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L’educazione sentimentale: illusioni borghesi e disincanto di una generazione

Frederic e Charles sono amici d'infanzia. il primo studia, l'altro lavora. Frederic sogna e finirà con niente, il secondo sceglie la serenità

Elena Di Mauro

Elena Di Mauro

DOCENTE D'ITALIANO

Elbana, laureata con lode in Filologia Moderna a Firenze (2018), ho lavorato e viaggiato tra Nepal, Nuova Zelanda, Australia e Asia, maturando inglese, spagnolo e il desiderio di insegnare. Oggi sono docente di ruolo all’Elba: credo nella scuola come seme di libertà e cambiamento.

L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert è uno dei grandi romanzi dell’Ottocento europeo, ma parla in modo sorprendentemente diretto anche ai ragazzi di oggi. Racconta la storia di un giovane, Frédéric Moreau, che entra nell’età adulta portandosi dietro sogni enormi e poche idee chiare. Vuole l’amore assoluto, il successo, una vita brillante a Parigi; invece incontra dubbi, compromessi, amicizie difficili e delusioni politiche. Non troverai battaglie spettacolari o colpi di scena continui: il vero “dramma” è dentro i personaggi, nelle loro speranze e nelle loro esitazioni. Proprio per questo il libro è considerato un capolavoro del romanzo di formazione: segue passo passo la crescita – non sempre riuscita – di un ragazzo qualunque, costretto a fare i conti con la realtà. Se ti sei mai chiesto cosa significhi davvero diventare adulti, questo romanzo può aiutarti a capirlo.

Trama del romanzo

Frédéric Moreau è un giovane provinciale sensibile e sognatore. All’inizio del romanzo viaggia in battello verso casa, dopo gli studi, e incontra una donna che lo segnerà per sempre: Mme Arnoux, moglie del mercante d’arte Jacques Arnoux. In quello sguardo e in quella figura Frédéric proietta subito un “amore ideale”, puro e assoluto, che diventerà il centro segreto della sua vita. Tornato in paese, il ragazzo vive tra noia e fantasie, crescendo in lui il desiderio di Parigi, vista come città dei sogni, della cultura e dell’ascesa sociale. Intanto conosciamo la sua infanzia e adolescenza attraverso il legame con l’amico del collegio, Charles Deslauriers, povero ma tenace, grazie al quale scopriamo passioni politiche, progetti di gloria e lunghe discussioni filosofiche. La loro amicizia è intensa e piena di sogni condivisi: scrivere libri, avere successo, vivere insieme nella capitale.

Il romanzo – come suggerisce il titolo – segue la “formazione sentimentale” di Frédéric, cioè il suo apprendistato nelle emozioni, negli affetti, nelle illusioni. Un capitolo importante presenta proprio le loro origini: Deslauriers, figlio maltrattato da un padre amareggiato, impara presto a lottare; Frédéric, più agiato, si abbandona facilmente ai piaceri estetici e alle fantasticherie. I due si formano leggendo insieme: Platone e i filosofi per Deslauriers, romanzi appassionati per Frédéric. Ma la realtà li separa: problemi economici e familiari costringono Deslauriers a cercare lavoro altrove, mentre Frédéric continua a oscillare tra il desiderio di una vita straordinaria e la fatica di assumersi responsabilità concrete. Questa doppia prospettiva – il sognatore e il combattente – accompagnerà tutto il romanzo, mostrando due modi diversi di affrontare la modernità.

Quando Frédéric arriva finalmente a Parigi da studente di legge, entra in un nuovo universo: salotti, caffè, passeggiate sui boulevard e discussioni accese su politica, arte e ascesa sociale. Nei capitoli centrali lo vediamo muoversi come un osservatore: ascolta, guarda, cerca di capire chi conta davvero e quale posto potrebbe avere lui in quella società borghese piena di ambizione e mediocrità. Incontra intellettuali, studenti, giornalisti, figure opportuniste e idealiste. Alcuni credono nelle riforme, altri sono cinici e puntano solo alla carriera. In mezzo a loro compaiono diverse figure femminili, talvolta solo intraviste o ricordate, che accendono in Frédéric desideri confusi e contrastanti: da un lato idealizzazione e tenerezza, dall’altro attrazione fisica, gelosia e frustrazione. L’atmosfera è spesso sospesa: tanti dialoghi, poche decisioni vere, molti progetti non realizzati.

