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Tutte le novelle: l’umanità disincantata tra ironia, desiderio e crudeltà

Le novelle mettono in scena più aspetti della società del tempo, sono passati al microscopio e lo scrittore li analizza come uno scienziato

Elena Di Mauro

Elena Di Mauro

DOCENTE D'ITALIANO

Elbana, laureata con lode in Filologia Moderna a Firenze (2018), ho lavorato e viaggiato tra Nepal, Nuova Zelanda, Australia e Asia, maturando inglese, spagnolo e il desiderio di insegnare. Oggi sono docente di ruolo all’Elba: credo nella scuola come seme di libertà e cambiamento.

Le novelle di Guy de Maupassant sono come un grande laboratorio dell’animo umano: brevi, spesso perfette nella costruzione, capaci in poche pagine di passare dal comico al tragico, dal sentimentale al terrificante. La raccolta inglese The Entire Original Maupassant Short Stories riunisce quasi tutti questi racconti: una sorta di “Tutte le novelle” che permette di seguire l’autore dalla giovinezza fino alla follia finale. Dentro troviamo la guerra franco-prussiana vista dal basso, la vita di provincia con le sue ipocrisie, le passioni segrete della borghesia parigina, la miseria dei contadini normanni, ma anche fantasmi, ossessioni, allucinazioni. Per uno studente sono testi ideali: si leggono in poco tempo, ma restano impressi perché i finali sono spesso spiazzanti e costringono a ripensare tutto il racconto. Scoprire Maupassant significa allenarsi a guardare dietro le apparenze, con ironia e lucidità.

Trama del libro di novelle

Non esiste una sola trama per Tutte le novelle di Maupassant: ogni racconto è un piccolo mondo autonomo. Eppure, letti in sequenza, compongono il grande affresco di una società — la Francia della fine dell’Ottocento — osservata con uno sguardo lucidissimo, spesso spietato. Molte novelle sono ambientate durante la guerra franco-prussiana: in Boule de Suif un gruppo di borghesi in fuga costringe una prostituta generosa a sacrificare il proprio corpo a un ufficiale prussiano, per poi disprezzarla subito dopo; in Two Friends due appassionati pescatori parigini vengono fucilati per non aver voluto tradire un segreto militare. In altre novelle invece la scena si sposta in Normandia, tra campi, villaggi e fiere di paese, dove contadini poveri e piccoli proprietari litigano per un pezzo di terra, uno spago, una dote.

Accanto a questo versante realistico, troviamo il Maupassant “parigino”, che racconta la borghesia urbana. In The False Gems un impiegato scopre, dopo la morte della moglie adorata, che i suoi gioielli “falsi” erano in realtà veri e guadagnati da amanti ricchi: la rivelazione lo distrugge moralmente ma nello stesso tempo lo arricchisce. In The Diamond Necklace la vanità di Mathilde Loisel la porta a rovinarsi la vita per restituire un collier che scoprirà, troppo tardi, essere un semplice oggetto di poco valore. In Useless Beauty una contessa bellissima si ribella al marito che ha fatto di lei solo una “fabbrica di figli”, rivelandogli – o fingendo di rivelargli – che uno dei bambini non è suo: un colpo di scena morale che mette in crisi l’idea di famiglia e di maternità come dovere.

C’è poi il filone delle novelle di guerra e vendetta, come Mother Sauvage, dove una contadina normanna, alla notizia della morte del figlio soldato, brucia vivi i soldati prussiani alloggiati in casa sua, accettando di morire con loro; o A Vendetta, in cui una madre corsa alleva un cane per anni, nutrendolo con il cappello dell’assassino del marito per abituarlo all’odore, e alla fine lo lancia contro l’uomo, lasciandolo sbranare. Qui Maupassant mostra come la violenza della storia scenda nelle case e nei corpi, trasformando persone comuni in giudici e carnefici.

