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Perché la Luna mostra sempre la stessa faccia?

La Luna mostra sempre la stessa faccia e dalla Terra riusciamo a vedere solo una parte della sua superficie.

La Luna mostra sempre la stessa faccia agli osservatori terrestri per via della rotazione sincrona. Il satellite della Terra infatti compie un giro su se stessa nello stesso tempo che impiega per realizzare un giro completo intorno al nostro Pianeta, ossia circa 27 giorni e 8 ore. Questo moto coordinato ha diverse conseguenze, la prima è che l’emisfero lontano della Luna non ha la possibilità di essere rivolto mai verso la Terra.

La faccia della Luna e la sua rotazione

Dalla Terra riusciamo comunque a vedere più della metà della superficie della Luna in momenti diversi. Questo perché l’asse di rotazione lunare è leggermente inclinato rispetto al piano della sua orbita intorno al nostro Pianeta. L’orbita lunare inoltre non è perfettamente circolare, ma ellittica. Infine la Terra ruota su se stesse molto più velocemente rispetto alla Luna, ciò determina uno spostamento graduale del punto di vista dell’osservatore che guarda il satellite. A causa di ciò e della rotazione sincrona, la Luna non mostra sempre la stessa identica porzione di superficie, ma oscilla di alcuni gradi attraverso un particolare moto detto librazione. Ciò determina che solo il 41% della superficie della Luna resta invisibile perennemente all’osservatore terrestre.

Cosa c’è nella faccia nascosta della Luna?

La faccia nascosta della Luna è molto diversa da quella che possiamo vedere dalla Terra. Presenta un terreno particolarmente accidentato, ricco di crateri e con pochi mari lunari. Poiché non è protetta dal Pianeta Terra, può essere colpita da oggetti che provengono dallo Spazio come i meteoriti. Per un lungo periodo questa zona della Luna è rimasta un mistero per gli scienziati che nel 2019 hanno potuto finalmente analizzarla grazie alla presenza della sonda cinese Chang’e-4, sbarcata sul lato segreto del nostro satellite.

La faccia nascosta della Luna è stata osservata per la prima volta da occhi umani nel 1968 dall’astronauta William Anders che faceva parte dell’equipaggio dell’Apollo 8. "La parte posteriore si presenta come se fosse un mucchio di sabbia in cui i miei figli hanno giocato per qualche tempo – raccontò poco dopo, descrivendo quel territorio inesplorato -. È tutta picchiettata, senza definizione, solo un sacco di dossi e buche".

In seguito l’area venne osservata dagli equipaggi di altre missioni e fotografata da alcune sonde lunari. Una particolarità: i veicoli che passano dietro la Luna presentano una difficoltà di comunicazione diretta con la Terra che dura sino a quando l’orbita non riporta la navicella nello spazio circumlunare in cui è possibile la trasmissione. Nel corso delle missioni Apollo, l’accensione del motore principale del Modulo di Servizio era programmata durante il sorvolo della faccia nascosta del satellite terrestre. Questo produceva non pochi momenti di tensione a causa della mancata comunicazione. Il Centro di Controllo delle Missioni di Houston infatti attendeva con impazienza che la navicella ricomparisse. Per questo motivo nessun veicolo, prima del 2019, era mai allunato in quest’area della Luna.

Il 14 giugno 2018 in previsione del lancio del lander Chang’e 4 dell’Agenzia spaziale cinese era stato posto in orbita il satellite artificiale Quequiao in prossimità del punto lagrangiano L2 per stabilire un ponte radio fra la Terra e la faccia non visibile della Luna.

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