Accanto alle vicende intime, si sviluppa la storia politica della Francia pre-rivoluzionaria, che entra improvvisamente nella vita del protagonista. In un freddo mattino di dicembre, andando all’università, Frédéric si trova in mezzo a un’agitazione studentesca nei pressi del Pantheon. La folla di giovani, bottegai e curiosi protesta contro il governo, contro i professori simbolo dell’ordine costituito, contro il ministro Guizot e perfino contro il re. L’arrivo del famoso professore Samuel Rondelot scatena fischi e cori: la lezione non si tiene, e la piazza diventa teatro di contestazione. In questo clima caotico spicca la figura del commesso Dussardier, uomo grande e buono che, indignato dalla violenza di un sergente verso uno studente, reagisce istintivamente, viene picchiato e arrestato. Frédéric e un giovane biondo lo seguono, cercando di aiutarlo, ma vengono respinti dalle autorità. L’episodio mostra il contrasto tra entusiasmo rivoluzionario, paura, repressione poliziesca e coraggio individuale.

Intanto la vita privata di Frédéric si complica. Decide di dedicarsi alla pittura, compra colori, cavalletto e tele da Arnoux e prende lezioni dal pittore Pellerin, artista bohémien che difende con passione la libertà assoluta dell’arte. In casa, Frédéric vive con Deslauriers, che si è sistemato come praticante avvocato: condividono spese, confidenze, progetti per il futuro. Le loro giornate sono fatte di studio, passeggiate, sogni di ricchezza e di potere, piccole liti e rapide riconciliazioni. Un nuovo personaggio, il severo matematico Sénécal, porta nel gruppo un’idea opposta di cultura: per lui l’arte deve servire il popolo, mostrare le ingiustizie e educare le masse. Nasce quindi uno scontro tra arte libera (Pellerin) e arte impegnata (Sénécal), che riflette le tensioni politiche dell’epoca. Frédéric, attratto dal mondo elegante di Arnoux ma disturbato dalle accuse di corruzione mosse contro di lui, resta a metà, incapace di scegliere una posizione netta.

Questa vita parigina, però, costa cara. Spinto dal desiderio di bellezza e forse anche dal bisogno di restare legato alla figura di Mme Arnoux, Frédéric spende troppo in quadri, stampe e oggetti d’arte. L’appartamento si riempie di cose, ma le sue finanze si svuotano; finisce per chiedere soldi in prestito a Deslauriers, che lo rimprovera duramente. Qui emerge un tema importante del romanzo: il legame tra denaro, desiderio e identità. Per apparire all’altezza del mondo borghese – e soprattutto dell’amata idealizzata – Frédéric rischia di rovinarsi, senza avere il coraggio di cambiare davvero stile di vita o di impegnarsi in un lavoro serio. Anche la pittura, alla fine, rimane più un sogno che una professione: spesso il ragazzo si ritrova solo nello studio di Pellerin, senza fare grandi progressi.

A un certo punto, la situazione crolla: per ragioni familiari ed economiche, Frédéric perde la sua fortuna. Il colpo è durissimo. Si sente umiliato, teme di essere giudicato dagli Arnoux come un arrivista fallito, inorridisce all’idea di tornare a Parigi con abiti logori e pochi soldi. Tuttavia non riesce nemmeno a immaginare una vita lontana da Mme Arnoux e dal sogno di distinguesi in città. Oscilla tra orgoglio ferito e disperazione, arrivando persino a pensare che la miseria potrebbe ispirarlo: Parigi diventa, nella sua fantasia, un palcoscenico dove dimostrare con l’arte o con l’intelligenza il proprio valore, strappando infine l’ammirazione della donna amata. Ma per passare dai sogni ai fatti servirebbe una decisione chiara, e questa è proprio ciò che gli manca.

