Il Santo del giorno 27 Aprile

a cura di Edizioni Paoline

S. Zita

Patrona delle cuoche, guardarobiere e domestiche

E' un'umile domestica, figlia di poveri contadini di Monsagrati, un paese poco lontano da Lucca, dove nasce nel 1218. A soli dodici anni viene mandata a servizio presso la ricca famiglia dei Fatinelli a Lucca. Accetta con animo sereno la propria condizione sociale, consapevole che ogni servizio reso agli altri è meritevole agli occhi di Dio. La ricca famiglia ha in casa una numerosa servitù e sovente Zita supplisce col suo lavoro le manchevolezze dei compagni, che ricambiano i favori deridendola. Zita non mostra mai rancore per nessuno. Risparmia per dare ai poveri. Un giorno il padrone, vedendola uscire di casa con il grembiule rigonfio, la rincorre e le chiede : 'Che hai lì dentro?'. Zita risponde: 'Fiori e fronde'. Lascia il grembiule e ai suoi piedi cade una pioggia di fiori. Muore nella casa dei Fatinelli, nel 1272, dopo soli cinque giorni di malattia. Pio XII la proclama patrona delle domestiche, delle cuoche e delle guardarobiere.

Altri santi: S. Liberale, B. Elisabetta Vendramini, S. Antimo

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Più modi di dire: Felicità

contentezza (s.f. inv.), soddisfazione (s.f. inv.), gratificazione (s.f. inv.), piacere (s.f. inv.), godimento (s.f. inv.), appagamento (s.f. inv.), compiacimento (s.f. inv.), allegria (s.f. inv.), gioia (s.f. inv.), spensieratezza (s.f. inv.), gaiezza (s.f. inv.), festosità (s.f. inv.)...

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La citazione del giorno

«Cosa dovrebbe essere un uomo? Se stesso: questo è tutto.»

Henrik Ibsen