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Perché i cosplayer si chiamano così?

Divertenti, colorati e impressionanti: i cosplayer stanno conquistando il mondo. Cosa fanno e perché si chiamano così

Si travestono da supereroi, vestendo i panni dei personaggi che amano di più: si tratta dei cosplayer, persone, spesso adulte, che per un giorno o il tempo di una manifestazione scelgono di trasformarsi in qualcun altro. Un fenomeno nato in Giappone, ma che si è diffuso anche negli Stati Uniti e in Europa ottenendo un enorme successo con tanti eventi a tema.

Chi sono e perché si chiamano così i cosplayer

La parola cosplay nasce dall’unione di due termini inglesi ossia "costume" e "play". Indica dunque la volontà di indossare i panni del proprio personaggio preferito. Può trattarsi del protagonista di un videogioco, di un manga oppure dell’eroe di un anime, l’importante è imitarne il costume, i gesti e i comportamenti. Solitamente i cosplayer hanno una passione così grande da realizzare da soli a casa il loro travestimento, rendendolo identico all’eroe che vogliono impersonare. Cosplayer, come è facile intuire, è la parola che indica colui oppure colei che pratica il cosplay.

Come è nato il cosplay

Fenomeno mondiale, divenuto oggetto di studi, il cosplay è nato negli anni Settanta. In quel periodo infatti iniziarono ad apparire alle fiere dei fumetti delle persone travestite come i personaggi dei cartoon dell’epoca. I cosplayer cominciarono dunque a farsi notare non solo in Giappone, ma anche negli Stati Uniti dove in quel periodo abbondavano raduni dedicati alla fantascienza con persone travestite come gli eroi di Star Trek. Il vero boom del cosplay nel Sol Levante però si raggiunse con Gundam. L’anime creato da Yoshiyuki Tomino e Hajime Yatate che raccontava un’umanità popolata da robot antropomorfi con pilota umano, conquistò milioni di fan e diede nuova linfa vitale al fenomeno del cosplay. Così tanto che la stampa nipponica iniziò a parlarne pubblicando numerosi servizi in cui venivano raccontate le gesta di cosplayer vestiti come i protagonisti di Gundam. Il trend raggiunse il suo apice nel 1995 sulla scia di Evangelion, l’anime incentrato sulla storia di un quattordicenne pronto a salvare la Terra. In questo periodo il cosplay divenne una vera e propria forma d’arte, con costumi realistici e curati nei minimi dettagli in modo quasi maniacale. La risposta del mercato fu immediata e, colta la potenzialità del fenomeno, moltissimi imprenditori crearono siti web e catene di negozi specializzati per produrre e vendere accessori e costumi per cosplay. In seguito vennero creati forum, siti e sale da gioco dedicate a questo passatempo per gli appassionati di fumetti, anime e videogiochi.

Chi sono i cosplayer più famosi al mondo

Fra i cosplayer più famosi al mondo c’è un’italiana. Si tratta di Eleonora Aureliana Guglielmi, nome d’arte Yuriko Tiger, 28enne nata a Savona che oggi vive e lavora a Tokyo. Grazie ai suoi travestimenti di alto livello è diventata attrice, idol, modella, cover girl e youtuber. "Il cosplay non è solo vestirsi da un personaggio a caso, ma interpretarlo e giocare con esso – ha spiegato -. D’altronde cosplay sta per cos=costume e play=giocare. Una passione tipica del mondo nerd perché ti permette di essere il tuo eroe preferito per un giorno. Sono stati proprio questi nerd, questi fan, a dare vita al cosplay. E ora sta crescendo sempre di più in ogni parte del mondo con eventi e manifestazioni internazionali".

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