Tornato in provincia, Frédéric si scontra con la madre, Mme Moreau, donna affettuosa ma ansiosa e autoritaria. Lei vorrebbe trattenerlo vicino a sé, sistemarlo con un lavoro sicuro presso il notaio, garantirgli una vita modesta ma stabile. Tra i due nasce un duro conflitto: da un lato il richiamo della famiglia e del dovere filiale, dall’altro il desiderio di Parigi, dell’avventura, di un destino eccezionale. Alla fine la dolcezza e le lacrime della madre prevalgono: Frédéric accetta di restare e prova a lavorare nello studio del notaio Prouharam. Ma lì appare svogliato, inetto; le persone del paese, che si aspettavano grandezze da lui, restano deluse. Il protagonista sprofonda in una specie di apatia: non studia davvero, non scrive, non ama nessuno se non un ricordo.

Nel frattempo la sua amicizia con Deslauriers si logora a distanza. Le lettere diminuiscono, i progetti comuni svaniscono. In un gesto di scoraggiata generosità, Frédéric gli regala i mobili, compresi quelli provenienti dalla casa degli Arnoux. Quando viene a sapere che questi oggetti finiscono nell’appartamento di Deslauriers, frequentato anche da Sénécal, si sente tradito e annientato: ciò che per lui era legato al suo grande sogno amoroso diventa per altri un semplice arredo. Il protagonista si sente come “morto in vita”: passa le giornate a letto, si alza tardi, si perde nei ricordi, esce solo per brevi passeggiate rabbiose nelle campagne, immaginando fughe in terre lontane. Intorno a lui, la vita banale del vicino signor Roque, della sua famiglia e della serva Catherine continua con piccoli conflitti domestici, che contrastano con le sue grandi passioni interiori. Così, tra entusiasmi mancati, occasioni perdute e desideri non soddisfatti, si compie il lento e disincantato percorso di quella che Flaubert chiama appunto “educazione sentimentale”.

Personaggi di L’educazione sentimentale

I personaggi di L’educazione sentimentale non sono eroi perfetti o cattivi assoluti: sono figure complesse, spesso contraddittorie, che rappresentano i diversi modi in cui un giovane può affrontare la vita moderna. Attraverso di loro Flaubert costruisce una grande “galleria” della società francese dell’Ottocento: studenti, borghesi, artisti, rivoluzionari, madri ansiose, commercianti astuti. Ognuno ha un ruolo preciso nella crescita – o meglio nella continua esitazione – di Frédéric Moreau. Per studiarli è utile chiedersi non solo “chi sono” e “cosa fanno”, ma anche che cosa simboleggiano: il sogno, la ragione, il denaro, la passione politica, la maternità, la mediocrità quotidiana. Le loro relazioni (amicizia, amore, rivalità) mostrano quanto sia difficile, per un giovane, trovare una strada personale senza farsi schiacciare dalle aspettative della famiglia e della società.

