Salta al contenuto

Spinoza, vita e pensiero del filosofo razionalista

Considerato come uno dei più influenti del XVII secolo, nel 1656 viene tacciato di eresia e scomunicato di fronte alla Sinagoga

Paolo Marcacci

Paolo Marcacci

INSEGNANTE DI LETTERE, GIORNALISTA PUBBLICISTA, SPEAKER RADIOFONICO, OPINIONISTA TELEVISIVO

Ho trasformato in professione quelle che erano le mie passioni, sin dagli anni delle elementari. Dormivo con l'antologia sul comodino e le riviste sportive sotto il letto. L'una mi è servita per diventare una firma delle altre. Per questo, mi sembra di non aver lavorato un solo giorno in vita mia.

La citazione di Hegel

È un pensatore olandese, nato nel 1632 e vissuto fino al 1677; è considerato uno dei maggiori testimoni del razionalismo. Viene considerato come uno dei filosofi più influenti del 1600; Hegel (filosofo vissuto nel 1800) considera Spinoza come il “filosofo fondamentale”, affermando che “filosofare è spinozzare”, ovvero non si può fare filosofia senza conoscere le determinazioni del pensiero di Spinoza.

Trattati epocali

Spinoza ha prodotto due testi fondamentali dal punto di vista psicologico: il “Trattato teologico e politico”, pubblicato nel 1670 e l’ “Ethica”, uscito postumo nel 1677 alcuni mesi dopo la sua morte.

La scomunica

Proveniente da una famiglia di religione ebraica che lo fa appassionare fin da adolescente agli studi classici; viene, infatti, a contatto con testi greci e latini sia letterali che filosofici, inoltre legge anche le opere cartesiane. Nel 1656 Spinoza viene tacciato di eresia e scomunicato di fronte alla Sinagoga. Vi sono differenti interpretazioni in merito al motivo della scomunica:
1. perché non crede nell’immortalità dell’ anima;
2. Tesi più accreditata, sostenuta da diversi filosofi (come per esempio Abbagnano) riulta essere il fatto che la sua scomunica sia stata determinata dalla sua concezione di Dio e dal fatto che egli abbia negato il libero arbitrio.

Il concetto di Dio in Spinoza

Spinoza, inoltre, rifiuta l’idea di un Dio persona (immagine tipica del Dio biblico). In seguito alla scomunica inizia un periodo di lunghe peregrinazioni. Per sbarcare il lunario dal punto di vista economico, Spinoza è costretto a svolgere tanti mestieri diversi, come il fabbricante di lenti per gli occhiali, per esempio; in questo periodo continua sempre a meditare sullz filosofia. Improvvisamente, si ammala di tubercolosi e muore nel 1677.
Spinoza elabora una concezione di Dio differente rispetto alla filosofia precedente. Per lui Dio non è:
– un Dio persona;
– Un essere trascendente, bensì Dio è, alla maniera dei deisti, una entità che si identifica con la natura; è in tutto e tutto è Dio (panteismo). Dio è una SOSTANZA INFINITA che l’uomo può cercare di comprendere attraverso due modalità, desunte dalla filosofia cartesiana (in questo caso Spinoza fa riferimento anche all’ambito corporeo).

Pensiero in relazione a Dio

Grazie al pensiero l’uomo coglie Dio attraverso l’ intelletto (rex cogitans).

Estensione

L’estensione fa riferimento al corpo: parte dell’individuo che fa esperienza nella natura ( rex estensa).
Spinoza inizia la sua filosofia con una riflessione relativa all’individuo che, secondo il filosofo, ha a disposizione due strumenti fondamentali per conoscere Dio (in questo caso fa riferimento solamente all’ambito del pensiero).

Ragione

È uno strumento limitato, ha un valore relativo perché attraverso questa l’uomo può comprendere solamente alcune caratteristiche di Dio, le poche elaborabili dall’intelletto umano.

Intuizione

Spinoza dà più valore a questo strumento, chiamandolo anche scienza intuitiva che ci permette di cogliere l’essenza di Dio, cioè la sua natura. L’intuizione non è basata sulla ragione, quindi non è una facoltà logica. È istinto che legge la realtà.
Spinoza elabora la sua concezione anticreazionistica e anti-cristiana di Dio. Il suo discorso si articola si diversi livelli:
1. accettare l’ idea di un Dio creatore, significa accettare l’idea di un Dio libero;
2. Se Dio è libero, allora ha la possibilità di scegliere;
3. Se Dio ha la possibilità di scegliere ha delle alternative, ma secondo Spinoza dire che Dio ha delle alternative significa che Dio non è perfetto. Dio, avendo la possibilità di scegliere tra bene e male, può sbagliare.
Dio non è libero, né tanto meno perfetto, Spinoza vuole smontare la teoria creazionistica da un punto di vista razionale (razionalismo).
Secondo il filosofo, Dio è un essere autonomo in cui coincidono necessità e libertà.

Necessità

Dio obbedisce ad una legge che lui stesso si è dato, per questo motivo è necessità.

Libertà

Dio è libero perché la legge è una sua creazione; essa coincide con la sua stessa natura, Dio è per natura libero.

Spinoza esprime inoltre la critica relativa alla concezione finalistica di Dio. Secondo la religione Dio crea per bontà, ma affermare questo significa sostenere che il bene sia un altro principio rispetto a Dio, quindi vuol dire affermare l’ esistenza di un’altra realtà rispetto a Dio. Spinoza sostiene che Dio non crei per fare il bene, ma per rispondere alla legge, quindi per realizzare la sua natura (rapporto tra libertà e necessità).

Religione

Il filosofo elabora due critiche relative alla religione cristiana e alla fede:

1) SUPESTIZIONE
secondo il filosofo la fede ha un forte legame con la superstizione; l’uomo, infatti, si rivolge a Dio attraverso le pratiche religiose per avere dei vantaggi: la fede in Dio è finalizzata ad ottenere dei vantaggi.

2) IGNORANZA
Spinoza definisce la fede come “l’asilo degli ignoranti”, infatti, nel momento in cui all’uomo capitano degli imprevisti negativi (che sono in contrasto con l’idea di un Dio buono) egli ricorre alla spiegazione poco razionale, per cui tutto dipende dalla volontà di Dio; l’uomo, ricorrendo alla fede e non alla filosofia o al ragionamento, è ignorante.

Spinoza esprime inoltre una critica forte nei confronti della Bibbia, concepita come testo con valore storico, in cui si trovano testi che sono stati scritti in epoche diverse. Tutto ciò che racconta la Bibbia deve essere letto come il prodotto culturale di una precisa epoca storica e non come strumento di rivelazione di Dio. Il filosofo precisa che i miracoli narrati nei Vangeli non devono essere letti come degli eventi miracolosi, ma come fatti accaduti che le persone dell’epoca non erano in grado di spiegare.

La società secondo Spinoza

Essere governato da un monarca illuminato e non autoritario (diverso da quello immaginato da Hobbes), è il privilegio dell’uomo. Il monarca deve perciò garantire nel suo Stato la presenza della la libertà (di pensiero, di espressione, religiosa); • Basarsi sul principio della tolleranza nei confronti di qualunque confessione religiosa e idea culturale o politica;
Altra prerogativa sarà quella della laicità, secondo la quale ciascuno sarà libero di professare o meno quello che sarà il suo culto religioso e sarà anche libero di essere ateo.