Moll Flanders: ascesa, caduta e redenzione di una donna ribelle
Moll nasce in prigione e sembra crescere attraverso un'educazione negativa ma ciononostante vive una redenzione: intento morale della narrazione
Pubblicato nel 1722, Moll Flanders di Daniel Defoe è uno dei romanzi più affascinanti e controversi della letteratura inglese. Racconta la vita di una donna nata in prigione che attraversa povertà, seduzioni, matrimoni interessati, furti, carcere e deportazione nelle colonie americane, per arrivare infine alla redenzione morale. La storia è presentata come una falsa autobiografia: sembra che sia Moll stessa a parlare, ma in realtà c’è sempre la mano dell’autore che seleziona, taglia, “ripulisce” ciò che potrebbe risultare troppo scandaloso. Proprio questa mescolanza di avventura, crimine e riflessione religiosa rende il libro un ottimo testo per chi studia la nascita del romanzo moderno, il rapporto tra colpa e punizione, e il modo in cui la società giudica (o sfrutta) le donne più deboli.
Trama del romanzo
La prefazione di Moll Flanders è fondamentale per capire l’intenzione di Daniel Defoe. L’autore spiega che la vicenda sarà raccontata come un’autobiografia, ma avverte che alcuni nomi e dettagli sono stati cambiati o taciuti per proteggere la protagonista e per rispetto del pudore. Sottolinea inoltre di aver «ripulito» il testo, eliminando espressioni troppo volgari e accorciando o omettendo le parti più oscene, così da non offendere i lettori più sensibili. Defoe insiste su un punto: anche se il libro narra una vita piena di peccati e crimini, il suo vero scopo è morale. Mostrare il male non significa approvarlo, ma renderlo odioso agli occhi di chi legge, affinché nessuno desideri imitarlo.
Secondo la prefazione, l’esistenza della protagonista, che conosceremo come Moll Flanders, è una sorta di “viaggio” attraverso le zone più oscure della società inglese del Settecento: povertà, prostituzione, furto, inganno, carcere, deportazione in America. Defoe annuncia che il romanzo non nasconderà la parte criminale della vita di Moll, anzi la metterà in risalto proprio per far vedere, passo dopo passo, come ogni atto vizioso porti con sé conseguenze dolorose. Al tempo stesso, però, l’autore promette che non mancheranno momenti di pentimento, di riflessione religiosa, di tentativi di cambiamento. Il lettore viene dunque preparato a seguire non solo una serie di avventure, ma anche un percorso di conversione interiore.
Defoe presenta Moll come un personaggio complesso, nato in condizioni già segnate dal peccato e dalla colpa collettiva: la protagonista viene alla luce in una prigione, figlia di una donna condannata. Questa origine diventa per l’autore quasi un simbolo: Moll è il prodotto di una società dura, che spesso spinge i più poveri verso il crimine. La “colpa” della sua vita irregolare non è solo sua, ma è anche sociale. Tuttavia, Defoe non la assolve completamente: nella prefazione insiste sul fatto che la protagonista, pur cresciuta in un ambiente corrotto, possiede libertà e responsabilità, e che le sue scelte sbagliate non possono essere giustificate del tutto. È questa tensione tra determinismo sociale e responsabilità personale a rendere la figura di Moll così interessante per i lettori moderni.
Lo scopo ultimo del libro, ribadito più volte, è dunque un ammonimento morale. Defoe spiega che ogni episodio “scandaloso” è stato mantenuto solo nella misura in cui serve a far vedere il risultato del peccato: vergogna, miseria, paura, perdita di dignità. Le azioni virtuose, al contrario, sono descritte come fonte di serenità, rispetto e persino prosperità materiale. L’autore difende con energia la scelta di raccontare il male in dettaglio: sostiene che tacere queste storie non impedirebbe i vizi, mentre mostrarle come esempi negativi può aiutare i lettori, specie i giovani, a evitarli. In questa prospettiva, perfino le parti più dure della vicenda di Moll – la condanna, la deportazione in Virginia, la fatica di ricominciare – diventano occasione per affermare un ottimismo morale: anche dopo gli errori più gravi, attraverso il pentimento sincero e una condotta onesta, è possibile cercare redenzione e un certo miglioramento sociale.