Un’area a parte sono i racconti fantastici e dell’orrore, che culminano in Le Horla, ma sono disseminati in tutta l’opera: in The Diary of a Madman un giudice insospettabile confessa di aver ucciso per puro piacere, rivelando la follia nascosta sotto la toga; in The Apparition un uomo giura di aver vestito il fantasma di una donna morta, in una scena glaciale che mescola realtà e allucinazione. In Belhomme’s Beast la “bestia” è spesso una pulsione interiore, un desiderio inconfessabile che esplode in modo imprevisto. Questi racconti anticipano il tema moderno della malattia mentale e della personalità sdoppiata.

Non mancano testi quasi comici, come The Umbrella o That Pig of a Morin, dove il protagonista si caccia in situazioni ridicole per una bugia o un desiderio sessuale mal gestito, e novelle “di carattere” come My Uncle Jules, My Uncle Sosthenes, Friend Joseph, che costruiscono ritratti vivaci di zii eccentrici, amici umili, vecchi impiegati. In The Piece of String la vita di un contadino viene distrutta da un sospetto ingiusto; in The Beggar un incontro con un mendicante costringe il narratore a interrogarsi sulla dignità nella miseria. In The Moribund la morte di un vecchio contadino mostra come, dietro il pianto rituale dei parenti, ci sia soprattutto l’ansia per l’eredità.

Infine, un intero gruppo di novelle è dedicato alla coppia coniugale e al tradimento: in A Family Affair emerge un segreto di paternità che sconvolge un’intera famiglia; in Madame Baptiste e Madame Hermet il passato di una donna torna a galla e la condanna agli occhi della comunità; in Simon’s Papa un bambino senza padre riconosciuto diventa il bersaglio dei compagni, finché un uomo ubriacone decide, per orgoglio, di assumersi quel ruolo, mostrando quanto fragile sia la costruzione dell’identità. Tutte queste trame, diversissime tra loro, hanno però un punto comune: la messa a nudo, spesso crudelmente lucida, dei rapporti di potere, delle apparenze sociali, delle bugie che teniamo in piedi per poter vivere.

Personaggi di Tutte le novelle

Le centinaia di racconti di Maupassant sono popolate da una folla di personaggi, ma alcuni tornano con forza come figure-simbolo del suo universo. Non sono eroi tradizionali: sono contadini ostinati, borghesi vanitosi, prostitute generose, ufficiali vigliacchi, madri feroci, impiegati malinconici. Ognuno incarna un aspetto della condizione umana: la vanità, l’fame di amore, la paura della povertà, la sete di vendetta. Per capire Maupassant non basta seguire le trame: bisogna soffermarsi su questi volti, sulle loro scelte e sui loro silenzi. Di seguito presentiamo alcuni personaggi chiave, scelti da racconti diversi, che possono diventare punti di riferimento per orientarsi dentro la grande raccolta delle Original Short Stories e, più in generale, nell’immaginario di “tutte le novelle” di Maupassant.

