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Giovanni Verga: vita e opere dell'autore

Francesca Mondani

Francesca Mondani

DOCENTE DI INGLESE E ITALIANO L2

Specializzata in pedagogia e didattica dell’italiano e dell’inglese, insegno ad adolescenti e adulti nella scuola secondaria di secondo grado. Mi occupo inoltre di traduzioni, SEO Onsite e contenuti per il web. Amo i saggi storici, la cucina e la mia Honda CBF500. Non ho il dono della sintesi.

Nella lezione di oggi, approfondiremo la vita e le opere di uno dei più grandi scrittori italiani del XIX secolo, Giovanni Verga. Questo autore siciliano ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura italiana, offrendoci una rappresentazione autentica e vibrante della vita e delle tradizioni della Sicilia.

Attraverso la sua prosa acuta e realistica, Verga ha gettato uno sguardo penetrante sulla società e sulla condizione umana, portando alla luce le sfumature e le contraddizioni della vita quotidiana. Scopriremo il suo percorso di vita, le influenze che hanno modellato il suo stile e le opere più significative che continuano a ispirare lettori di ogni generazione.

Le radici siciliane di Giovanni Verga

Verga nacque a Catania nel 1840. Crebbe in un contesto culturale e sociale ricco ma complesso, caratterizzato dalla forte influenza delle tradizioni locali e dalle sfide economiche dell’epoca. La sua giovinezza trascorsa nell’isola fu fondamentale per plasmare la sua visione letteraria unica.

A Firenze conobbe Luigi Capuana ed è così che si avvicinò al Verismo, che caratterizzerà le sue opere del ventennio milanese, in particolare le novelle delle raccolte Vita dei campi e Novelle rusticane e i due romanzi compiuti del Ciclo dei vinti: il progetto ne prevedeva cinque, ma solo I Malavoglia e Mastro-don Gesualdo vennero effettivamente realizzati.

Le sue opere, tra cui “I Malavoglia“, “Mastro-don Gesualdo" e “Cavalleria Rusticana“, ritraggono la vita rurale siciliana con una profonda sensibilità verso le lotte, le passioni e le ambizioni dei suoi personaggi.

Morì a Catania nel 1922, dopo essere stato nominato senatore del Regno, per decisione del Re Vittorio Emanuele III.

Con Giovanni Verga la scientificità e l’oggettività proprie di Positivismo, Realismo e Naturalismo si uniscono a un pessimismo che nega ogni possibilità di miglioramento sociale.

Il pensiero di Giovanni Verga

il pensiero di Giovanni Verga è caratterizzato da un realismo spietato, un legame forte con la sua terra natia e una profonda comprensione delle complessità umane e sociali. I pilastri chiave che guidano la sua visione letteraria possono essere identificati nel:

  • Realismo: il suo realismo spietato si manifesta attraverso descrizioni dettagliate e veritiere delle condizioni di vita dei personaggi, evidenziando la durezza delle loro esperienze quotidiane.
  • Determinismo: Verga credeva che le condizioni sociali e l’ambiente influenzassero profondamente le scelte e il destino dei suoi personaggi.
  • Patria e identità: la Sicilia è il cuore pulsante delle opere di Verga. La sua profonda connessione con la sua terra natia emerge attraverso la descrizione appassionata delle tradizioni, delle usanze e della mentalità degli abitanti dell’isola.
  • Critica sociale: attraverso le sue storie, Verga critica le ingiustizie e le disuguaglianze della società del suo tempo. Esplora i conflitti tra le classi sociali e mette in luce le difficoltà che le persone comuni affrontano nel cercare di migliorare la propria condizione.

Le novelle rusticane di Verga

Giovanni Verga, rappresentante di spicco del Verismo italiano, ha dato vita con le sue “Novelle Rusticane" a una serie di racconti che esplorano profondamente la vita, le passioni e le tragedie delle classi popolari siciliane. Queste storie, ambientate principalmente in piccoli paesi e nelle campagne della Sicilia dell’Ottocento, svelano un mondo crudo e spesso senza speranza, dove le tradizioni e le necessità socio-economiche dettano il destino dei personaggi.