  • Frédéric Moreau è il protagonista del romanzo, un giovane borghese provinciale, sensibile e incline al sogno. Ama la letteratura, l’arte, l’eleganza, ma fatica a tradurre i desideri in azioni concrete. Idealizza l’amore in Mme Arnoux, sogna una carriera brillante a Parigi, immagina persino di diventare artista, ma la sua volontà è debole e si lascia trascinare dagli eventi. Simbolicamente rappresenta il giovane dell’Ottocento (e non solo) che entra nell’età adulta carico di illusioni romantiche e si scontra con la realtà economica, politica e sociale. In lui si vede il fallimento di una vera “educazione”, perché impara molto ma non riesce mai a decidere chi vuole essere davvero. È il personaggio con cui molti lettori adolescenti possono identificarsi proprio per i suoi dubbi e le sue incertezze.
  • Charles Deslauriers è l’amico d’infanzia di Frédéric, figlio di un ex capitano povero e violento. Cresciuto tra umiliazioni e lavori forzati nello studio paterno, si forgia un carattere duro, tenace, molto più attivo dell’amico. Studia con accanimento, si appassiona alla filosofia e alla politica, sogna grandi riforme sociali e un ruolo di primo piano nella vita pubblica. Simbolicamente rappresenta l’energia della volontà, il desiderio di potere e di cambiamento che nasce dalla miseria e dall’ingiustizia. Tuttavia anche lui è segnato da delusioni: gli ostacoli economici lo costringono a compromessi e lavori mediocri. Il suo rapporto con Frédéric è ambivalente: amicizia profonda ma anche rivalità, invidia, rimproveri. Attraverso Deslauriers Flaubert mostra che l’intelligenza e l’impegno non bastano sempre a vincere una società dominata dal denaro e dalle protezioni.
  • Mme Arnoux è la donna idealizzata da Frédéric fin dal primo incontro sul battello. Moglie di un mercante d’arte, appare come una figura dolce, dignitosa, un po’ distante: per il protagonista diventa il modello dell’“amore puro”, qualcosa di quasi irraggiungibile e sacro. Nei suoi pensieri, Mme Arnoux è meno una persona reale e più un’immagine perfetta, su cui proiettare desideri, mancanze e sogni di salvezza. Dal punto di vista simbolico incarna l’ideale romantico dell’amore assoluto e insieme i limiti di questo ideale: Frédéric, inseguendo la sua immagine, rischia di perdere il contatto con la concretezza della vita. Lei rappresenta anche il confine tra morale tradizionale (fedeltà, decoro) e tentazione, mostrando come l’educazione sentimentale passi attraverso attrazioni proibite e sensi di colpa.
  • Jacques Arnoux è il marito di Mme Arnoux, un mercante d’arte brillante, abile negli affari, ambiguo nei suoi rapporti con artisti e clienti. Per alcuni personaggi è il simbolo della corruzione borghese: sfrutta gli altri per arricchirsi, compra e vende opere, gioca con i sentimenti. Per altri, come Pellerin, conserva però una certa umanità ed è anche un ponte verso il mondo dell’arte e dei salotti. Nel romanzo rappresenta il potere del denaro nella società moderna: grazie ai soldi si costruisce relazioni, influenza carriere, entra nei sogni di chi lo circonda. Per Frédéric è al tempo stesso un modello da imitare (per arrivare al mondo elegante) e un rivale da detestare, poiché possiede la donna che lui ama. Arnoux incarna quindi il lato seducente e inquietante della borghesia del tempo.
  • Sénécal è un giovane ripetitore di matematica, serio, rigido, dal portamento severo. Convinto repubblicano, considera l’arte un semplice strumento di educazione politica: deve denunciare le ingiustizie, mostrare le miserie del popolo, insegnare la virtù sociale. Disprezza il lusso e i piaceri, critica figure come Arnoux e l’intero mondo borghese che vive di profitti. Simbolicamente è l’incarnazione dell’
