Come si diventa Stato membro dell’Unione Europea
Diventare parte dell’Unione Europea richiede impegno, riforme e dialogo. Ecco tutte le tappe del percorso di adesione all’UE.
Ogni tanto sentiamo parlare di Paesi "candidati" all’ingresso nell’Unione Europea: Turchia, Albania, Ucraina. Ma cosa significa davvero entrare nell’UE? Non basta bussare alla porta: diventare uno Stato membro è un percorso lungo e complesso, fatto di regole da rispettare, riforme da attuare e valori da condividere.
L’adesione all’UE non è solo un obiettivo politico o economico, ma una scelta profonda di appartenenza a una comunità di democrazie che condividono ideali comuni. Vediamo passo dopo passo come funziona questo percorso.
Requisiti fondamentali: la base di partenza
Non tutti i Paesi possono candidarsi. Per entrare nell’Unione Europea, bisogna rispettare i cosiddetti criteri di Copenaghen, stabiliti nel 1993.
Questi criteri sono:
- Politici: avere istituzioni stabili che garantiscano democrazia, Stato di diritto, diritti umani e rispetto delle minoranze
- Economici: disporre di un’economia di mercato funzionante e in grado di affrontare la concorrenza nell’UE
- Giuridici: capacità di adottare e attuare l’intero corpus normativo dell’UE (detto acquis communautaire), che comprende migliaia di leggi
In pratica:
Un Paese deve già funzionare come una democrazia moderna e avere una struttura economica compatibile con quella dell’UE prima ancora di presentare domanda.
La candidatura ufficiale: l’ingresso nella lista d’attesa
Quando uno Stato ritiene di essere pronto, può presentare domanda ufficiale di adesione al Consiglio dell’Unione Europea.
Cosa succede dopo:
- La Commissione Europea valuta se il Paese rispetta i criteri minimi
- Se la risposta è positiva, il Consiglio concede lo status di Paese candidato
- Si apre così un periodo di negoziati di adesione
Esempio:
La Macedonia del Nord ha presentato la sua candidatura nel 2004 ma ha iniziato i negoziati solo nel 2022, dopo anni di riforme e risoluzioni di dispute internazionali.
I negoziati: un percorso a tappe (e ostacoli)
I negoziati sono il cuore del processo di adesione. L’obiettivo è allineare il Paese candidato alle leggi e ai valori dell’UE.
Come funziona:
- Le leggi UE sono suddivise in 35 capitoli (es. giustizia, ambiente, economia, sicurezza alimentare…)
- Per ogni capitolo:
- Si valuta la situazione del Paese
- Si fissano riforme e obiettivi
- Si verifica il rispetto dei criteri
Questo processo può durare anni, anche decenni. Ogni progresso viene monitorato dalla Commissione e approvato da tutti gli Stati membri.
Un esempio recente:
L’Albania ha dovuto riformare profondamente il sistema giudiziario prima di poter aprire i capitoli negoziali.
L’adesione vera e propria: firma e ratifica
Quando tutti i capitoli sono chiusi positivamente e i requisiti sono soddisfatti, si firma un Trattato di adesione.
Passaggi finali:
- Il trattato deve essere ratificato da tutti i Paesi membri e dal Parlamento Europeo
- Anche il Paese candidato deve approvarlo, spesso tramite referendum
- Dopo la ratifica, il Paese diventa ufficialmente Stato membro dell’Unione Europea
Esempio storico:
La Croazia è diventata il 28° Stato membro nel 2013, al termine di un processo durato più di 10 anni.
In sintesi: diventare parte della famiglia europea
Diventare Stato membro dell’Unione Europea è come candidarsi a far parte di un club esclusivo, dove il rispetto delle regole, dei valori e della cooperazione è fondamentale.
Il percorso prevede:
- Rispetto dei criteri di Copenaghen
- Presentazione della candidatura
- Apertura e chiusura dei negoziati
- Firma e ratifica del Trattato di adesione
È un cammino lungo, ma che rappresenta per molti Paesi una scelta di civiltà, stabilità e futuro. L’adesione all’UE è molto più di una formalità: è un impegno a costruire insieme un’Europa più unita, democratica e solidale.