Le novelle di Verga sono caratterizzate da una profonda empatia per i suoi personaggi, pur mantenendo una certa distanza narrativa. Il suo stile, definito “impersonale“, mira a rappresentare la realtà senza interventi o giudizi dell’autore. Questa scelta stilistica consente ai lettori di entrare nel mondo dei protagonisti, percependo le loro gioie, sofferenze e dilemmi come se emergessero direttamente dalla vita reale.

Tra le storie più celebri delle “Novelle Rusticane", spiccano “Cavalleria Rusticana", “Rosso Malpelo" e “La Lupa“. Queste narrazioni, oltre a svelare la durezza e le ingiustizie della vita rurale, mettono in luce la complessità delle relazioni umane, intrise di passioni incontrollate, vendette, amore e sacrificio. Il fatalismo è una tematica ricorrente: molte delle storie mostrano individui intrappolati in un destino preordinato, spesso risultato di una società rigida e immutabile.

L’importanza delle “Novelle Rusticane" va oltre la mera rappresentazione della vita siciliana dell’epoca. Verga, attraverso una sottile ma penetrante analisi psicologica e sociale, offre uno spaccato universale dell’animo umano, esponendo le fragilità, le contraddizioni e le aspirazioni delle persone di fronte alle avversità della vita. Questo suo capolavoro ha consolidato il suo posto tra i grandi della letteratura italiana, influenzando numerosi autori e artisti nelle generazioni successive.

I Malavoglia di Giovanni Verga

Ambientato nel piccolo borgo marinaro di Aci Trezza, in Sicilia, “I Malavoglia" è uno dei capolavori indiscussi della letteratura italiana e la più celebre opera di Giovanni Verga. Il romanzo, scritto tra il 1886 e il 1888, appartiene al ciclo dei “Vinti" e rappresenta la sintesi perfetta del Verismo letterario, movimento che si prefigge di rappresentare la realtà senza veli o abbellimenti, in tutta la sua cruda e a volte dolorosa verità.

La storia ruota attorno alla famiglia dei Malavoglia, composta dal vecchio padrone ‘Ntoni, suo figlio Bastianazzo e i suoi nipoti. Essi sono pescatori di generazione in generazione e il loro sogno è quello di possedere una barca e una casa, simboli del benessere e dell’indipendenza. Tuttavia, una serie di eventi tragici – a partire dal naufragio della loro barca, la “Provvidenza" – li porterà sull’orlo della rovina e della disperazione.

L’opera si distingue per la profondità con cui Verga ritrae i personaggi e per la sua capacità di rivelare le dinamiche della società siciliana dell’epoca, con le sue tradizioni, le sue superstizioni e i suoi codici d’onore. Al centro del romanzo vi è il tema del destino, visto come una forza ineluttabile che governa la vita degli individui e contro cui è inutile ribellarsi.

Ma “I Malavoglia" è anche una storia di resistenza e di speranza, che mostra come l’amore e la solidarietà possano aiutare le persone a superare anche le difficoltà più gravi. La prosa di Verga, secca e essenziale, è impreziosita da dialoghi in dialetto che contribuiscono a rendere l’atmosfera del romanzo ancora più autentica e suggestiva.

La roba di Giovanni Verga

La roba è una novella di Giovanni Verga contenuta nella raccolta Novelle rusticane.

Il protagonista è Mazzarò, ossessionato dal desiderio di possesso e dall’attaccamento ai beni materiali. Ha accumulato possedimenti sconfinati, facendosi dal nulla con fatica e sacrifici, ma la sua ascesa sociale è solo apparente perché non sa godere della ricchezza accumulata. Emblematico in questo senso il finale della novella: Mazzarò, non avendo nessuno a cui lasciare i suoi beni, in fin di vita uccide i suoi animali gridando “Roba mia, vientene con me!".