  • Pellerin è il pittore bohémien che dà lezioni a Frédéric e difende con ardore l’autonomia dell’arte. Crede che la bellezza abbia valore in sé, senza bisogno di giustificazioni morali o politiche; rifiuta l’idea che l’artista debba essere “utile”. Vive in difficoltà economiche, sempre in cerca di riconoscimento, e questo lo rende vulnerabile ai mercanti d’arte come Arnoux. Simbolicamente incarna l’artista romantico che sogna capolavori assoluti ma si scontra con il mercato e con i propri limiti. Il suo continuo discutere di estetica, i progetti grandiosi che non si realizzano e le lamentele sulla mancanza di pubblico rappresentano una delle grandi domande del romanzo: che posto ha l’arte in una società dominata dal profitto? Accanto a Sénécal, Pellerin mostra l’altra faccia dell’impegno, quella solo estetizzante e spesso sterile.
  • Mme Moreau, la madre di Frédéric, è una vedova di provincia, affettuosa ma anche molto controllante. Desidera per il figlio una vita sicura, rispettabile, lontana dai rischi della grande città. Insiste perché studi legge, lavori dal notaio, resti vicino a lei e abbandoni i suoi sogni, che giudica “pericolosi” e poco concreti. Dal punto di vista simbolico rappresenta il peso della famiglia e delle aspettative tradizionali sul giovane borghese: stabilità, moderazione, rispetto delle convenzioni. Il suo amore, a volte soffocante, crea in Frédéric un senso di colpa ogni volta che pensa di fuggire verso Parigi o verso l’amore per Mme Arnoux. È una figura tipica del romanzo di formazione: la madre che cerca di trattenerlo nell’infanzia, mentre lui – almeno teoricamente – dovrebbe avanzare verso l’età adulta.
  • Dussardier è un commesso di grande corporatura che appare durante l’agitazione studentesca. Uomo semplice, senza grandi discorsi teorici, reagisce istintivamente quando vede un agente maltrattare un giovane: interviene, picchia il sergente e finisce malmenato e arrestato. La sua forza fisica è accompagnata da una profonda ingenuità; non comprende fino in fondo i giochi politici, ma sente che l’ingiustizia non è sopportabile. Simbolicamente rappresenta il popolo generoso, pronto a rischiare la propria sicurezza per difendere un estraneo. La violenza con cui viene punito mostra come il potere teme e schiaccia questi slanci spontanei. Agli occhi di Frédéric Dussardier diventa una figura quasi eroica, capace di quel coraggio che lui non ha; ma, al tempo stesso, il suo destino fa capire quanto sia pericoloso tradurre in azione i sentimenti di ribellione.
  • Martinon è uno studente di legge che appare durante le manifestazioni politiche, timoroso di essere coinvolto. Pallido, impaurito dalla possibilità di finire nei registri di polizia o compromesso con società segrete, rappresenta la parte più prudente e conformista della gioventù borghese. Simbolicamente incarna il carierista cauto, che vuole arrivare in alto senza rischiare nulla, adeguandosi all’ordine costituito e tenendosi sempre a distanza da rivoluzioni e scandali. La sua figura, spesso oggetto di ironia da parte del giovane biondo e degli altri studenti, serve a Flaubert per mostrare come molti giovani dell’epoca, pur parlando di politica, fossero in realtà guidati solo dal timore di perdere i propri piccoli vantaggi.
  • Signor Roque è il vicino di casa provinciale che Flaubert ritrae nella parte finale del percorso fin qui considerato. È un uomo pettegolo, attento alle apparenze e alla rispettabilità, orgoglioso di piccoli titoli e presunte nobiltà. Vive immerso in faccende quotidiane, piccole vanità, discussioni domestiche. Attorno a lui ruotano la moglie fredda, la figlia Élisabeth-Olympe-Louise e la serva Catherine, che è in realtà la presenza più affettuosa della casa. Simbolicamente Roque rappresenta la mediocrità borghese di provincia: un mondo chiuso, fatto di abitudini, chiacchiere, piccoli conflitti, lontanissimo dai grandi sogni di gloria e di passione di Frédéric. Il contrasto tra le sue preoccupazioni e le ossessioni sentimentali del protagonista mette in risalto lo scarto tra immaginazione romantica e vita normale.