Personaggi di Moll Flanders
I personaggi di Moll Flanders, così come emergono dalla prefazione, sono presentati soprattutto attraverso lo sguardo morale di Daniel Defoe. La figura centrale è ovviamente Moll, ma in filigrana compare anche la presenza dell’autore come prefatore e “censore” della sua storia. Pur non elencando tutti i protagonisti del romanzo, la prefazione ci aiuta a capire i ruoli simbolici: Moll rappresenta la creatura umana travolta dalle passioni e dalla miseria, ma capace di cambiare; l’autore rappresenta la coscienza critica che giudica, seleziona, guida il lettore verso una lettura didattica. Accanto a loro, anche i personaggi solo accennati – come la madre criminale di Moll o i suoi futuri complici e mariti – diventano figure esemplari, più che individui realistici, utili a mostrare gli effetti del vizio e le possibilità, sempre aperte, del pentimento.
- Moll Flanders è la protagonista, nata in prigione da una madre condannata, e fin dall’inizio segnata da un destino marginale. Nella prefazione è descritta come una donna che ha attraversato quasi tutte le forme possibili di degradazione: prostituta, ladra, truffatrice, moglie interessata, deportata nelle colonie. Tuttavia, Defoe insiste sul fatto che la sua storia non è solo un catalogo di scandali, ma soprattutto un cammino di penitenza. Moll diventa così il simbolo dell’essere umano che, pur avendo toccato il fondo, può rialzarsi grazie al pentimento e a una nuova condotta. Il suo nome stesso, “Moll Flanders”, appare come una maschera: un’etichetta dietro cui l’autore nasconde l’identità reale, ma anche una figura-tipo che rappresenta tutte le donne povere costrette a lottare, spesso in modo moralmente discutibile, per sopravvivere.
- L’Autore / Prefatore è una presenza decisiva: non entra nella storia come personaggio, ma la introduce e la controlla. Nella prefazione parla in prima persona, spiega di aver raccolto e “ordinato” i materiali autobiografici attribuiti a Moll, e soprattutto dichiara di averli corretti moralmente. È lui a decidere cosa si può raccontare e cosa deve essere taciuto, cosa va attenuato e cosa può essere mostrato con maggiore durezza. In questo senso, diventa il simbolo della coscienza morale che giudica il passato peccaminoso della protagonista, ma allo stesso tempo lo utilizza per educare il lettore. Rappresenta anche la figura dell’intellettuale settecentesco che crede nella letteratura come strumento di riforma sociale e religiosa.
- La madre di Moll, pur non al centro della prefazione, è evocata nella sua condizione di detenuta. Viene condannata e dà alla luce la figlia in prigione, poi ottiene una sorta di salvezza grazie alla deportazione nelle colonie americane. Simbolicamente, questa figura rappresenta la trasmissione della colpa e della marginalità sociale da una generazione all’altra: Moll nasce già in un contesto segnato dalla criminalità e dalla povertà. Allo stesso tempo, la madre incarna l’idea che perfino una persona condannata a morte possa trovare una via di scampo e di riscatto in un nuovo ambiente, se accompagnata da un cambiamento interiore. In filigrana, Defoe utilizza questo personaggio per mostrare come le istituzioni penali e la colonizzazione siano percepite come strumenti di punizione ma anche, paradossalmente, di rinascita.
- I lettori, pur non essendo personaggi della trama, sono continuamente chiamati in causa nella prefazione. Defoe parla di loro con rispetto ma anche con prudenza: teme di scandalizzarli, ma vuole scuoterli. Li immagina come persone “castigate”, sensibili ai temi morali, che potrebbero offendersi per un linguaggio troppo esplicito o per descrizioni eccessivamente dettagliate del vizio. Per questo dichiara di aver “ripulito” la storia. In termini simbolici, i lettori rappresentano la società che deve essere istruita: sono gli allievi di una lezione di educazione negativa, in cui si impara ad evitare il male osservandone gli effetti distruttivi sulla vita altrui. Defoe si rivolge soprattutto ai giovani, che potrebbero essere tentati dalla strada di Moll, e cerca di guidarli verso scelte più responsabili.
Temi Principali
La prefazione di Moll Flanders concentra in poche pagine molti dei temi che attraverseranno l’intero romanzo. Defoe non si limita ad annunciare una storia avventurosa: definisce con chiarezza la funzione morale e pedagogica del libro. La vita di Moll diventa un laboratorio per riflettere su colpa e redenzione, sul rapporto tra povertà e crimine, sul ruolo dell’educazione e della religione. Importante è anche il tema della rappresentazione del male: fino a che punto si può descrivere il peccato senza renderlo attraente? Defoe risponde scegliendo di “ripulire” il testo, ma allo stesso tempo rifiutando di censurare completamente i fatti. La prefazione, quindi, propone un equilibrio delicato tra realismo e decoro, tra volontà di raccontare tutto e necessità di proteggere la sensibilità del pubblico.