Per leggere la novella La roba, scarica il pdf qui:

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Verga e la passione per la fotografia

Verga si avvicina alla fotografia fin da ragazzo e nella sua abitazione di Catania sono stati ritrovati più di 400 negativi fotografici. Ci sono fotografie di famiglia e di amici, fotografie di paesaggi siciliani, fotografie di paesaggi del Nord.

Questa passione per la fotografia ha probabilmente influenzato anche il suo stile verista, capace di fotografare la realtà attraverso le parole. Un possibile segno di questa influenza è lo scarso utilizzo dei colori nelle descrizioni dei paesaggi da parte di Verga, che preferisce affidarsi a giochi di luci e ombre come avveniva nelle fotografie in bianco e nero.

Vita e pensiero di Verga: video della mappa mentale

Ripassa le informazioni principali sulla vita e il pensiero di Giovanni Verga guardando il video con la mappa mentale narrata.

Mappa mentale su Giovanni Verga: vita e pensiero

Nella mappa trovi le date fondamentali della vita di Giovanni Verga e la sua poetica, che riprende il positivismo dei naturalisti francesi, reinterpretandolo in chiave pessimistica: per Verga infatti non c’è alcuna speranza di miglioramento sociale, ma l’unico modo per salvarsi è rimanere ancorati al proprio ambiente d’origine, come l’ostrica sullo scoglio.

I poveri e i deboli, quindi, sono al sicuro finché restano fedeli ai valori della famiglia e alle tradizioni, mentre sono destinati a soccombere se concepiscono il desiderio di cambiare e migliorare la propria condizione.

La principale caratteristica del Verismo è l’adozione del principio dell’impersonalità, tecnica che consente all’autore di mantenere un distacco nei confronti dei personaggi e delle vicende narrate, che appaiono quindi oggettive al lettore. Questo si realizza attraverso la regressione del narratore allo stesso livello culturale dei personaggi e il discorso indiretto libero, in cui le parole o i pensieri dei personaggi vengono introdotti senza l’uso dei verbi dichiarativi.

Per stampare la mappa con le informazioni principali sulla vita e la poetica di Verga, scarica il pdf in bianco e nero qui:

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Opere di Verga: video della mappa mentale

Ripassa le opere più importanti di Giovanni Verga guardando il video con la mappa mentale narrata.

Mappa mentale su Giovanni Verga: opere

L’opera che anticipa l’adesione di Verga al Verismo è la novella Nedda, ambientata per la prima volta nella Sicilia povera e contadina. La prima novella propriamente verista, però, è Rosso Malpelo, storia di un ragazzo dai capelli rossi che lavora in una cava di rena, confluita poi nella raccolta Vita dei campi, pubblicata nel 1880. Ne fa parte anche la novella L’amante di Gramigna, la cui prefazione è considerata uno dei manifesti del Verismo.

Nel 1883, vengono pubblicate le Novelle rusticane, dove Verga enfatizza il tema della “roba". La ricchezza, per Verga, non serve al miglioramento della condizione sociale, ma crea altri “vinti" come Mazzarò.

Un tema che ritorna anche nei romanzi del Ciclo dei Vinti, il cui progetto prevedeva cinque romanzi (Padron ‘Ntoni, Mastro-don Gesualdo, La Duchessa delle Gargantas, L’onorevole Scipioni, L’uomo di lusso) che avrebbero dovuto rappresentare ogni strato sociale, dal più umile al più aristocratico. Verga realizza soltanto i primi due, I Malavoglia, storia di una famiglia di pescatori di Aci Trezza, e Mastro-don Gesualdo, racconto dell’ascesa e della successiva rovina del muratore Gesualdo Motta.

Per stampare la mappa mentale con le opere più importanti di Giovanni Verga, scarica il pdf in bianco e nero qui:

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