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Proverbi

Guardati da aceto di vino dolce

Il proverbio italiano “guardati da aceto di vino dolce” è un detto che trova le sue origini nella saggezza popolare e più precisamente nel dialetto toscano. Già presente nei testi scritti e tramandati dalla metà del 1800, il suo significato mette in guardia dall’ira dei mansueti.

La spiegazione del proverbio

Molto spesso si ha a che fare con persone molto pazienti e molto buone. Ma non è detto che queste persone non si arrabbino mai. Si dice infatti “guardati da aceto di vino dolce”, proprio quando si ha a che fare con la rabbia. Si consiglia, quindi, di guardarsi dall’ira dei giusti, delle persone miti e pazienti, perché reagiscono solo quando vengono portate all’esasperazione.

A quel punto, il risentimento accumulato per i torti subiti non può allora trovare che una scarica rapida e immediata. Il detto è tanto antico e importante, da essere nominato all’interno del dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo. Anche Francesco Cherubini, qualche anno dopo, inserisce il proverbio all’interno del vocabolario italiano-milanese, riportando come significato “guardati dall’ira della persona melata”.

Altri proverbi simili

Quando si tratta di mettere in guardia qualcuno, escono dal cilindro del libro dei proverbi un mare di detti raccolti dalla saggezza popolare e dialettale italiana. In principio, alla massima “guardati da aceto di vino dolce”, è possibile associare “guardati da chi ride e guarda da un’altra parte”. Anche in questo caso siamo nell’ambito delle relazioni sociali e puntiamo l’attenzione sulle apparenze di chi ci sta davanti. Il proverbio invita a guardarsi bene da chi sembra felice e spensierato, dietro al sorriso potrebbero nascondersi dei problemi; oppure il detto suggerisce disinteressarsi completamente di queste persone.

Un atteggiamento di apparenza e di calma è da sempre caratteristica delle figure religiose come preti e suore. Infatti il detto “né da frati né da monache non t’aspettar mai niente”, un modo di dire che arriva direttamente dal Decameron del Boccaccio ed esprime una chiara critica nei confronti dei religiosi che assumono un atteggiamento ipocrita e di falsa benevolenza.

Anche il detto “uom che ghigna, can che rigna, non te ne fidare” è un detto che basa tutto sull’apparenza. Al contrario del proverbio “guardati da aceto di vino dolce”, ha dei soggetti che non mostrano calma apparente ma tutto il contrario. Nonostante questo, bisogna diffidare dalle persone che si mostrano insolenti e minacciose perché potrebbero costituire un reale pericolo.

Significato

Il significato del proverbio “Guardati da aceto di vino dolce” ci spiega che dovremmo sempre diffidare da chi non si arrabbia mai, da chi non reagisce, da chi accumula e poi esplode all’improvviso. L’aceto di vino dolce, infatti, sembra gradevole, ma potrebbe essere anche agro.

Origine

L’origine del proverbio “Guardati da aceto di vino dolce” deriva dal dialetto toscano. La sua nascita si deve alla saggezza popolare ed è un modo per esprimere di stare in guardia dai mansueti, perché potrebbero avere un’indole violenta. È comunque in uso sin dall’antichità, tanto che è stato inserito anche nel dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo.

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