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Il nazismo e l'ascesa al potere di Hitler

Andrea Bosio

Andrea Bosio

INSEGNANTE DI FILOSOFIA E STORIA

Nato a Genova, è cresciuto a Savona. Si è laureato in Scienze storiche presso l’Università di Genova, occupandosi di storia della comunicazione scientifica e di storia della Chiesa. È dottorando presso la Facoltà valdese di teologia. Per Effatà editrice, ha pubblicato il volume Giovani Minzoni terra incognita.

Hitler e il nazismo rappresentano uno dei capitoli più bui e devastanti della storia contemporanea, caratterizzati da ideologie estremiste, aggressioni militari e crimini contro l’umanità su una scala senza precedenti.

Salito al potere in Germania nel 1933 come Cancelliere e in seguito autoproclamatosi Führer, Hitler fu l’artefice del Terzo Reich, uno stato totalitario basato sui principi dell’autoritarismo, del nazionalismo estremo e della supremazia della razza ariana.

Il nazismo non influenzò solo la Germania, ma l’intero panorama geopolitico del XX secolo, portando a significative ripercussioni globali. Le alleanze formate durante la guerra, le strategie adottate e la successiva divisione del mondo nel contesto della Guerra Fredda furono tutte influenzate dagli eventi e dalle ideologie di questo periodo.

Hitler: la vita

La parabola del Nazismo va dal 1920 al 1945. Il protagonista assoluto è Adolf Hitler, che nel 1933 diventa cancelliere del Reich e instaura un totalitarismo perfetto. Propaganda, polizia segreta, violenza, leggi razziali, sono alcune delle caratteristiche della Germania nazista, che uscirà sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Tre anni dopo la fondazione del partito nazista, nel 1923 il giovane Hitler tenta un colpo di stato a Monaco ma fallisce e viene arrestato. Nel periodo trascorso in prigione scrive il Mein Kampf (La mia battaglia), manifesto programmatico che, a partire dal 1933 inizia a mettere in atto, sia contro gli ebrei, sia contro praticamente tutti gli altri Paesi europei.

Nel 1933 Hitler prende il potere in Germania e, da quel momento, la corsa agli armamenti in Germania non si arresta più e conduce direttamente dapprima all’anschluss (annessione dell’Austria, 1938) e successivamente all’invasione armata della Polonia (1939). Qualche giorno dopo, il sistema delle alleanze europee entra in gioco e scoppia la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1940, a guerra già iniziata, Germania, Italia e Giappone firmano il “Patto tripartito", noto anche come “Alleanza dell’Asse" che resterà saldo fino all’8 settembre 1943, quando l’Italia annuncia al mondo il suo schieramento con Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.

Una volta capito che anche Berlino sta per cadere, Hitler si toglie la vita il 30 aprile 1945.

Che cos’è il nazismo

Il nazismo è uno dei due esempi di “totalitarismo perfetto" che il Novecento europeo ha conosciuto (l’altro è lo stalinismo). Con questa locuzione si intende il fatto che il potere si trova interamente nelle mani di Hitler e non sussiste alcun contropotere capace di limitarlo in alcun modo, come invece accade in Italia (con la Chiesa cattolica e la Corona).

Secondo Hannah Arendt, un totalitarismo si caratterizza come una dittatura che, oltre al controllo sulle azioni, si fonda anche sul controllo totale della persona, compresa la sua mente, le sue idee, il suo spirito, fino all’ottenimento del consenso incondizionato, che sconfina spesso nell’adorazione, sostenuto dal culto della personalità ottenuto attraverso la propaganda e i mezzi di comunicazione di massa. Altri elementi caratteristici sono la polizia segreta, la viol.enza sistematica, il terrore, le delazioni e un’ideologia onnipresente e onnipotente.

Il mito della grande Germania, dell’infallibilità del partito nazista e dell’onnipotenza del Führer Hitler sono stati raggiunti attraverso un’abilissima gestione della propaganda ideologica orchestrata da Goebbels, attraverso il controllo e l’uso massiccio e ossessivo di ogni mezzo di comunicazione oltre a un’intensa attività di selezione, manipolazione e censura delle informazioni

Il simbolo della Germania nazista: la svastica

La svastica, un antico simbolo utilizzato in molte culture orientali per millenni per rappresentare la vita, il sole, il potere, la forza e la buona sorte, è stata adottata dalla Germania nazista come uno dei suoi simboli più riconoscibili. Nel contesto del nazismo, la svastica, nota anche come “Hakenkreuz" (croce uncinata), è stata ruotata di 45 gradi e posizionata in un cerchio bianco su uno sfondo rosso, diventando il fulcro della bandiera nazista.

La scelta della svastica da parte di Adolf Hitler e del partito nazista non fu casuale; Hitler era affascinato dall’idea di una presunta “razza ariana" superiore, un concetto distorto che attingeva a interpretazioni errate dell’indologia e dell’antichità. Nel suo Mein Kampf, Hitler dichiarò che la svastica simboleggiava la lotta per la vittoria dell’ariano e la sua missione di combattere contro la “distruzione ebraica del mondo". Così, un simbolo che per secoli aveva avuto connotazioni positive in diverse culture venne trasformato in un emblema di violenza, razzismo e distruzione.

Durante il regime nazista, la svastica divenne onnipresente in Germania, usata in bandiere, uniformi, edifici pubblici e persino nella letteratura per bambini, per inculcare e rafforzare l’ideologia nazista. Dopo la caduta del Terzo Reich e la fine della Seconda Guerra Mondiale, la svastica è stata bandita in Germania e in molti altri paesi, dove ora è considerata un simbolo di odio, antisemitismo e dei terribili crimini commessi durante l’Olocausto. Induisti e buddisti, però, hanno preso le distanze dall’uso improprio che ne ha fatto il Nazismo e continuano a considerarla un simbolo religioso.

Mappa mentale del nazismo da stampare

Per ripassare le date e le tappe fondamentali del Nazismo, scarica il pdf in bianco e nero qui:

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