impulsività: uccide Gernando in un duello d’onore e fugge dal campo, finendo prigioniero dell’amore e degli incantesimi di Armida. Simbolicamente Rinaldo incarna l’eroe diviso fra dovere e passione: è capace di grandi imprese, ma rischia continuamente di perdersi. Il suo percorso (caduta nella lussuria, ravvedimento, penitenza e ritorno alla lotta) rappresenta il cammino di un cristiano che, pur peccando, può ritrovare se stesso attraverso la grazia e la responsabilità. È il “braccio” necessario alla vittoria, ma deve prima diventare moralmente degno di esserlo.
  • Tancredi è un cavaliere nobile e malinconico, famoso per la sua lealtà e la sua capacità in battaglia. È profondamente innamorato di Clorinda, la guerriera pagana, e nello stesso tempo devoto alla causa cristiana: questo lo pone in un conflitto doloroso. Combatte con valore in numerosi episodi (come nello scontro con Argante), ma porta dentro di sé una ferita affettiva che lo rende umano e fragile. Simbolicamente Tancredi incarna il cavaliere cortese diviso tra amore e guerra, tra carità e violenza. Il suo tragico duello notturno con Clorinda, che uccide senza riconoscerla, lo trasforma in un eroe tragico, segnato dal rimorso e dalla consapevolezza che la guerra può distruggere ciò che si ama. Rappresenta la dimensione più lirica e sentimentale del poema.
  • Clorinda è una guerriera pagana di straordinario coraggio, bella e fiera, cresciuta come musulmana ma in realtà nata cristiana (cosa che scoprirà tardi). Combattiva e orgogliosa, guida sortite contro i crociati, uccide nemici in campo aperto e reclama gloria al pari dei cavalieri uomini. Nello stesso tempo, però, è oggetto dell’amore di Tancredi, che la rispetta profondamente. Simbolicamente Clorinda incarna la virtù eroica pagana, capace di generosità e grandezza pur restando fuori dalla fede cristiana fino all’ultimo istante. La sua figura unisce forza e femminilità, eroismo militare e dolcezza nascosta. La sua morte battezzale (quando, ferita mortalmente da Tancredi, chiede il battesimo) diventa simbolo della possibilità di salvezza e di riconciliazione oltre i confini della guerra e delle religioni.
  • Erminia è una principessa pagana innamorata di Tancredi. Diversa da Clorinda, non è una guerriera ma una figura più dolce e introversa, dominata da un amore non corrisposto. Fuggendo dal campo, trova rifugio tra i pastori, dove sperimenta la quiete della vita rurale e prova a dimenticare le sue pene; tuttavia continua a scrivere il nome di Tancredi sugli alberi e a piangere per lui. Simbolicamente Erminia rappresenta l’amore infelice e contemplativo, ma anche il fascino della vita semplice contrapposta alla violenza della corte e della guerra. Il suo travestimento da pastorella e il suo rifugio fra i campi creano un momento “idillico” nel poema, in cui Tasso riflette sulla vanità delle ambizioni politiche rispetto alla pace interiore che nasce dalla natura, dal lavoro umile e dall’accettazione dei propri limiti.
  • Armida è una maga bellissima inviata dai poteri infernali per distruggere l’esercito cristiano seducendo i cavalieri. Con astuzia e fascino, riesce a incantare molti guerrieri e soprattutto Rinaldo, che trattiene nel suo palazzo incantato. Inizialmente appare come figura demoniaca, strumento di Satana; ma col tempo anche lei si innamora sinceramente dell’eroe, e questo sentimento la rende contraddittoria, combattuta tra odio e desiderio, vendetta e tenerezza. Simbolicamente Armida incarna la seduzione del mondo e dei piaceri, capaci di allontanare l’uomo dal dovere e da Dio, ma anche la possibilità che l’amore trasformi il male. Il suo palazzo-giardino, pieno di delizie artificiali, rappresenta l’illusione dell’edonismo, da cui però è possibile liberarsi grazie alla memoria, all’amicizia e alla disciplina interiore.
  • Sofronia e Olindo formano una coppia di giovani cristiani, protagonisti di un episodio esemplare nel secondo libro. Sofronia, casta e coraggiosa, si autoaccusa del furto di un’immagine sacra per salvare la comunità cristiana dalla strage; Olindo, innamorato di lei, si dichiara a sua volta colpevole per non lasciarla morire da sola. Entrambi accettano il martirio con serenità, fino a quando un intervento esterno (Tancredi) li salva. Simbolicamente i due rappresentano la purezza della fede e la forza del sacrificio altruista: la loro storia mostra un modello di amore non erotico ma spirituale, fondato sul dono di sé. In mezzo alle grandi strategie politiche e ai sortilegi, Tasso inserisce in loro la voce dei cristiani semplici e innocenti, che testimoniano la possibilità di una santità quotidiana e silenziosa.
  • Satana e i demoni (Aletto, Astragor, ecc.) agiscono come antagonisti invisibili nel poema. Satana convoca nel quarto libro un’assemblea infernale, dove ordina ai suoi di intervenire contro i crociati con ogni mezzo: discordia, lussuria, paura, superbie nazionali. Aletto in particolare assume forme diverse per istigare Solimano e i musulmani all’attacco notturno, o per diffondere notizie false e sospetti fra gli stessi cristiani. Simbolicamente queste figure rappresentano il male come forza attiva, che non si limita a opporsi fisicamente ma lavora nelle coscienze, deformando desideri e pensieri. Per Tasso la crociata non è solo un conflitto esterno, ma anche una lotta interiore fra bene e male: Satana e i suoi danno immagine poetica alle tentazioni, alle passioni disordinate e agli errori che possono far fallire anche la causa più giusta.

