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L'inizio della letteratura anglosassone

Affonda le sue radici nel VII secolo, con opere come ‘Beowulf’, prima di essere plasmata da Geoffrey Chaucer, il primo a fondere elementi indigeni e stranieri

Silvia Pino

Silvia Pino

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Ho iniziato con le lingue straniere, ho continuato con la traduzione e poi con l’editoria. Sono stata catturata dalla critica del testo perché stregata dalle parole, dalla comunicazione per pura casualità. Leggo, indago e amo i giochi di parole. Poiché non era abbastanza ho iniziato a scrivere e non mi sono più fermata.

Le origini della letteratura anglosassone affondano le loro radici addirittura nel VII secolo, quando si diffusero i primi testi in “old english”, una lingua figlia delle invasioni scandinave e delle scorribande vichinghe, che poco o nulla aveva a che fare con l’inglese arrivato fino ai giorni nostri. Parliamo dunque di una letteratura indissolubilmente legata agli eventi storici ed alle condizioni sociali dell’epoca e che di pari passo si è evoluta, anche nel linguaggio, approdando al “middle english”, un linguaggio, risultato del mescolarsi di culture dei vari conquistatori avvicendatisi sull’isola. A diffonderne l’utilizzo, sarà Geoffrey Coucher, per questo considerato il padre della poesia e della letteratura inglese.

Invasioni e influenze

Senza alcun dubbio le invasioni romane e a seguire quelle dei popoli germanici, tra i quali angli, sassoni e luti, hanno lasciato tracce indelebili nella cultura e di conseguenza nella letteratura inglese. Basti pensare ai celti, antichi abitanti dell’isola, che spinti verso le regioni periferiche diedero vita a miti e leggende come quella di Re Artù. Dall’Irlanda si estese poi in Inghilterra la cristianizzazione condotta da San Agostino di Canterbury, che introdusse la scrittura latina e i testi sacri, influenzando inevitabilmente la produzione letteraria, attraverso la fusione di elementi pagani e cristiani, e generando un corpus letterario unico nel suo genere, specchio fedele della complessità delle dinamiche culturali e religiose dell’epoca.

Le origini

La letteratura anglosassone viene fatta rientrare tra i testi scritti in inglese antico prodotti dal 450 d.C. circa, alla conquista dell’isola da parte dei normanni nel 1066, data dalla quale, progressivamente, questa forma arcaica del linguaggio d’Oltremanica andrà ad estinguersi completamente agli inizi del XII secolo. Fra gli scritti composti in questo periodo troviamo poemi epici, testi agiografici, traduzioni della Bibbia, cronache storiche, opere giuridiche e altri testi, ma di questi non più di 400 manoscritti di questa epoca sono sopravvissuti allo scorrere del tempo per giungere fino a noi.

L’opera letteraria in inglese più antica è l’Inno di Caedmon, risalente alla seconda metà dell’anno 600, quando la trasmissione della cultura era ancora a quasi totale appannaggio dell’oralità e quelle poche versioni scritte erano destinate ad essere lette in pubblico.

Proprio le storie di grandi battaglie tramandate di generazione in generazione, tipiche del patrimonio culturale delle popolazioni germaniche, quando giunsero sul suolo inglese iniziarono ad essere trascritte, dando vita ai primi poemi epici, alcuni dei quali divennero molto popolari.

L’origine della letteratura inglese antica è allora intrisa dell’influenza delle imprese eroiche di ispirazione teutonica, anche se altrettanto antica ed importante branca comprende anche le opere di argomento cristiano, frutto della conversione dei popoli anglosassoni dopo il loro arrivo in Inghilterra.

I manoscritti

Per definire ancor meglio, però, i contorni della letteratura anglosassone, quattro manoscritti risalenti al X e XI secolo si rivelano guide preziose: questi sono il Cotton Vitellius, l’Exter Book, il Bodleian Junius 11 e il Vercelli Book, che con “The dream of the Rood” rappresenta uno dei primissimi esempi di poesia visionaria in lingua inglese.

È però il Cotton Vitellius a contenere il poema epico più celebre dell’epoca anglosassone, capace di rifletterne i valori, come l’onore, il coraggio e la fedeltà. Si tratta di Beowulf, che è anche il nome dell’eroe protagonista di duelli contro mostri e draghi, fornendo così anche informazioni importanti nello studio delle credenze e della cultura del tempo. Collocato tra l’ottavo e l’undicesimo secolo e composto di 3182 versi allitterativi, il poema è anonimo e l’autore è indicato comunemente come il “poeta di Beowulf”.

L’Exter Book mostra invece un altro aspetto della letteratura dell’epoca, la melanconica e riflessiva elegia anglosassone. Il testo infatti contiene una serie di poesie elegiache che affrontano temi universali come il senso della vita, la solitudine, la condizione umana. Dall’opera “The Wanderer” a “The Seafarer” e “The Ruin“, sono tutte espressione lirica di una necessità di introspezione e contemplazione che va ad arricchire il patrimonio letterario anglosassone, offrendo un lato differente, più intimo e personale di una società apparentemente dominata solo da guerra e religione.

Il Bodleian Junius 11 infine, datato Anno Mille, è conosciuto come Manoscritto di Caedmon ed è considerato come uno dei quattro codici principali della letteratura inglese antica. D’altro canto, Caedmon è il primo poeta inglese di cui si conosca il nome e quindi il suo è il primo esempio di poesia in antico inglese insieme alle incisioni in runico della croce di Ruthwell e del cofanetto Franks.

Dall’invasione normanna al Middle English

L’invasione normanna, con il trionfo di Guglielmo il Conquistatore del 1066, come accennato in apertura, rappresenta la fine della letteratura antica inglese, con l’old english che verrà progressivamente contaminato da termini di provenienza francese fino a proporsi come una lingua a sé, il middle english. La diffusione del nuovo inglese e la sua affermazione come lingua letteraria si dovrà inizialmente in gran parte alla meritoria opera del teologo John Wycliffe e alle sue traduzioni della Bibbia, e in seguito al Brut di Layamon, poeta britannico del XIII secolo, che introdurrà per primo nella letteratura inglese la figura di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, aprendo il varco al genere cavalleresco. Il passaggio finale nell’evoluzione del middle english arriverà con Geoffrey Coucher e la sua più celebre opera, I racconti di Canterbury.