  • Boule de Suif (Elisabeth Rousset) è la prostituta protagonista dell’omonima novella, una donna corpulenta e derisa che però si rivela l’unica davvero generosa e coraggiosa del gruppo. Porta da sola il peso della fame degli altri viaggiatori, divide con loro il suo cibo, poi viene spinta a concedersi al comandante nemico per permettere a tutti di proseguire il viaggio. Dopo il sacrificio, invece di riconoscenza, riceve solo disprezzo e gelo. Simbolicamente rappresenta la purezza morale schiacciata dall’ipocrisia borghese: è “sporca” secondo le convenzioni, ma infinitamente più nobile di chi la giudica. Per gli studenti è il personaggio attraverso cui si vede come Maupassant rovesci le aspettative morali del lettore, obbligandolo a chiedersi chi sia davvero “degno” di rispetto.
  • Mathilde Loisel, protagonista di The Diamond Necklace, è una giovane donna di modesta condizione che sogna un’esistenza da gran dama. Per una sera di ballo realizza il suo sogno grazie a un abito costoso e a un collier preso in prestito; ma quando lo perde, preferisce rovinarsi la vita per sostituirlo piuttosto che confessare l’accaduto. Anni di miseria e lavoro la trasformano fisicamente e moralmente. Simbolicamente incarna la tirannia delle apparenze e la rovina a cui può portare l’orgoglio: il suo dramma non è solo economico, è anche psicologico, perché scopre troppo tardi di aver sacrificato tutto per un’illusione. Per chi studia, Mathilde è una chiave per discutere consumismo, status sociale e frustrazione.
  • Mother Sauvage è una contadina normanna anziana che, durante la guerra, ospita quattro soldati prussiani di cui arriva a prendersi cura come fossero figli. Alla notizia della morte del proprio figlio, anche lui soldato, decide però una vendetta glaciale: incendia la casa e li lascia bruciare dentro, morendo con loro. Il suo personaggio condensa in sé la forza arcaica dell’istinto materno e della vendetta, mostrando come la guerra deformi i sentimenti più puri fino a renderli distruttivi. È una madre che ama e uccide, vittima e carnefice insieme: simbolo della violenza cieca che nasce quando la giustizia sembra impossibile.
  • Maître Hauchecorne, protagonista di The Piece of String, è un contadino tirchio ma non malvagio, che raccoglie da terra un semplice pezzo di spago e per questo viene sospettato di furto. Nonostante la sua innocenza, la voce maligna del villaggio lo perseguita fino alla morte. Hauchecorne è l’emblema della fragilità dell’onore popolare: un uomo che vale poco agli occhi del mondo, ma che a quell’unico “capitale” — la reputazione onesta — tiene più della vita stessa. Il suo destino mostra la crudeltà della comunità, pronta a preferire la maldicenza alla verità, e diventa una lezione potente sul peso del pregiudizio sociale.
  • M. Lantin, eroe de The False Gems, è un impiegato dolce e ingenuo che vive in adorazione della moglie. Crede che i suoi splendidi gioielli siano imitazioni comprate al mercato, simboli di un gusto un po’ frivolo ma innocente. Dopo la morte di lei, scopre che sono veri e costosissimi: prova quindi che la donna aveva degli amanti. Lantin è un personaggio sospeso tra illusione felice e verità dolorosa: simboleggia l’uomo che preferisce non vedere per poter continuare ad amare, e che quando apre gli occhi si accorge che la realtà lo arricchisce materialmente ma lo impoverisce affettivamente. La sua storia invita a discutere il rapporto tra conoscenza e felicità.
  • Simon, il bambino di Simon’s Papa, nasce senza padre riconosciuto e diventa il bersaglio delle prese in giro a scuola: gli altri gli chiedono chi sia “il suo papà” e lui non sa rispondere. Per disperazione tenta persino di annegarsi. Solo l’intervento di un fabbro ubriacone, che per orgoglio e bontà decide di assumersi pubblicamente il ruolo di padre, lo salva dall’emarginazione. Simon personifica la violenza invisibile dell’esclusione sociale e mostra quanto l’identità personale, soprattutto nell’infanzia, dipenda dallo sguardo degli altri. È un personaggio utile per parlare di bullismo, famiglia e diritto al riconoscimento.

Temi Principali

Dietro la varietà enorme delle trame, le novelle di Maupassant tornano continuamente su alcuni nuclei tematici che le rendono riconoscibili e attuali. L’autore osserva con occhi freddi la società borghese, la provincia, l’esercito, la campagna, e in ogni ambiente individua le stesse forze all’opera: il desiderio di denaro e di status, l’ansia di rispettabilità, la paura dello scandalo, la fragilità del corpo e della mente. Accanto al realismo sociale troviamo una forte attenzione alla psicologia individuale e, nelle novelle fantastiche, alla nascita della follia. Per chi studia, questi temi sono un ponte diretto con il presente: parlare di Maupassant significa affrontare il rapporto tra apparenza e verità, tra desideri e limiti, tra norme collettive e libertà personale. Qui sintetizziamo alcuni motivi ricorrenti, da usare come mappe di lettura trasversali ai singoli racconti.