- Colpa, penitenza e redenzione sono il cuore del progetto narrativo. Defoe presenta la vita di Moll come una lunga catena di errori, incontri sbagliati, decisioni egoistiche e criminali. Ma precisa che il vero senso della storia non sta nel dettaglio dei peccati, bensì nel loro esito: la penitenza. La protagonista non è mostrata come una “eroina del crimine”, bensì come un’anima smarrita che, dopo molte cadute, impara a riconoscere la propria responsabilità e a cercare il perdono divino. La prefazione insiste sulla possibilità di un cambiamento radicale dell’essere umano: nessuno è condannato per sempre, se c’è un pentimento sincero. Questo tema rende il romanzo vicino alla sensibilità religiosa protestante del Settecento, ma anche sorprendentemente moderno, perché suggerisce che la dignità non si perde per sempre, neppure dopo gravi errori.
- Povertà e crimine costituiscono un altro asse fondamentale. Moll nasce già ai margini, in prigione, figlia di una detenuta: la sua esistenza sembra segnata dalla miseria e dall’esclusione sociale. Defoe fa capire che, in una società in cui non esiste un vero welfare, la povertà può spingere verso il furto, la prostituzione e l’inganno. Tuttavia, l’autore non vuole che la povertà diventi una scusa assoluta: nella prefazione ripete che, nonostante le circostanze difficili, Moll compie scelte responsabili di cui dovrà rispondere. Il romanzo, annunciato in queste pagine iniziali, invita dunque a riflettere su quanto la criminalità sia frutto del bisogno e quanto sia frutto di egoismo e ambizione personale. È un tema utile anche oggi per ragionare sui legami tra condizioni economiche e comportamenti devianti.
- Funzione morale della letteratura è forse il tema più esplicito. Defoe si difende preventivamente dalle accuse di voler solo “divertire” il pubblico con racconti scandalosi. Sostiene che il suo intento principale è educativo: mostrare il vizio per condannarlo e la virtù per esaltarla. Per questo dichiara di aver “ripulito” la narrazione, evitando di insistere sui particolari più scabrosi. Allo stesso tempo, però, rifiuta una censura totale, perché ritiene che raccontare il male in modo realistico sia necessario per far capire ai lettori a cosa porta. La letteratura, secondo lui, deve insegnare attraverso esempi, positivi e negativi. La storia di Moll diventa quindi una lunga parabola in cui il piacere del racconto viene messo al servizio di una lezione morale, in linea con l’idea illuministica di libro come strumento di formazione civile e religiosa.
- Identità femminile e marginalità sociale emergono già in nuce nella prefazione, anche se non sono dichiarati apertamente come oggi faremmo. Il fatto che la protagonista sia una donna povera, nata in prigione, senza famiglia stabile e senza protezioni, mette in luce quanto le donne fossero esposte al rischio di finire nel crimine per sopravvivere. Defoe non affronta il tema con il linguaggio del femminismo moderno, ma mostra chiaramente che Moll deve usare il proprio corpo, la propria astuzia e il matrimonio come un uomo userebbe un lavoro o un capitale. Il romanzo, annunciato qui, offre quindi il ritratto di una soggettività femminile costretta a muoversi ai margini della legge e della morale dominante. In questo senso, la storia di Moll è anche una denuncia indiretta delle ingiustizie di genere e di classe della società inglese dell’epoca.
Perché leggere Moll Flanders oggi?
Leggere Moll Flanders oggi significa confrontarsi con uno dei primi grandi romanzi realistici della letteratura europea, capace di unire avventura, introspezione psicologica e riflessione morale. La prefazione di Defoe ci invita a usare la storia di Moll come uno specchio critico: per capire come povertà, disuguaglianze e pregiudizi di genere possano spingere verso il crimine, ma anche per riflettere sul tema sempre attuale della seconda possibilità. Per studenti delle scuole medie e superiori, il libro è un’occasione per ragionare sul rapporto tra libertà e responsabilità, e sul potere della narrazione di educare, non predicando dall’alto, ma mostrando concretamente gli effetti delle nostre scelte.
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.