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Divinità greche: quali sono e che caratteristiche hanno

Dodici come i Titani, sono lontanissimi da religione e spiritualità. Peccatori incalliti e preda delle passioni, si mescolano agli umani per seguirne e modificarne le vicende

Marco Netri

Marco Netri

GIORNALISTA E IMPRENDITORE

Ho iniziato a scrivere da giovanissimo e ne ho fatto il mio lavoro. Dopo la laurea in Scienze Politiche e il Master in Giornalismo conseguiti alla Luiss, ho associato la passione per la scrittura a quello per lo studio dedicandomi per anni al lavoro di ricercatore. Oggi sono imprenditore di me stesso.

La mitologia greca è composta principalmente da narrazioni e leggende sulle divinità dell’epoca, molto lontane da quelle delle varie religioni. Come i mortali, infatti, gli dei greci sono peccatori della peggiore risma, soggetti alle passioni e ai tumulti dei sentimenti, che, grazie al dono dell’invisibilità e al potere di assumere altre sembianze, spesso si mescolavano agli uomini, seguendone e modificandone le vicende. Il loro cibo era il nettare e la loro bevanda l’ambrosia.

Le divinità ritenute più importanti abitavano il Monte Olimpo, un alto massiccio montuoso che superava i 3000 metri, compreso tra la Tessaglia e la Macedonia, ricoperto dai ghiacci e costantemente celato da una cortina di nubi, quelle minori popolavano invece mari, boschi e fiumi. Gli antichi greci li celebravano con giochi, offerte, feste dedicate e concorsi di musica e poesia.

Divinità greche

Dodici, come i Titani, le divinità greche coincidono in gran parte con quelle romane, assumendo però nomi e alcune caratteristiche diverse.

Zeus

Giove per i Romani, è il capo degli dei, padrone supremo dell’Olimpo e signore del fulmine. È di Crono, il dio che divora tutti i suoi figli e di Rea, che alla nascita lo nasconde in una grotta affidandolo alla capra Amaltea, che lo ha alleva. Una volta adulto, affronta il padre e i Titani e li sconfigge con l’aiuto di Meti, la prudenza. Sposa sua sorella Era, ma più di cento sono le donne, dee o mortali, da lui amate e da cui ha avuto moltissimi figli tra cui Atena, Artemide, Apollo, Efesto, le Muse, le Gracie, Ermes, Ares, Eros, Tantalo, Perseo, Minosse, Dioniso, Eracle, Persefone e le Ore. Da lui dipendevano i fenomeni atmosferici, come la pioggia, la neve e le nubi. Zeus protegge la famiglia e le istituzioni, è il custode della giustizia, della lealtà dei patti e dell’ospitalità. Rappresentato con chioma fluente e folta barba, porta una corona di quercia, albero a lui sacro.

Era

Giunone per i Romani, sorella e moglie di Zeus, dal quale ha quattro figli, Efesto, Ares, Ebe, coppiera degli dei e Ilizia, protettrice delle partorienti. Bellissima, ma famosa per la sua grande gelosia e per il suo carattere vendicativo, è protettrice del matrimonio, dell’amore coniugale e del parto.

Atena

Minerva per i Romani, figlia di Meti e Zeus, nasce dalla testa del padre. Viene rappresentata come una dea guerriera, ma lo è anche della saggezza e della religione. Protegge la città che da lei prende il nome, le arti e i mestieri, in particolare la tessitura e il ricamo. Il suo attributo principale è la civetta.

Apollo

Figlio di Zeus e di Leto e fratello gemello della dea della caccia Artemide, è il dio del Sole, della musica, delle arti e della poesia e protegge viandanti e marinai. Sempre giovane e bellissimo, ha facoltà divinatorie e profetiche che esprime attraverso i suoi oracoli, il più noto dei quali è quello di Delfi con la sacerdotessa Pizia. La sua pianta sacra è l’alloro, con il quale si incoronavano i poeti.

Artemide

Diana per i Romani, è sorella gemella di Apollo e figlia di Zeus e Leto. Dea della caccia, viene rappresentata armata di arco e frecce. Protegge le foreste e gli animali selvatici. Le è sacro il cervo. Il suo tempio più famoso è ad Efesto.

Afrodite

Venere per i Romani, il suo nome deriva da afros che vuol dire schiuma, perciò si ritiene che sia nata dalla spuma del mare, la più bella tra le dee è anche la dea dell’amore e della fertilità. Rappresentata con il corpo adorno di rose e mirtilli e solo un velo a coprirla, suscita la gelosia di tutte le dee, compresa la moglie di Zeus, Era. Moglie di Efesto, è però innamorata di Ares, da cui ha avuto il figlio Eros, rappresentato come un bambino dotato di ali e frecce con le quali colpisce uomini e dei, spingendoli a innamorarsi. Dalla sua unione con il mortale Anchise, principe troiano, è invece nato Enea, l’eroe protagonista del celebre poema di Virgilio.

Ares

Marte per i Romani, è uno dei figli di Zeus e di Era. Dio della guerra, ha un carattere tempestoso, violento, feroce e sanguinario, ma si innamora di Afrodite, generando Eros.

Poseidone

Nettuno per i Romani, è figlio di Crono e Rea e fratello di Zeus e Ade. Dio del mare, il suo scettro è il tridente, tramite il quale genera maremoti e terremoti. Vive in un maestoso palazzo in fondo al mare, fra Nereidi e Tritoni. Sposato con Anfitrite, che tradisce con Demetra e Medusa. Tra i suoi numerosi figli, Pegaso, magnifico cavallo alato, e il ciclope Polifemo. Gli sono sacri il cavallo e il toro.

Ermes

Mercurio per i Romani, figlio di Zeus e della ninfa Maia, indossa calzari alati ed è il messaggero degli dei e l’accompagnatore dei morti nell’Ade. Dio dell’eloquenza, è protettore dei viandanti, dei mercanti e dei ladri, ma anche delle palestre e degli stadi.

Efesto

Vulcano per i Romani, è figlio di Zeus ed Era. E’ il dio del fuoco e fabbro degli dèi. La sua officina è situata dentro il vulcano Etna e i Ciclopi sono i suoi aiutanti. Fabbricava armi invincibili per gli dei e per gli eroi, mentre per sé creava oggetti straordinari. Storpio e claudicante è però il marito di Afrodite, che lo tradisce con Ares.

Dioniso

Bacco per i Romani, è il figlio di Zeus e di una donna mortale, Semele. Dio del vino e dell’ebbrezza, viene spesso rappresentato alla testa di un corteo festante, allietato da cori, musica e danze.

Ade

Plutone per i Romani, terzo fratello di Zeus e Poseidone, insieme ai quali sconfigge il padre Crono diventando padrone del mondo sotterraneo, è il dio degli Inferi. Ha rapito e resa sua sposa Persefone, figlia di Demetra, che per metà dell’anno vive all’oltre tomba in compagnia di Ade e per l’altra metà sulla Terra con sua madre.