  • Ipocrisia sociale e culto delle apparenze è forse il tema più costante. In Boule de Suif i borghesi si fingono patrioti ma sacrificano senza scrupoli la donna che li ha aiutati; in The Diamond Necklace Mathilde distrugge la propria vita per salvare la facciata elegante di una sola sera; in The Little Cask o in molte novelle di provincia i notabili del paese predicano onestà e religione, ma truffano, tradiscono, sfruttano. Maupassant mostra come la società dell’Ottocento (e, per estensione, qualsiasi società) costruisca un teatro di buone maniere dietro cui si nascondono interessi, invidie e viltà. Questo tema permette agli studenti di riflettere sui social network, sul body shaming, sul bisogno di “apparire” oggi.
  • Guerra e violenza attraversano molti racconti: dalla guerra franco-prussiana alle vendette di villaggio. Maupassant, che la guerra l’ha conosciuta da ragazzo, ne mostra il lato concreto: fame, paura, esecuzioni sommarie, case bruciate, stupri, odio razziale. In Two Friends, Mother Sauvage, A Coup d’État, ma anche in piccoli episodi di soldati ubriachi o fuggiaschi, la guerra appare come una macchina insensata che travolge innocenti e moltiplica l’odio. Allo stesso tempo rivela il coraggio o la viltà dei singoli. Questo tema è prezioso a scuola per collegare letteratura e educazione civica: che cosa significa davvero “patria”? a che prezzo si ottiene la gloria?
  • Condizione femminile e potere maschile è un asse centrale, anche quando l’autore non si dichiara “femminista”. Donne come Boule de Suif, la contessa di Useless Beauty, le mogli tradite o sfruttate, le ragazze povere costrette al matrimonio o alla prostituzione, mostrano come il corpo femminile sia continuamente oggetto di controllo, scambio, sospetto. Le donne possono essere vittime (come Mathilde), complici del sistema (come certe borghesi pettegole), oppure ribelli estreme (Mother Sauvage). Maupassant denuncia l’ipocrisia di una morale che condanna le prostitute ma tollera i loro clienti, e di una famiglia che usa maternità e onore come catene. Studiare questi racconti aiuta a discutere stereotipi di genere e doppi standard ancora vivi.
  • Follia, paura e doppio, soprattutto nelle novelle fantastiche, portano in scena il lato oscuro della mente. In The Diary of a Madman un giudice rispettato si rivela serial killer per puro piacere; in The Horla (presente nel medesimo corpus di racconti) un uomo crede di essere perseguitato da un essere invisibile che forse è solo la sua malattia mentale; in The Apparition o The Unknown la linea tra realtà e allucinazione si fa sottile. Maupassant anticipa la psicoanalisi mostrando personaggi divisi fra desiderio e vergogna, ragione e impulso, coscienza e inconscio. Questo tema permette collegamenti con il romanzo gotico, con Freud, con il cinema horror e con le moderne riflessioni sui disturbi psichici.
  • Miseria, denaro e lotta per la sopravvivenza emergono nelle novelle contadine e nei ritratti degli impiegati. Un pezzo di pane, un campo in più, una piccola eredità scatenano liti furibonde, come si vede in The Piece of String, The Little Cask, The Beggar, ma anche in The Moribund, dove i parenti circondano il letto del morente pensando più ai beni che all’uomo. Maupassant non idealizza il popolo: mostra la durezza, l’egoismo, la superstizione dei poveri proprio perché sa quanto la mancanza di sicurezza economica possa imbruttire. Per gli studenti, questi testi sono spunti per parlare di disuguaglianze, precarietà, migrazioni interne, e per confrontare la “fame” di allora con quella di oggi, materiale e simbolica.

Perché leggere Tutte le novelle oggi?

Leggere “Tutte le novelle” di Maupassant oggi significa allenarsi a leggere il mondo con occhi più attenti. In poche pagine ogni racconto concentra un conflitto chiaro, personaggi vivissimi e un finale spesso spiazzante: è un ottimo esercizio per imparare a riassumere, argomentare, analizzare. Ma soprattutto queste storie parlano di temi che riconosciamo subito: paura di essere giudicati, pressione sociale, desiderio di apparire sui “palchi” di oggi, dalle feste ai social. Maupassant ci invita a smascherare le ipocrisie, ma anche a capire le fragilità che ci accomunano. Per studenti e insegnanti, è un laboratorio ideale di narratologia, educazione civica ed empatia.

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.