Temi Principali

La Gerusalemme liberata è un poema ricchissimo di motivi e problemi, che unisce storia, religione, psicologia e fantasia. Per studiarla in modo efficace è utile individuare alcuni grandi temi che attraversano l’opera e la rendono attuale: la guerra “santa” e le sue ambiguità, il rapporto fra fede e violenza, il ruolo della magia e del soprannaturale, la forza distruttiva e salvifica dell’amore, il conflitto tra dovere pubblico e desideri privati. Ogni personaggio e ogni episodio sviluppa uno o più di questi nodi, spesso in modo problematico, mai semplicemente propagandistico. Di seguito trovi i temi principali con una breve spiegazione critica, pensata per aiutarti a preparare verifiche scritte e orali, ma anche a cogliere la complessità del messaggio tassiano oltre la semplice trama di battaglie e incantesimi.

  • Guerra santa e ambiguità della violenza la crociata è presentata come impresa voluta da Dio, con l’obiettivo sacro di liberare il Santo Sepolcro. Goffredo e Pietro l’Eremita insistono sul carattere religioso della spedizione, che viene accompagnata da preghiere, processioni, visioni angeliche. Tuttavia Tasso non nasconde la durezza della guerra: descrive assedi, stragi, duelli crudeli, e mostra il dolore sia dei cristiani sia dei musulmani (basti pensare al lamento di Argante per la città perduta). Così il poema riflette criticamente sul rapporto fra fede e violenza: pur legittimando la crociata dal punto di vista teologico del suo tempo, lascia emergere domande sulla sofferenza degli innocenti, sulle passioni basse (vendetta, ambizione, sadismo) che si mescolano alla causa religiosa. La “guerra santa” appare quindi insieme ideale e pericolosa, grande e tragica.
  • Fede, grazia e libero arbitrio gran parte dell’intreccio si basa sulla tensione tra intervento divino e libertà umana. Dio, angeli e santi intervengono per sostenere i cristiani (la chiamata di Goffredo, il sogno con Ugo, la purificazione di Rinaldo), mentre Satana e i demoni lavorano per perderli. Eppure i personaggi restano responsabili: Rinaldo sceglie di seguire Armida, Tancredi decide di combattere Clorinda, Gernando cede all’invidia. Il poema mette in scena la lotta tra grazia e peccato, mostrando come la fede non elimini i conflitti interiori ma offra la possibilità di superarli. Il tema del libero arbitrio emerge nella necessità di cooperare con l’aiuto divino: Goffredo è modello di chi si lascia guidare dalla grazia; Rinaldo rappresenta chi deve riconoscere il proprio errore e tornare a scegliere il bene dopo essersi smarrito.
  • Amore, eros e sacrificio l’amore in Tasso non è mai semplice: appare come forza dolce ma pericolosa, capace di elevare o distruggere. Gli amori di Tancredi per Clorinda, di Erminia per Tancredi, di Armida per Rinaldo mostrano varie forme di eros: l’amore guerriero e proibito, l’amore non corrisposto, l’amore magico e possessivo. Molti personaggi rischiano di perdersi dietro i sentimenti: Rinaldo abbandona il dovere nell’isola di Armida, Erminia fugge dal campo, Tancredi si lacera interiormente. Ma accanto a questo Tasso presenta anche l’amore-sacrificio di Sofronia e Olindo, e il battesimo finale di Clorinda come atto d’amore verso Dio. Il tema mostra quindi un doppio volto: l’amore sensuale può essere inganno e schiavitù, ma l’amore disposto a donarsi può diventare via di redenzione e di salvezza.
