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La dinastia degli Ottoni: origini, riforme e declino

Andrea Bosio

Andrea Bosio

INSEGNANTE DI FILOSOFIA E STORIA

Nato a Genova, è cresciuto a Savona. Si è laureato in Scienze storiche presso l’Università di Genova, occupandosi di storia della comunicazione scientifica e di storia della Chiesa. È dottorando presso la Facoltà valdese di teologia. Per Effatà editrice, ha pubblicato il volume Giovani Minzoni terra incognita.

La dinastia degli Ottoni, anche detta dinastia sassone, fu una delle più importanti nella storia del Medioevo europeo. Salita al potere nel X secolo, fu protagonista della rinascita del potere imperiale in Germania, del consolidamento del Sacro Romano Impero e di una stretta alleanza con la Chiesa. Gli Ottoni guidarono l’Impero tra il 919 e il 1024, avviando un periodo noto come Rinascita ottoniana, caratterizzato da stabilità politica, riforme ecclesiastiche e un rinnovato impulso culturale.

Le origini: Enrico I l’Uccellatore e l’unificazione della Germania

La storia della dinastia comincia con Enrico I detto l’Uccellatore, duca di Sassonia, che nel 919 fu eletto re dei Germani. Enrico riuscì a consolidare l’unità dei diversi ducati tedeschi (Sassonia, Baviera, Svevia, Franconia), ponendo le basi per una monarchia stabile. Combatté contro gli Ungari, i Danesi e altri popoli che minacciavano i confini orientali, rafforzando l’autorità regia e ottenendo il riconoscimento degli altri principi tedeschi.

Anche se non fu mai incoronato imperatore, Enrico I fu il fondatore della dinastia sassone e il promotore dell’identità politica del regno di Germania.

Ottone I: l’imperatore e la nascita del Sacro Romano Impero

Il figlio di Enrico, Ottone I, salì al trono nel 936 e rappresenta la figura più emblematica della dinastia. Con lui si avviò un’epoca di grande potere per la monarchia tedesca.

Nel 955, Ottone I ottenne una storica vittoria contro gli Ungari nella battaglia di Lechfeld, ponendo fine alle loro incursioni e guadagnandosi grande prestigio. Grazie a questa vittoria e al rafforzamento del proprio potere, Ottone fu incoronato imperatore a Roma nel 962 da papa Giovanni XII: nacque così il Sacro Romano Impero, che si proponeva come erede dell’antico Impero Romano e dell’Impero carolingio.

Ottone instaurò una stretta alleanza con la Chiesa, basata sulla cosiddetta “teoria ottoniana”, secondo cui il potere imperiale era superiore a quello papale. Fu lui a iniziare la politica delle investiture: i vescovi venivano nominati dall’imperatore e gli venivano concessi feudi, rafforzando così l’influenza imperiale sull’autorità ecclesiastica.

Ottone II e Ottone III: ambizioni imperiali e crisi

Alla morte di Ottone I, il potere passò a Ottone II, che regnò dal 973 al 983. Educato a corte e cresciuto tra ideali classici e cristiani, Ottone II cercò di rafforzare il dominio imperiale in Italia e nel Sud Europa, ma subì una dura sconfitta contro i musulmani in Calabria (Battaglia di Capo Colonna, 982), che ne compromise i piani.

Suo figlio, Ottone III, salì al trono in giovane età e regnò dal 983 al 1002. Profondamente influenzato dalla cultura bizantina (la madre era Teofano, principessa dell’Impero Romano d’Oriente) e dai valori religiosi, Ottone III immaginò un “Impero universale cristiano” con Roma al centro del potere spirituale e politico. Cercò di restaurare l’antico splendore di Roma e di rafforzare il ruolo imperiale, ma le sue riforme suscitarono resistenze e, alla sua morte prematura, molti suoi progetti crollarono.

Enrico II e la fine della dinastia

L’ultimo sovrano della dinastia sassone fu Enrico II, cugino di Ottone III, che regnò dal 1002 al 1024. Profondamente devoto, promosse una forte riforma religiosa, sostenne l’evangelizzazione e favorì l’espansione della Chiesa.

Enrico II fu l’unico imperatore della dinastia ad essere canonizzato (nel 1146): divenne santo per il suo impegno nella riforma ecclesiastica e per la sua vita devota. Alla sua morte, non avendo eredi diretti, la dinastia sassone si estinse e fu sostituita da quella dei Salii (dinastia francone), con Corrado II.

La rinascita ottoniana: cultura e arte

Durante il regno degli Ottoni si sviluppò anche un’intensa rinascita culturale, nota come Rinascita ottoniana. Sul modello della rinascita carolingia, ma con caratteristiche proprie, si assistette a un fiorire di monasteri, scuole, scriptoria, dove si copiavano e si studiavano i testi dell’antichità classica e cristiana.

Fiorì l’arte ottoniana, legata soprattutto alla miniatura, all’oreficeria, alla scultura in avorio e all’architettura ecclesiastica. Le chiese costruite in questo periodo, come quella di San Michele a Hildesheim, riflettevano l’influenza bizantina e carolingia, ma con elementi innovativi.

La dinastia degli Ottoni segnò un momento di grande rilievo nella storia del Medioevo europeo. Con Ottone I, si consolidò il Sacro Romano Impero come istituzione politica e religiosa di riferimento in Europa. Gli Ottoni seppero rafforzare l’autorità imperiale, avviare importanti riforme religiose, difendere l’Impero dalle minacce esterne e promuovere un rinnovamento culturale e artistico. Sebbene la dinastia si sia estinta nel 1024, la loro eredità influenzò profondamente la storia del continente e la struttura dell’Impero nei secoli successivi.