Temi Principali

L’educazione sentimentale è molto più di una storia d’amore infelice: è un grande affresco dell’Ottocento, attraversato da questioni che parlano ancora ai lettori di oggi. Flaubert studia come si forma (o si deforma) un giovane in mezzo a famiglia, scuola, amicizie, politica, soldi, modelli culturali. Ogni tema compare sia nella trama – attraverso eventi e dialoghi – sia nel modo in cui i personaggi guardano a se stessi e al mondo. Per affrontare il romanzo è utile isolare alcuni nuclei fondamentali: il conflitto tra sogno e realtà, il rapporto tra sentimenti e denaro, il valore dell’arte, l’impegno politico, la delusione generazionale. Capire questi temi aiuta a comprendere perché Flaubert venga considerato uno dei maestri del realismo: non giudica, ma osserva con lucidità come le buone intenzioni si scontrino con le strutture della società.

  • Formazione sentimentale e delusione Il tema centrale è proprio l’“educazione” del cuore e della sensibilità. Frédéric cresce passando da un innamoramento idealizzato per Mme Arnoux a esperienze più complesse, miste di desiderio, gelosia, codardia, rimorso. Impara a proprie spese che i sentimenti non sono mai puri: sono condizionati dal denaro, dal ruolo sociale, dalla paura di compromettersi. Ma, a differenza di altri romanzi di formazione, qui non c’è un vero approdo: l’educazione non porta a una maturità serena, bensì a una consapevolezza amara. Frédéric capisce, ma non cambia davvero. Questo fa del romanzo una riflessione lucida sulla difficoltà di diventare adulti in una società che promette tutto e mantiene poco. Per gli studenti, è un invito a interrogarsi su cosa significhi imparare ad amare senza perdersi.
  • Sogno romantico vs realtà borghese In tutto il romanzo si scontrano due mondi: quello del sogno romantico (amore assoluto, gloria artistica, destinazioni esotiche) e quello della realtà borghese (lavori noiosi, conti da pagare, carriera lenta). Frédéric incarna il primo, mentre figure come Mme Moreau, Roque o Martinon rappresentano il secondo. Il conflitto non è solo esterno, ma interno al protagonista: vuole grandezza e, nello stesso tempo, sicurezza e comfort. Flaubert mostra come la società dell’Ottocento, dominata dal denaro e dalla rispettabilità, finisca spesso per spegnere gli slanci più alti, ma rivela anche i limiti del romanticismo, che rischia di restare pura fuga dall’azione. Questo tema invita i lettori a chiedersi: come tenere insieme ideali e concretezza senza rinunciare a uno dei due poli?
  • Denaro, classe sociale e potere Il denaro attraversa ogni rapporto del romanzo: decide chi può studiare, chi può vivere a Parigi, chi può permettersi il lusso dell’arte o di un amore “improduttivo”. La perdita della fortuna di Frédéric cambia bruscamente la sua posizione e il modo in cui immagina se stesso. Arnoux usa il capitale per influenzare artisti, amici, donne; Deslauriers deve accettare lavori umili per pagarsi gli studi; Sénécal interpreta la miseria come motivo per la rivolta. Flaubert non fa proclami, ma mostra in concreto come i sentimenti siano spesso intrecciati agli interessi economici. Il tema è attualissimo: anche oggi scelte affettive, universitarie e lavorative sono condizionate dalle possibilità materiali. Il romanzo spinge a guardare con più lucidità al legame tra sogni personali e struttura sociale.
  • Arte, bellezza e impegno Attraverso figure come Pellerin e Sénécal, e attraverso la stessa passione di Frédéric per la pittura, Flaubert affronta una domanda ancora viva: l’arte deve essere solo bella o anche utile? Pellerin difende la bellezza fine a sé stessa, sperando in un capolavoro che lo riscatti; Sénécal vuole un’arte che mostri le ingiustizie e spinga all’azione politica. Il mercante Arnoux, invece, tratta l’arte come merce. Frédéric, che vorrebbe diventare pittore ma non ha la necessaria disciplina, resta nel mezzo. Questo tema interroga anche gli studenti: a cosa serve la cultura? È solo intrattenimento raffinato, strumento di protesta, o qualcosa che trasforma lentamente il nostro sguardo sul mondo? La risposta di Flaubert non è unica, ma la tensione tra questi poli attraversa tutte le pagine.
  • Politica, rivoluzione e passività Le scene di manifestazione studentesca, le discussioni nei caffè, i progetti di Deslauriers e l’azione improvvisa di Dussardier mettono in primo piano la dimensione politica. Siamo in un periodo di fermenti rivoluzionari, petizioni, cospirazioni, ma anche di repressione e censura. Alcuni personaggi credono nella trasformazione radicale, altri la temono o la deridono. Frédéric, di nuovo, osserva più che agire: la sua passività è simbolo di una generazione che sogna il cambiamento ma esita di fronte ai rischi concreti. Flaubert sembra suggerire che senza coraggio e continuità l’entusiasmo politico resta folclore. Per i lettori di oggi, questo tema riguarda il rapporto tra gioventù e impegno civile: quanto siamo davvero disposti a mettere in gioco per cambiare ciò che non funziona?

Perché leggere L’educazione sentimentale oggi?

Leggere L’educazione sentimentale oggi significa confrontarsi con domande molto attuali: come si diventa adulti senza tradire i propri sogni? Che rapporto c’è tra amore, denaro e libertà personale? Quanto contano davvero la politica e la cultura nella nostra vita? Attraverso Frédéric Moreau, Flaubert mostra errori, esitazioni, autoinganni che possono sembrare quelli di tanti ragazzi contemporanei. Non offre modelli da imitare, ma uno specchio lucido in cui riconoscere le proprie fragilità. Per la scuola, il romanzo è un ottimo laboratorio di educazione sentimentale e civile: aiuta a leggere criticamente le emozioni, a capire i meccanismi sociali e a riflettere sul valore – ma anche sui limiti – dei sogni giovanili.

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.