  • Magia, soprannaturale e psicologia della paura il poema è costellato di incantesimi, visioni, mostri e foreste stregate: la magia di Ismeno, il palazzo di Armida, la selva demoniaca, l’assemblea infernale di Satana. Questo apparato meraviglioso non è solo decorazione fantastica: serve a rappresentare le forze invisibili che agiscono nella mente umana. La foresta incantata, ad esempio, rende visibile la paura collettiva che blocca i crociati; il palazzo di Armida impersona il potere seduttivo dei piaceri; gli spettri e i mostri richiamano i sensi di colpa e le tentazioni. Il tema del soprannaturale è dunque legato alla psicologia: Tasso, profondamente religioso ma anche inquieto, usa la magia per parlare di conflitti interiori, ossessioni, angosce, costruendo un universo poetico in cui l’ignoto esterno rispecchia l’ignoto dentro l’uomo.
  • Dovere, gloria e crisi dell’eroe gli eroi di Tasso (Rinaldo, Tancredi, Argante, persino Clorinda) aspirano alla gloria personale: cercano fama in battaglia, desiderano essere ricordati. Ma il poema, scritto in pieno Rinascimento, mette in discussione questo ideale cavalleresco. Rinaldo scopre che la gloria senza disciplina morale conduce alla rovina; Tancredi si accorge che il desiderio di onore può travolgere anche ciò che si ama; Argante combatte fino alla fine ma muore sconfitto e isolato. Il dovere verso Dio e verso la comunità, impersonato da Goffredo, è continuamente minacciato dall’orgoglio individuale. Tasso rappresenta così la crisi dell’eroe moderno: non basta vincere sul campo, bisogna vincere se stessi. L’eroismo vero non è solo forza fisica, ma capacità di sacrificare il proprio tornaconto a un bene superiore e di accettare la propria fragilità.

Perché leggere La Gerusalemme liberata oggi?

Leggere la Gerusalemme liberata oggi significa scoprire che dietro un “poema di crociate” si nasconde una riflessione profonda su temi molto attuali: la guerra in nome delle idee, il rapporto fra religioni diverse, la manipolazione delle masse, la seduzione del potere e dei piaceri facili. I personaggi tassiani non sono eroi perfetti, ma uomini e donne che sbagliano, si pentono, si rialzano: per questo parlano ancora alla nostra sensibilità. Inoltre il poema offre pagine di grande bellezza poetica (la selva incantata, il duello con Clorinda, il palazzo di Armida) che, se lette con calma e magari guidate da un insegnante, possono arricchire il lessico, l’immaginazione e la capacità di interpretare testi complessi, utili per tutto il percorso di studio.

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.