Vocabolario italiano dalla A alla Z

La parola di oggi è: esperanto


Aggettivo
esperanto c inv
relativo all'esperanto: la grammatica esperanto è volutamente molto semplificata e regolare
Sostantivo
esperanto m solo sing
lingua artificiale inventata dal medico e linguista polacco Ludwik Lejzer Zamenhof tra il 1872 e il 1887; lo scopo di questa lingua è fornire un codice di comunicazione aggiuntivo a persone di nazionalità e lingua diverse, da qui la classificazione linguistica di "lingua ausiliaria internazionale"; la grammatica è volutamente molto semplificata e regolare, mentre il lessico si è formato partendo da radici comuni alle lingue neolatine, germaniche e slave
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tratto dalla voce ESPERANTO del Wikizionario

Più modi di dire: Cominciare

iniziare (v.tr. e v.intr.), incominciare (v.tr. e v.intr.), principiare (v.tr. e v.intr.), dare inizio (v.tr.), avviare (v.tr.), aprire (v.tr.), inaugurare (v.tr.), intraprendere (v.tr.), fondare (v.tr.), promuovere (v.tr.), introdurre (v.tr.), accingersi (v.tr.)...

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La citazione del giorno

«Le classi combattono tra loro, alcune hanno la meglio, altre la peggio. Così accade nella storia della civilizzazione da centinaia di anni.»

Mao Tse-tung

Il Santo di oggi

a cura di Edizioni Paoline

S. Arsenio, eremita

Eremita romano

Nato a Roma intorno al 354 da nobile famiglia senatoria, secondo un'antica tradizione, è ordinato diacono dallo stesso Papa Damaso. Nel 383 l'imperatore Teodosio lo vuole a Costantinopoli per affidargli l'educazione dei figli Arcadio e Onorio. Vi resta undici anni, fino al 394, quando in seguito a una profonda crisi spirituale, ottiene l'esonero da quell'incarico per ritirarsi nel deserto egiziano. Chiedendo a Dio una sicura via per giungere alla salvezza, una voce misteriosa gli avrebbe risposto: 'Fuggi gli uomini'. Il quarantenne Arsenio segue alla lettera il consiglio: sbarcato ad Alessandria d'Egitto, si aggrega alla comunità degli anacoreti di Scete, in pieno deserto. Concedendosi pochissimo sonno, trascorre notti intere in preghiera e meditazione: una preghiera fatta più di lacrime che di parole. Dal 434 al 450, Arsenio deve vivere lontano da Scete poichè è invasa da una tribù libica; va dunque a Troe, presso Menfi, dove muore nel 450.

Altri santi: S. Macrina, S. Epafra, S. Felice di Verona, S. Simmaco

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