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Divina Commedia: riassunto e spiegazione del capolavoro di Dante

La genesi, lo sviluppo, i significati di un poema universale, che nelle intenzioni del poeta doveva essere omnicomprensivo e contenere tutte le sue conclusioni poetiche, storiche, filosofiche, linguistiche, religiose. La genesi dell’opera e l’interruzione delle opere precedenti

Paolo Marcacci

Paolo Marcacci

INSEGNANTE DI LETTERE, GIORNALISTA PUBBLICISTA, SPEAKER RADIOFONICO, OPINIONISTA TELEVISIVO

Ho trasformato in professione quelle che erano le mie passioni, sin dagli anni delle elementari. Dormivo con l'antologia sul comodino e le riviste sportive sotto il letto. L'una mi è servita per diventare una firma delle altre. Per questo, mi sembra di non aver lavorato un solo giorno in vita mia.

Composta in un periodo di tempo che va all’incirca dal 1306 alla fine del 1320, l’opera viene iniziata da Dante, esiliato da Firenze sin dal 1300, per un’istanza di universalità e per una molteplicità di ragioni: la glorificazione del ricordo di Beatrice, la speranza di redenzione per un’umanità abbrutita da contrasti e odi politici (dei quali lo stesso Dante fu vittima), l’esigenza di lasciare ai posteri un poema che fosse da considerarsi al contempo epico ed enciclopedico e che potesse racchiudere tutte le considerazioni di Dante in ogni ambito intellettuale, attraverso il veicolo nobile del verso poetico. In nome di questa esigenza, Dante interruppe la stesura del Convivio, trattato di tipo enciclopedico scritto in lingua volgare per consentirne la fruizione al maggior numero possibile di lettori e contenente, nelle intenzioni del poeta, volumi riguardanti varie discipline intellettuali raggruppabili nelle arti del Trivio e del Quadrivio, ossia l’ambito letterario e quello scientifico. Poi interruppe anche la stesura del De Vulgari Eloquentia, ossia l’opera scritta per nobilitare la lingua volgare, proprio attraverso l’utilizzo del latino che era la lingua destinata agli argomenti più nobili.

Perché “Commedia”?

In base alla divisione aristotelica dei generi teatrali, Dante denomina la sua opera “Commedia” perché caratterizzata da un lieto fine dato dal percorso ascensionale dal regno degli inferi a quello dei Beati; per la molteplicità degli ambienti e dei personaggi che incontra sotto forma di anime; per il livello linguistico dell’opera, che non è sempre di tono elevato come richiederebbe la tragedia ma presenta varie difformità: di tono basso e a tratti volgare nell’Inferno; elegiaco nel Purgatorio; elevato e sublime nel Paradiso.

Perché e da quando “Divina”

L’aggettivo “Divina” con il quale lo hanno conosciuto generazioni intere di studiosi e studenti nei secoli successivi è dunque di attribuzione successiva e si deve per la precisione a Giovanni Boccaccio, che utilizzò il termine nel suo “Trattatello in laude di Dante”, la cui stesura risale al 1357.

Struttura dell’opera

L’opera è divisa in tre volumi detti Cantiche: Inferno, Purgatorio, Paradiso, ognuno dei quali diviso in Canti, per un ammontare complessivo di cento; i canti sono così suddivisi: trentaquattro l’Inferno, trentatré il Purgatorio e trentatré il Paradiso. L’Inferno conta un canto in più perché il primo canto, quello che apre l’opera, ha funzione di Proemio, ossia funge da introduzione a tutta l’opera e spiega le motivazioni del “viaggio” che Dante immagina di compiere a cominciare dall’ottavo giorno di aprile del 1300, quando il poeta aveva trentacinque anni di età, considerati la mezza età per l’uomo del Medioevo, il proverbiale “…mezzo del cammin di nostra vita…”. Ogni canto è scritto in versi endecasillabi, ossia di undici sillabe, rimanti fra di essi attraverso una struttura di concatenazione, per mezzo di uno schema di rime ABA – BCB – CDC e via proseguendo. Una delle particolarità del viaggio stesso sta dunque nel fatto che Dante immagina di compierlo con il suo corpo di uomo ancora vivo e vegeto.

I quattro livelli di lettura

Come per la stragrande maggioranza di opere medievali a tematica sacra, anche nella Commedia dantesca non ci si può soffermare solamente al significato letterale di ciò che i versi illustrano ma ci si deve riferire anche a una serie di significati nascosti che sono celati sotto il “velo” della prima lettura. In particolare, nella Commedia tutta una traduzione di studi e interpretazioni ha portato all’individuazione di ben quattro livelli di lettura:1) Senso letterale, ossia ciò il significato evidente di ciò che è scritto è descritto.2) Senso allegorico, ossia il significato nascosto delle varie espressioni. Per esempio, le tre Belve feroci che sbarrano il cammino a Dante all’inizio del poema rappresentano anche tre vizi capitali. 3) Senso allegorico – didattico La morale e gli insegnamenti contenuti nella chiave allegorica delle precedenti interpretazioni. 4) Senso anagogico o “Sovrasenso”Il livello di lettura che, sulla base dei precedenti, riconduce direttamente a Dio e ai suoi insegnamenti, nell’ottica della Visione Sacrale che caratterizzava la religiosità del Medioevo.

La durata cronologica del viaggio

Il viaggio narrato da Dante nel poema si svolge nell’arco di circa una settimana, da venerdì 8 aprile a giovedì 14 aprile dell’anno 1300: è l’anno del primo Giubileo indetto da papa Bonifacio VIII e in questa datazione c’è una valenza simbolica in chiave sacra, poiché l’epoca stessa coincide con la speranza di un rinnovamento, nonché di una palingenesi.